
Bioponica: come funziona l’idroponica organica per la cannabis
Fertilizzanti organici in soluzione, microrganismi vivi e un filtro sulla pompa: il metodo di William Texier spiegato senza fuffa.
La bioponica è idroponica organica: le piante crescono senza terra, in acqua e substrato, ma al posto dei fertilizzanti di sintesi usi nutrienti organici certificati, e a trasformarli in cibo per le radici ci pensano microrganismi vivi come il trichoderma. Per capirla bene, però, devi partire da cos’è la coltivazione idroponica.
Le coltivazioni in acqua, o idroponiche, non usano terra: al suo posto c’è acqua arricchita di nutrienti e un substrato che tiene ferme e idratate le radici. Se vuoi saperne di più sulla coltivazione idroponica, c’è questo articolo.
E allora, cos’è la bioponica?
Cos’è l’idroponica organica?
La bioponica è un metodo di coltivazione idroponica inventato da William Texier, veterano dell’idroponica e fondatore di General Hydroponics Europe.
Si basa sull’uso di fertilizzanti organici certificati in una soluzione idroponica, insieme a un substrato. È un’alternativa all’idroponica con fertilizzanti sintetici, pensata per un’agricoltura sostenibile. Si è diffusa man mano che sempre più grower si sono appassionati alla sfida di mescolare tecniche diverse, in cerca di risultati più sani, più efficaci e più saporiti.
La bioponica è parente dell’ idroponica e dell’acquaponica, ma punta tutto su nutrienti completamente organici, con la possibilità di aggiungere pesci e altri animali acquatici per completare la nutrizione. La tecnica gira più o meno dal 2005, quando Texier ha brevettato il processo.

Come far funzionare una coltivazione bioponica?
Per far andare bene una coltivazione organica di questo tipo servono almeno 3 cose:
- Un filtro sulla pompa:
per far crescere bene le piante è fondamentale, soprattutto quando le radici sono nude e sospese nella soluzione nutritiva. Le particelle grosse del fertilizzante vanno filtrate bene, perché possono soffocare le radici. - Gli organismi vivi:
sono loro che riproducono il processo di decomposizione che avviene nel suolo. I microrganismi hanno bisogno di un posto dove «attaccarsi»: un punto molto ossigenato, lontano dalle correnti create dal flusso della soluzione, e sempre umido. Se si seccano, muoiono. In idroponica puoi usare diversi substrati, e i più naturali sono l’argilla espansa e la fibra di cocco. - Un fertilizzante adatto:
non tutti i fertilizzanti organici per cannabis vanno bene per l’idroponica organica. Un fertilizzante bioponico deve essere liquido o solubile, non deve avere particelle troppo grosse e deve degradarsi in fretta.
Nel sistema puoi mettere anche pesci e altri animali acquatici, tipo i gamberi di fiume. Così gli scarti dei pesci si mescolano ai nutrienti aggiunti e danno ai microbi ancora più cibo. Il risultato è un ambiente di crescita ricchissimo, che mette insieme i vantaggi dell’agricoltura organica e dell’idroponica. I pesci però sono facoltativi: un sistema bioponico funziona benissimo anche senza.
Un sistema bioponico ha bisogno di alleati: i microrganismi. Come te li procuri? Un modo è lasciar fare alla natura. I microrganismi ci sono sempre nell’ambiente. Sono nell’aria, nell’acqua, sopra di noi e dentro di noi. Sono dappertutto.
Se scegli la via naturale, però, la decomposizione parte piano e le piante possono soffrire finché nella soluzione non si accumula una buona riserva di nutrienti.
Meglio dare una spinta al processo aggiungendo trichoderma, un gruppo di funghi benefici che colonizzano le radici in un rapporto in cui ci guadagnano tutti e due.
Nutrienti organici: come usare il Trichoderma harzianum?
Il Trichoderma harzianum, insieme a tanti altri microbi, vive naturalmente in qualsiasi buona terra. Ma se il tuo terreno è secco, povero, fragile o semplicemente esausto, conviene aggiungerlo insieme ai fertilizzanti per renderlo più fertile e produttivo. Ovviamente, se coltivi in idroponica in casa, questi microrganismi devi metterceli tu e, a seconda del substrato che usi, potresti dover adattare l’habitat alle loro esigenze.
Come cresce e si moltiplica il Trichoderma
Questo fungo ha bisogno di un ambiente pulito, arieggiato, abbastanza caldo, ben ossigenato e sempre umido. Non tutti i substrati vanno bene, o almeno non tutti allo stesso modo. In idroponica se ne usano tre grandi categorie:
- substrati che trattengono l’acqua, come la fibra di cocco o la lana di roccia,
- substrati drenanti, come la lava vulcanica, la perlite o l’argilla espansa
- niente substrato, come nei sistemi a radice nuda.
In un sistema idroponico, ovviamente, devi aggiungerli tu e, in base al substrato, potresti dover adattare l’habitat a quello che gli serve.
Con lana di roccia o fibra di cocco basta mettere il Trichoderma nel mix: cresce tranquillo finché ha subito cibo a disposizione.
Argilla espansa, perlite e roccia vulcanica invece sono substrati drenanti e non tengono abbastanza umidità. Per questo ti consigliamo di mescolare dal 10 al 20 per cento di fibra di cocco al substrato prima di aggiungere il Trichoderma al sistema.

Bioponica: vantaggi e svantaggi
Vantaggi
- Meno consumo d’acqua: secondo chi la promuove, circa il 40% in meno rispetto all’agricoltura tradizionale
- Aiuta dove l’acqua scarseggia
- Sfrutta meglio il suolo e lo spazio
- Puoi produrre di più in meno spazio rispetto alle coltivazioni organiche in terra
- Si spende meno nella lotta ai parassiti
- Erbacce ridotte o del tutto assenti
- I nutrienti vengono sfruttati in modo efficiente
- Controlli bene il clima nelle coltivazioni organiche di casa
- Non serve terra
Svantaggi
- Non va bene per colture con frutti o prodotti molto voluminosi
- Non si possono coltivare alberi.
La bioponica offre tanti modi diversi per alzare il livello dei nutrienti in un ambiente di coltivazione acquatico. Per esempio, in un sistema acquaponico i nutrienti arrivano quasi solo dagli scarti e dal mangime dei pesci. In idroponica i nutrienti si aggiungono a mano. Con la bioponica, invece, si crea un ambiente organico dando alti livelli di nutrienti. Questo attira microbi benefici nella zona delle radici, che le colonizzano e aumentano sia la nutrizione sia la capacità della pianta di assorbire i nutrienti.
Ci sono in qualsiasi suolo sano, ma sono anche ben attrezzati per sopravvivere in un substrato inerte. I funghi trichoderma fanno bene il loro lavoro, si trovano facilmente e costano poco.
Quanto a qualità, i raccolti delle diverse tecniche idroponiche hanno lo stesso sapore e lo stesso valore nutrizionale dei migliori prodotti organici coltivati in terra. È quasi impossibile distinguerli, ma secondo chi la pratica le coltivazioni bioponiche hanno un piccolo vantaggio, perché la bioponica toglie di mezzo alcuni dei limiti che frenano la crescita delle piante.
Leggi gli ultimi articoli
IL CLUB
Entra nella community
Grower con nome e cognome, lotti tracciabili, una community vera. Niente fuffa, niente promesse a vuoto.
Entra nel clubCONTINUA A LEGGERE
COLTIVAZIONEPianta di cannabis che muore: primo soccorso in 3 passi per salvarla
Foglie gialle, pianta afflosciata, punte bruciate: come capire cosa non va e sistemare acqua e concime prima che sia tardi.
COLTIVAZIONESistema idroponico fai da te: come funziona e come costruirlo in casa
Mezzo inerte, nutrienti nell’acqua e pH tra 5,5 e 6,5: i sistemi idroponici spiegati e un impianto casalingo montato passo passo.