Bokashi: cos’è e come si fa il compost fermentato per la tua erba
COLTIVAZIONE

Bokashi: cos’è e come si fa il compost fermentato per la tua erba

Cos’è il bokashi, come si fermenta in un secchio ermetico e come usarlo per concimare le tue piante di marijuana.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Il bokashi è un metodo giapponese di compostaggio che fa fermentare gli scarti di cucina in un secchio ermetico grazie a microrganismi effettivi (EM) e crusca inoculata. In 2-3 settimane hai un concime organico concentrato, ricco di azoto, da interrare vicino alle piante di marijuana. Con l’attenzione che cresce per l’ambiente, sempre più gente cerca metodi di coltivazione ecologici, come il compost, che rispettino l’ecosistema e riducano l’impronta di carbonio, e nutrire le piante e difenderle dai parassiti in modo sostenibile ne è una parte fondamentale.

Per questo tanti scelgono fertilizzanti e additivi bio al posto dei concimi minerali, ed è già un primo passo importante. Ma si può andare oltre e farsi da soli il proprio fertilizzante fatto in casa, 100 % organico. Vuol dire sfruttare gli scarti del giardino, della cucina e di altre attività agricole per ottenere un prodotto di qualità, senza dipendere da flaconi di plastica che fanno mezzo mondo prima di arrivarti in mano.

Qui vediamo una tecnica di compost casalingo di origine giapponese, il bokashi, che dà risultati ancora migliori del compostaggio tradizionale e in meno tempo.

In che modo il bokashi migliora il terreno per coltivare marijuana?

Tra i fertilizzanti organici, il bokashi è meglio del compost classico? È la domanda che si fanno tanti giardinieri e grower, soprattutto quando scoprono i vantaggi particolari di questo concime.

Prima di tutto il bokashi si distingue per il contenuto di azoto, un nutriente vitale per la crescita vegetativa, soprattutto in piante come la cannabis. In più, sulla velocità non c’è storia.

Il compostaggio tradizionale può richiedere mesi, mentre il bokashi ti dà un fertilizzante concentrato in poche settimane, senza sprecare materia organica e senza liberare gas nocivi nell’aria.

Un altro vantaggio è lo spazio. Ne serve meno che per il compost classico e si può fare anche in casa, perché il contenitore ermetico tiene lontani cattivi odori e insetti indesiderati.

Bokashi: cosa ti serve per farlo

Per partire ti serve un secchio apposito con chiusura ermetica e fori di drenaggio sul fondo per il liquido che si forma durante la fermentazione. Questo liquido, il percolato, è ricco di nutrienti e si può usare anche come fertilizzante liquido per annaffiare le piante o come spray fogliare, così non butti via niente.

In breve, il bokashi è un’opzione valida ed efficace per chi cerca un compostaggio rapido, efficiente e che occupa poco spazio, con un bel guadagno di nutrienti per la crescita delle piante.

Come si usa il bokashi in una coltivazione di marijuana? La guida

Il compost bokashi ti permette di nutrire le piante usando solo gli scarti di cucina e del giardino, compresi alimenti come carne e latticini che non vanno bene per altri tipi di compostaggio.

Cominciare è facile. Puoi comprare un kit per iniziare oppure prepararti il bokashi da solo seguendo le ricette di crusca bokashi che trovi online. In giro trovi anche un sacco di informazioni sul processo, sugli ingredienti e consigli utili di chi lo fa da anni.

Alcuni coltivatori si fanno in casa i microrganismi effettivi (EM), ma con l’inoculo casalingo è difficile sapere quanti microbi ci sono davvero.

Per questo comprare i microrganismi da un fornitore serio ti garantisce i tre gruppi fondamentali che servono alla fermentazione bokashi: batteri lattici, lieviti e batteri fotosintetici.

Come si fa il compost bokashi, passo per passo

Per cominciare, metti gli scarti di cucina nel secchio bokashi e coprili con un po’ di crusca inoculata con EM. Man mano che aggiungi scarti, aggiungi anche crusca. Scegli bene cosa metti nel secchio: niente cibo andato a male, ossa grosse, gusci di molluschi, tessuti sintetici, latte e altri liquidi.

Conviene anche sgocciolare gli scarti di cucina per non mettere troppo liquido. Il secchio drena il percolato dal fondo: puoi raccoglierlo e usarlo come fertilizzante la volta dopo, oppure conservarlo come si deve.

Quando il secchio è pieno, tienilo chiuso e lascialo fermentare a temperatura ambiente per 2-3 settimane. Dopo la fermentazione il bokashi è pronto per finire di decomporsi nel terreno, in modo controllato, dando nutrienti preziosi alle piante.

Che vantaggi dà il bokashi alla crescita e alla salute della marijuana?

Quando usi il bokashi, ricordati che è meglio interrarlo invece di spargerlo in superficie. È un fertilizzante molto potente, quindi per non rovinare le radici l’ideale è scavare delle buche dove metterlo e poi riempirle bene col substrato che hai scelto.

Detto questo, tanti grower lo mescolano direttamente col substrato o col compost senza grossi problemi: dipende tutto dagli ingredienti usati e dalla composizione finale.

Un altro motivo per interrarlo in profondità è che i suoi nutrienti non vengono assorbiti così in fretta come quelli del compost tradizionale, che è materiale già del tutto decomposto e di solito si usa come strato in superficie.

In più, si è visto che il bokashi può servire a inoculare quantità più grandi di concime fermentato: basta aggiungerlo alla massa di materia organica. È anche un’ottima aggiunta per chi fa vermicompost, che lo mette nella compostiera piena di lombrichi per accelerare il compostaggio grazie ai microrganismi preziosi che contiene.

Insomma, i vantaggi del compost fatto in casa sono tanti, dal rispetto per l’ambiente allo sfruttare fino in fondo gli scarti che produci per nutrire sia il terreno sia le piante.