
CBD full spectrum, broad spectrum o isolato? L’effetto entourage spiegato
Terpeni, cannabinoidi e tracce di THC: perché il tipo di CBD che compri cambia l’effetto.
L’effetto entourage è la teoria secondo cui i composti della cannabis funzionano meglio insieme che da soli, ed è il motivo per cui conta il tipo di CBD che compri: full spectrum (con tutti i composti della pianta, compreso un po’ di THC), broad spectrum (tanti cannabinoidi, ancora meno THC) o isolato (solo CBD). Più composti ci sono, più l’effetto entourage può entrare in gioco.
In parole povere, l’effetto entourage dice che lo spettro completo della pianta di cannabis lavora meglio in squadra: fitocannabinoidi, terpeni e gli altri composti interagiscono e si rafforzano a vicenda. Il termine di solito si usa per i rimedi a base di erbe che contengono composti diversi che lavorano insieme per avere un certo effetto sul benessere, dal calmare l’ansia al ridurre l’infiammazione.
L’effetto entourage guarda a cosa succede quando al cannabidiolo si affiancano altri composti, rispetto a quando il CBD è da solo, in forma isolata. Usando una gamma di fitocomposti diversi, si possono ottenere effetti positivi diversi.
I terpeni sono ovunque in natura, con più di 20.000 tipi. La cannabis ne è una grande produttrice: se ne conoscono più di 140. Sono composti aromatici, quelli che danno alla pianta i suoi profumi inconfondibili. Il limonene, per esempio, si trova nella buccia del limone, mentre l’eucaliptolo si trova nell’eucalipto.
Sono la base di molti oli essenziali, a cui si attribuiscono benefici anche da soli. Oltre ai profumi piacevoli, i terpeni sono stati studiati per i loro possibili benefici per la salute e per come potrebbero cambiare il modo in cui il corpo usa i cannabinoidi. Il limonene è stato studiato per il suo effetto sull’umore insieme al CBD, e il pinene (quello della resina di pino) per l’effetto sullo stato di allerta.
THC e CBD: il THC è il principale cannabinoide responsabile della sensazione di essere «fatti». Il CBD invece non solo non sballa, ma secondo alcune ricerche potrebbe smorzare gli effetti psicoattivi del THC ed evitare che la botta arrivi troppo forte o, se ormai è tardi, aiutarti a scendere. Detto questo, il CBD da solo viene comunque considerato utile, e molti lo preferiscono proprio perché non ha THC.
CBD full spectrum (spettro completo): se cerchi un prodotto al CBD che ti dia la maggior parte dei composti della pianta, il full spectrum è la scelta migliore. Sono prodotti che mantengono il profilo completo dei cannabinoidi della pianta, THC compreso, in piccole quantità. Per evitare gli effetti psicoattivi del THC puoi cercare un prodotto al CBD derivato dalla canapa con tracce di THC sotto lo 0,3 %. Di solito un olio di CBD full spectrum contiene anche terpeni, flavonoidi, acidi grassi e altri cannabinoidi minori.
CBD whole plant (pianta intera): molti pensano che CBD whole plant e full spectrum siano la stessa cosa, ma ci sono differenze importanti. Per cominciare, il CBD whole plant contiene tutta la pianta, comprese cere, grassi e altri materiali che nell’olio full spectrum non ci sono. In pratica è una versione meno raffinata del full spectrum. Uno dei problemi di questo tipo di CBD è il sapore, poco piacevole e a volte amaro.
CBD broad spectrum (ad ampio spettro): i prodotti broad spectrum di solito hanno una varietà di cannabinoidi, e quello che piace a molti è che hanno ancora meno THC, spesso nemmeno rilevabile.
L’effetto entourage è una teoria affascinante che mostra quanti composti e fitocomposti diversi ci sono nella cannabis, e in quanti modi possono lavorare insieme per il benessere e per benefici diversi.
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