
CBD o CBG: differenze, effetti collaterali e se si possono prendere insieme
Due cannabinoidi che non sballano, parenti stretti ma non gemelli: come agiscono, cosa promettono gli studi e quando ha senso combinarli.
CBG e CBD sono due cannabinoidi della canapa che non sballano: il CBD è molto più studiato e ha prove solide in alcune forme di epilessia, mentre il CBG è promettente, soprattutto come antinfiammatorio, ma di ricerca ce n’è ancora poca. Nessuno dei due è «meglio» in assoluto, e si possono anche prendere insieme. Entrambi si studiano per un’ampia gamma di possibili usi terapeutici, da soli e combinati con altri cannabinoidi. Sono proprio i cannabinoidi a dare alla cannabis le sue proprietà terapeutiche e ricreative.
I cannabinoidi esistono anche dentro il nostro corpo, in modo naturale: aiutano a regolare umore, percezione del dolore, appetito e memoria. I due cannabinoidi principali della cannabis sono il THC e il CBD.

Cos’è il CBG?
CBD e CBG sono due cannabinoidi non psicoattivi presenti nella cannabis e nella canapa. Il CBD è diventato uno dei cannabinoidi più studiati per i suoi possibili benefici terapeutici; il CBG ha proprietà promettenti, ma trovare prodotti ricchi di CBG affidabili è difficile.
La cannabis contiene tantissimi cannabinoidi diversi, come THCV, CBN, CBC e molti altri, e ognuno ha un potenziale terapeutico interessante.
Il CBG, dal canto suo, in laboratorio ha mostrato proprietà antibatteriche, antifungine e antiparassitarie. Studi di laboratorio suggeriscono che potrebbe frenare la crescita di alcune cellule tumorali. E, a differenza del THC, sembra ridurre l’infiammazione senza effetti psicotropi.
Il CBD ha formula molecolare C21H30O2 e il CBG C21H32O2: sono molto simili, ma gli atomi sono disposti in modo diverso. L’acido cannabigerolico (CBGA) è il precursore sia del THCA sia del CBDA (che diventano THC e CBD quando si decarbossilano), e i due cannabinoidi hanno usi simili perché entrambi sembrano agire sulla percezione del dolore nel cervello.
L’olio di CBD e l’olio di CBG sono due prodotti diffusi, estratti dalla canapa, che vengono usati per un’ampia varietà di disturbi. La canapa è una pianta di cannabis coltivata apposta per avere tanto CBD e pochissimo THC.
In breve: CBD e CBG sono due cannabinoidi non psicoattivi con possibili usi terapeutici promettenti per tanti disturbi diversi. La canapa, coltivata per il suo alto contenuto di CBD, è la base da cui si fanno gli oli di CBD e di CBG che si usano per questi disturbi.

Cos’è il CBD?
Secondo alcune fonti il CBD è più indicato per ridurre l’infiammazione (e nessuno dei due è psicoattivo). È anche più potente del CBG, quindi ne basta meno per ottenere lo stesso effetto.
Il CBD ha prove solide in alcuni tipi di epilessia e si studia per tantissime altre condizioni: dolore cronico, malattie neurodegenerative, malattie autoimmuni, epilessia, schizofrenia, ipertensione, nausea e vomito da chemioterapia, e disturbi digestivi come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e il morbo di Crohn.
I due non cambiano solo nelle proprietà terapeutiche, ma anche negli effetti collaterali. Il CBG può dare bocca secca e far salire la frequenza cardiaca mentre abbassa la pressione. Il CBD, invece, in alcune persone può dare stanchezza e spossatezza.
E proprio perché effetti ed effetti collaterali sono diversi, alcune fonti consigliano di non mischiare il CBG con CBD o THC finché non sai come reagisci a ciascuno.
Anche se il CBD è il composto più associato agli usi terapeutici, il CBG ha un grande potenziale come antinfiammatorio e come stimolo alla rigenerazione cellulare.
Ma anche se secondo alcuni per certi disturbi potrebbe funzionare meglio del CBD, il CBG non è diventato famoso quanto il suo fratello. Il motivo: sul CBG la ricerca è ancora poca, e gli studi preclinici e di laboratorio sono limitati.
Si possono combinare CBG e CBD?
Sì, si possono combinare. Anzi, oggi molti prodotti al CBD contengono un mix dei due. Ognuno ha le sue proprietà, ma insieme potrebbero lavorare in sinergia, in quello che si chiama «effetto entourage»: i cannabinoidi si darebbero una mano a vicenda, rafforzando gli effetti positivi l’uno dell’altro. Secondo chi li usa e le prime ricerche, la combinazione di CBG e CBD potrebbe aiutare con infiammazione, dolore, ansia e insonnia.
È meglio il CBD o il CBG?
Non si può dire che uno sia meglio dell’altro: CBD e CBG hanno usi terapeutici diversi.
La differenza principale sta in come interagiscono con il sistema endocannabinoide (SEC) del corpo umano. Il CBD quasi non si lega direttamente ai recettori CB1 e CB2 del SEC (i CB2 stanno soprattutto nel sistema immunitario): agisce per lo più in modo indiretto. Il CBG, invece, si lega sia ai CB1 sia ai CB2, anche se ha più affinità con i CB1.
Quanto agli effetti collaterali, in genere entrambi sono considerati sicuri, ma possono dare qualche effetto lieve, come sonnolenza, nausea e bocca secca. Ricorda che sia il CBD sia il CBG interagiscono con altri farmaci e possono cambiare il modo in cui il corpo li metabolizza. Prima di iniziare qualsiasi integratore con CBD o CBG, parlane sempre con un medico.
Insomma, CBD e CBG hanno proprietà terapeutiche diverse e possono essere utili per condizioni diverse. La scelta tra i due dipende dal disturbo e dalle preferenze di ognuno.
Come agisce il CBG nel nostro corpo?
Il CBG (cannabigerolo) agisce sul sistema endocannabinoide, che partecipa a tante funzioni del corpo, come la regolazione del dolore, dell’umore, dell’appetito e della risposta immunitaria. Il CBG si lega ai recettori CB1 e CB2 di questo sistema e potrebbe avere effetti terapeutici su diversi disturbi.
Studi preclinici suggeriscono che il CBG potrebbe avere effetti neuroprotettivi, cioè aiutare a proteggere il cervello; si studia nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
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