Cannabis e salute intima femminile: endometriosi, vulvodinia e ciclo
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Cannabis e salute intima femminile: endometriosi, vulvodinia e ciclo

Creme, ovuli, oli e supposte: cosa sappiamo, e cosa ancora no, della cannabis per il dolore pelvico, la sindrome premestruale e il sesso.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Creme, ovuli, supposte e lubrificanti a base di cannabis sono sempre più usati per la salute intima femminile, soprattutto contro il dolore e per vivere meglio il sesso. Le prime ricerche suggeriscono che THC e CBD, agendo sul sistema endocannabinoide, possano dare sollievo in disturbi come dispareunia, endometriosi e vulvodinia, ma servono ancora studi clinici per confermarlo.

I principi attivi della cannabis, come THC e CBD, interagiscono con il sistema endocannabinoide, che ha un ruolo chiave nella regolazione del dolore, dell’infiammazione e della funzione sessuale. Per questo potrebbero dare sollievo a chi soffre di dispareunia (dolore durante i rapporti), endometriosi e altri problemi ginecologici.

Molte donne riferiscono anche che questi prodotti aumentano la sensibilità, aiutano a rilassarsi e migliorano la lubrificazione, con una vita sessuale più soddisfacente. Proprio per questo è importante capire come usare la cannabis nella cura della salute intima in modo sicuro ed efficace.

Marijuana e sesso: come la cannabis può aiutare le donne

La cannabis terapeutica viene usata sempre più spesso per gestire i sintomi di diverse malattie che colpiscono solo le donne. Il legame tra le donne e la «medicina verde» si sta rafforzando, anche grazie alla diffusione dei prodotti a base di cannabis terapeutica (MCP). Vediamo come la cannabis può dare una mano in vari aspetti della salute femminile.

Cannabis terapeutica nelle donne over 60

L’uso di cannabis terapeutica è più diffuso tra le donne, soprattutto sopra i 60 anni. È la fascia più esposta al dolore cronico, la condizione principale per cui si prescrivono cannabinoidi come complemento alle terapie tradizionali.

La prevalenza del dolore cronico varia tra l’8,7% e il 64,4%, con una media del 31%, più alta nelle donne. Ogni anno un adulto su dieci riceve una diagnosi di dolore cronico: un problema di salute pubblica a livello mondiale.

Ansia e altri sintomi

Le donne usano la cannabis anche per gestire ansia, nausea, mancanza di appetito, sindrome dell’intestino irritabile e mal di testa, tra le altre cose. Molte preferiscono prenderla per bocca, sotto forma di estratti o oli.

I sintomi dell’endometriosi

L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce il 5-15% delle donne in età fertile: il tessuto endometriale cresce fuori dall’utero. Provoca dolore forte e diffuso, infertilità, dismenorrea e dispareunia.

Le donne con endometriosi hanno livelli alterati di cannabinoidi endogeni e meno recettori CB1 nel tessuto endometriale. Agire sul sistema endocannabinoide potrebbe influire sull’evoluzione della malattia e sulla gestione del dolore.

Nei sondaggi fatti in Australia e Nuova Zelanda, le pazienti riferiscono che la cannabis terapeutica, soprattutto i prodotti al CBD, le aiuta a controllare il dolore e a vivere meglio.

Un aiuto contro il dolore cronico della vulvodinia

La vulvodinia, un dolore cronico alla vulva, colpisce molte donne in qualche momento della vita (le stime di solito stanno tra l’8% e il 16%). Le cause sono diverse, tra cui l’infiammazione e la proliferazione dei nocicettori. Il dolore può essere pungente, urente e dare bruciore, e pesa sia nei rapporti sia nel contatto non sessuale.

Per il suo effetto antinfiammatorio e la sua azione sul dolore neuropatico, la cannabis terapeutica potrebbe aiutare ad alleviare il dolore della vulvodinia. Le prime prove sono promettenti, ma servono altri studi clinici per confermarne l’efficacia.

Contro i sintomi della sindrome premestruale (PMS)

La sindrome premestruale riguarda circa il 65-70% delle donne, con sintomi fisici ed emotivi come dolori addominali e articolari, sbalzi d’umore e altro. Molte donne usano la cannabis terapeutica per alleviarli, ma mancano studi clinici che ne confermino l’efficacia.

L’efficacia della cannabis cambia in base al sesso?

Gli studi preclinici sugli animali suggeriscono che il THC e il suo principale metabolita attivo sono più potenti nei ratti femmina, nelle ricerche sul dolore. Le femmine di ratto mostrano un effetto analgesico più forte col THC, segno di una risposta migliore al controllo del dolore.

Insomma, la cannabis terapeutica potrebbe offrire diversi vantaggi per la salute femminile, dalla gestione del dolore cronico al sollievo di sintomi legati a disturbi ginecologici. Ma bisogna continuare a fare ricerca per confermare questi effetti sulle persone e capire come usarla al meglio nella cura delle donne.

Come si assume la cannabis terapeutica?

Per via inalatoria

Fumare: fumare cannabis può irritare le vie respiratorie per via della combustione: tosse e maggiore predisposizione a malattie come la BPCO.

Vaporizzare: vaporizzare le cime secche (non gli oli) sembra dare meno problemi respiratori. I vaporizzatori USB di oggi permettono di tenere sotto controllo temperature intorno ai 200 °C, trasformando la resina in vapore senza bruciare la pianta. Cambiando la temperatura regoli densità e sapore del vapore e controlli cosa inali, evitando il particolato e le sostanze tossiche della combustione. L’effetto comincia dopo circa 5 minuti e dura più o meno 2 ore.

Olio di cannabis sublinguale

Le gocce di olio di cannabis sotto la lingua fanno effetto dopo 20-30 minuti e durano 6-8 ore.

Edibili alla cannabis

Gli edibili sono un’altra via molto usata. Qui non entriamo nei dettagli, ma tieni presente che gli effetti possono metterci di più ad arrivare (da 30 minuti a 2 ore) e di solito durano di più (fino a 8 ore).

Prodotti topici

Lubrificanti e ovuli vaginali: i prodotti applicati sulle mucose cominciano a fare effetto dopo circa 20 minuti e danno una sensazione di calore, relax e più lubrificazione che può durare fino a 2 ore. Un esempio in commercio è l’Óleo 420 Placer, un olio a base di CBD pensato, secondo il produttore, per stimolare le terminazioni sensitive della zona del clitoride e aumentare il piacere.

Il produttore consiglia di applicarlo sul clitoride 20 minuti prima. Non è un lubrificante vero e proprio: dà un effetto eccitante che stimola la lubrificazione naturale, rilassa i muscoli e rende la zona più sensibile. Gli effetti durano da 40 minuti a un’ora. Secondo il produttore si può usare con preservativi o dental dam non in lattice (poliisoprene).

Supposte di cannabidiolo (CBD)

Le supposte di CBD sono un’altra forma di somministrazione, a cui si attribuiscono proprietà antinfiammatorie, analgesiche e ansiolitiche.