Cannabis e disfunzione erettile: l’erba aiuta o rovina il sesso?
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Cannabis e disfunzione erettile: l’erba aiuta o rovina il sesso?

Più desiderio a dosi basse, rischio di DE con l’uso frequente: i pro e i contro della cannabis per la sessualità maschile, senza fuffa.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

La cannabis può influire sulla sessualità maschile in due direzioni: a dosi basse alcuni uomini riferiscono più desiderio e meno ansia da prestazione, mentre l’uso frequente è stato associato a un rischio quasi doppio di disfunzione erettile e a problemi con l’orgasmo. Gli studi, per ora, si contraddicono. È un tema che da anni interessa tanto la ricerca medica quanto la gente comune, e il dibattito su come l’erba incida sulla salute sessuale degli uomini è ancora aperto.

Dagli effetti positivi a quelli negativi, dall’aumento del desiderio fino alla disfunzione erettile, la ricerca ha esplorato diversi lati di questo rapporto complicato tra cannabis e sessualità maschile.

Erba su una bilancina

Erba e sesso: cos’è la disfunzione erettile?

La cannabis, una sostanza consumata da tantissime persone e a cui si attribuiscono diversi benefici per la salute, ha acceso l’interesse per il suo possibile impatto sulle prestazioni sessuali maschili. Qui guardiamo da vicino il rapporto tra consumo di cannabis e disfunzione erettile (DE).

La DE è l’incapacità di mantenere un’erezione sufficiente per un rapporto, un problema comune che può pesare sull’autostima e sulla vita sessuale. È più frequente con l’età, ma non va considerata una parte normale dell’invecchiamento e può essere il segnale di altri problemi di salute, come malattie cardiache o diabete.

Ricerche recenti hanno studiato il legame tra il consumo di varie sostanze psicoattive, come l’alcol, e la DE.

E la cannabis, come incide?

La cannabis, cioè fiori, foglie e steli della pianta Cannabis sativa, contiene cannabinoidi come THC e CBD, che interagiscono con il sistema endocannabinoide del corpo. Questo sistema, formato dai recettori CB1 e CB2, ha un ruolo centrale nell’equilibrio dell’organismo e regola funzioni come il sonno, l’umore e la risposta infiammatoria.

I cannabinoidi della pianta possono legarsi a questi recettori e scatenare tutta una serie di risposte nel corpo e nel cervello. Il THC in particolare, famoso per i suoi effetti psicoattivi, può cambiare l’umore e la percezione dei sensi, mentre il CBD potrebbe avere proprietà analgesiche e antinfiammatorie.

Effetti della marijuana sugli uomini: come può influire sulla DE?

Nei prossimi paragrafi andiamo più a fondo, guardando sia ai possibili benefici sia ai rischi della cannabis per la salute sessuale maschile.

Il rapporto tra marijuana e disfunzione erettile fa discutere perché, come tanti farmaci, la cannabis ha sia effetti terapeutici sia possibili effetti collaterali indesiderati sulla funzione sessuale maschile.

Finora la ricerca scientifica ha dato risultati contraddittori: alcuni studi suggeriscono che la cannabis possa migliorare certi aspetti della sessualità maschile, altri dicono il contrario.

Prima di pensare alla cannabis come trattamento per la DE, è fondamentale capire pro e contro del suo uso a letto. Ecco alcuni effetti positivi e negativi associati alla terapia con cannabinoidi per la DE.

Il lato positivo: cosa può fare la marijuana nel corpo

  1. Meno danni da colesterolo alto: studi preliminari suggeriscono che la cannabis potrebbe aiutare a ridurre l’accumulo di colesterolo e il danno ai vasi sanguigni, e quindi prevenire o rallentare la DE, visto che il colesterolo alto è un fattore di rischio.
  2. Il legame con il sistema endocannabinoide: i recettori cannabinoidi si trovano in aree del cervello che controllano la funzione sessuale, e i livelli di endocannabinoidi salgono durante l’eccitazione. Si ipotizza che i cannabinoidi della pianta, agendo su questi recettori, possano regolare la funzione sessuale e forse migliorare l’eccitazione, ma servono altri studi per confermarlo.
  3. Più libido: alcune ricerche suggeriscono che la cannabis, soprattutto a dosi basse, possa aumentare il desiderio: un sondaggio ha trovato che chi consuma cannabis fa sesso più spesso di chi non la usa. A dosi alte, però, l’effetto può essere l’opposto.
  4. Meno ansia: alcuni pazienti riferiscono che certi componenti della cannabis li aiutano a calmare l’ansia, a rilassarsi e a stare di umore migliore. Può essere utile a chi vive stress e ansia da prestazione a letto, un fattore frequente nella DE.

Questi possibili benefici sono interessanti, ma vanno valutati caso per caso, ed è fondamentale parlarne con un medico prima di provare la cannabis per la disfunzione erettile.

Il lato negativo: come le droghe incidono sulla sessualità maschile

Il consumo di cannabis è stato associato a un rischio più alto di disfunzione erettile, il disturbo sessuale più comune negli uomini. Un’analisi degli studi pubblicata nel 2019 ha trovato che chi consuma cannabis ha quasi il doppio delle probabilità di sviluppare DE rispetto a chi non la usa.

Uno dei meccanismi ipotizzati è il legame dei cannabinoidi con i recettori dell’ipotalamo, la zona del cervello che regola l’erezione e il comportamento sessuale maschile. In più il THC, il principio attivo della cannabis, potrebbe interferire con i segnali che il cervello manda per l’erezione.

Altri studi sui lati negativi della marijuana

Ricerche su animali e su esseri umani suggeriscono anche un possibile effetto periferico: i principi attivi della pianta, legandosi ai recettori cannabinoidi nei tessuti erettili, potrebbero scatenare la DE. Servono però altri studi per confermare queste ipotesi e capire se la DE legata alla cannabis dipenda dalla dose.

Uno studio del 2010 ha trovato un legame tra l’uso quotidiano di cannabis e la difficoltà a raggiungere l’orgasmo negli uomini, oltre a tassi più alti di eiaculazione precoce, forse per l’ipersensibilità che dà la pianta.

La cannabis può anche alterare i sensi, dando euforia seguita da un calo del desiderio dovuto alla sonnolenza e ai riflessi rallentati.

Inoltre può alzare la pressione e la frequenza cardiaca, cosa che aumenta il rischio di DE, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti.