Cannabis indoor o outdoor: le differenze tra le piante, dal colore alla botta
COLTIVAZIONE

Cannabis indoor o outdoor: le differenze tra le piante, dal colore alla botta

Sole vero o lampada, terra o vaso: come cambiano colore, taglia, sapore e potenza delle cime a seconda di dove cresce la pianta.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

La differenza tra coltivare cannabis indoor o outdoor sta in colore, taglia, sapore e potenza: l’outdoor fa piante più grandi, colori più scuri e un sapore più complesso; l’indoor dà cime più piccole ma compatte, uniformi e con l’ambiente sotto controllo. Scegliere tra le due è una delle prime decisioni di ogni grower, e ognuna ha i suoi vantaggi e le sue grane. Le differenze tra cannabis indoor e outdoor vanno dal controllo dell’ambiente ai tempi di raccolto, fino alla taglia della pianta, alla potenza delle cime e spesso anche al profilo di sapore e aroma.

Capire come funziona ciascun metodo è fondamentale per avere la qualità e la resa che cerchi. Dal sapore alla potenza, dai costi alla sostenibilità, indoor e outdoor hanno caratteristiche proprie e si adattano meglio a tipi diversi di consumatori.

Radici di una pianta di cannabis al travaso

Le differenze di colore tra cannabis indoor e outdoor

Una delle prime cose che saltano all’occhio tra le cime indoor e outdoor è il colore. In genere le cime di marijuana coltivata all’aperto hanno un verde più scuro di quelle indoor. Queste piante si beccano sole diretto, vento forte e piogge intense per tutta la stagione, e così prendono spesso un aspetto più vissuto, un po’ «abbronzato», che col tempo tende a scolorirsi leggermente.

Il verde della pianta viene dalla clorofilla, un pigmento chiave della fotosintesi. Alcune varietà però hanno livelli alti di antocianine, un gruppo di pigmenti che può dare ai fiori sfumature viola o rossastre.

La genetica è il fattore principale che decide se questi pigmenti compaiono, ma le notti fredde, più frequenti all’aperto, possono intensificare il colore delle antocianine e dare sfumature ancora più scure e d’effetto.

Quindi, mentre le piante indoor di solito sono più uniformi e brillanti, quelle outdoor mostrano una gamma di toni più ampia, che racconta anche come si sono adattate all’ambiente naturale.

Le differenze di taglia tra cannabis indoor e outdoor

La taglia è una delle differenze più evidenti tra cannabis indoor e outdoor. In generale le piante outdoor sono più grandi di quelle indoor. Il motivo è semplice: all’aperto hanno tutto lo spazio per allargare le radici nel terreno e aprire la chioma sotto il sole.

Un apparato radicale ampio permette alle piante outdoor di assorbire più nutrienti, e questo spinge la crescita di grandi foglie a ventaglio che sfruttano al meglio la fotosintesi. Grazie a queste condizioni naturali, le piante outdoor di solito fanno cime più grosse e robuste.

E fusti e rami?

Di solito si notano differenze anche nei fusti e nei rami. Le piante outdoor sviluppano rami e fusti più spessi e resistenti di quelle indoor, perché si adattano a stress come vento e pioggia. Le cime indoor, invece, tendono a essere più piccole e compatte, per via dello spazio limitato tra vasi e growbox.

Ma la taglia non è sempre sinonimo di qualità. Con le tecniche di coltivazione indoor si ottengono raccolti densi e molto potenti che, pur essendo più piccoli, reggono il confronto con l’outdoor in qualità e potenza.

Insomma, sia la cannabis indoor sia quella outdoor hanno caratteristiche tutte loro e si adattano all’ambiente in cui crescono per dare il massimo in resa e qualità.

Le sfumature di sapore: outdoor contro indoor

Può sorprendere, ma la cannabis coltivata all’aperto ha spesso un sapore più profondo e complesso, pieno di sfumature che la rendono unica. È una questione di «terroir», la parola che indica le caratteristiche del luogo: clima, tipo di terreno e ambiente in cui cresce la pianta.

Queste condizioni naturali lasciano il segno sul sapore e sull’aroma di ogni varietà, arricchendone le sfumature e rendendo l’esperienza più piena.

Nella cannabis, gli elementi naturali e gli sbalzi di temperatura e di luce che la pianta vive all’aperto possono dare sapori e aromi più marcati, che si distinguono facilmente da quelli delle cime indoor.

Pianta di Gorilla Ghost coltivata outdoor

Perché l’ambiente pesa sul sapore

D’altra parte, la coltivazione indoor ti dà più controllo su temperatura e umidità, che influiscono anche loro sul sapore, ma l’ambiente chiuso limita il contatto della pianta con quegli elementi naturali che all’aperto arricchiscono il suo profilo di gusto e profumo.

Così la cannabis outdoor ha un sapore che rispecchia il carattere della terra in cui è cresciuta, ed è un’esperienza unica per chi se ne intende.

Potenza ed effetti: outdoor contro indoor

Potenza ed effetti possono cambiare con il metodo di coltivazione, e nell’outdoor l’ambiente può pesare parecchio sul profilo chimico della pianta. Il THC e il CBD sono i composti più famosi, ma anche tanti terpeni e altre sostanze vegetali contribuiscono agli effetti di ogni varietà.

I terpeni lavorano in sinergia con i cannabinoidi e creano il cosiddetto effetto entourage, che modula e rafforza gli effetti della cannabis.

La luce del sole è uno dei fattori che possono fare la differenza: secondo diversi grower i raggi UVB stimolano la produzione non solo di terpeni ma anche di altri metaboliti secondari, come i cannabinoidi. La pianta li produce per proteggersi dallo stress ambientale, raggi UV compresi, e questo si tradurrebbe in livelli di THC più alti in molte piante coltivate all’aperto.

In pratica, le varietà ricche di THC cresciute sotto il sole possono dare effetti psicoattivi intensi e profondi, ed è anche per questo che l’outdoor si distingue per potenza e per un profilo di effetti tutto suo.