Fibra di cocco: cos’è e a cosa serve nella coltivazione
COLTIVAZIONE

Fibra di cocco: cos’è e a cosa serve nella coltivazione

Trattiene nove volte il suo peso in acqua e resta ariosa, ma se non lo sai ti ruba calcio e magnesio.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

La fibra di cocco è un substrato 100% organico che trattiene tantissima acqua senza perdere l’aria. Serve per coltivare sia in idroponica sia in modo più tradizionale (sì, funziona anche al posto della terra).

Com’è fatta: caratteristiche fisiche e chimiche

La fibra di cocco standard da substrato è fatta per la maggior parte, come dice il nome, di polvere di cocco, che è il componente principale di quasi tutti i prodotti a base di cocco. In più è formata da milioni di microspugne capillari che assorbono e trattengono fino a nove volte il proprio peso in acqua.

È un substrato ben arieggiato e, una volta asciutto, si compatta pochissimo. Ha un pH naturale di 5,7-6,5 e un’alta capacità di scambio cationico (CSC), ed è questo che ne fa un substrato di qualità.

Ma cos’è esattamente la CSC? Ha a che fare con la facilità con cui il substrato rilascia i nutrienti che le radici possono assorbire. In pratica, la capacità di un substrato di immagazzinare un certo gruppo di nutrienti si chiama capacità di scambio cationico, o CSC.

Fibra di cocco sciolta pronta come substrato

A cosa serve la fibra di cocco?

La fibra di cocco è molto spugnosa, leggera e piena di spazi d’aria nella sua struttura. Assorbe un sacco d’acqua senza perdere sofficità e forma. Ha una grande capillarità: se ne bagni una parte, l’umidità si distribuisce ovunque, ed è anche per questo che viene considerata inerte.

Una fibra di cocco di buona qualità si può riutilizzare due o tre volte, poi la puoi compostare o usare nell’orto e in giardino. E c’è un punto importante: il cocco permette lo sviluppo di una rizosfera ricca e sana, cioè il substrato viene colonizzato da microrganismi buoni che aiutano la pianta ad assorbire meglio alcune sostanze e nutrienti.

Cosa fa la fibra di cocco durante la coltivazione

Coltivare in fibra di cocco favorisce lo sviluppo di radici, fusti e fiori. Il terriccio da vaso si compatta facilmente; la fibra di cocco invece mantiene abbastanza sacche d’aria perché l’apparato radicale cresca bene. Così ottieni una rizosfera aerobica sana, che è fondamentale per assorbire bene acqua e nutrienti.

La fibra di cocco è naturalmente ricca di lignina, che favorisce la comparsa di microrganismi utili nella zona delle radici ed evita la decomposizione: per questo è un mezzo di coltivazione perfetto da riutilizzare.

Si pensa anche che, proprio grazie a questi microrganismi buoni, il cocco faccia da scudo contro i patogeni della pianta. Diversi esperimenti in vitro hanno osservato che la fibra di cocco riesce a frenare lo sviluppo dei patogeni del suolo.

In uno di questi esperimenti, per esempio, la formazione del micelio del fungo Phytophthora capsici risultava molto inibita quando il substrato veniva trattato con una sospensione di fibra di cocco non sterilizzata.

Calcio e magnesio: cosa tenere d’occhio col cocco

Come ti dicevamo, la fibra di cocco ha alcune caratteristiche che il grower deve tenere sott’occhio. La più importante è che ha una forte affinità con gli ioni a carica positiva, soprattutto quelli a doppia carica positiva. Che vuol dire? Il punto è che una fibra di cocco nuova si aggancia a un sacco di ioni nutritivi come il calcio e il magnesio: per questo le coltivazioni con un substrato a base di cocco possono andare in carenza di calcio e magnesio, perché il cocco li «ruba» al fertilizzante.

E nelle coltivazioni idroponiche?

È un classico dell’idroponica. Per evitarlo e goderti tutti i vantaggi della fibra di cocco in idro, c’è una strada che funziona: usare un fertilizzante formulato apposta per il cocco. Ma quali sono questi fertilizzanti? I migliori sono quelli con più calcio e magnesio, così ne resta abbastanza per nutrire la pianta come si deve. L’alternativa è usare fibra di cocco già tamponata (trattata in fabbrica con calcio e magnesio), che non ruba questi nutrienti al fertilizzante.

Fibra di cocco usata come substrato per piante

Sacchi o mattoncini: come si compra e come si prepara

Quando vai a comprare la fibra di cocco la trovi in due formati. Il primo è il sacco, con la fibra sciolta. Il secondo è la fibra disidratata e pressata in blocchi o mattoncini.

Quella in sacco è considerata pronta all’uso. Il cocco in mattoncini invece va reidratato aggiungendo acqua poco alla volta, finché non si gonfia. In tutti e due i casi conviene rimescolarlo a mano, con movimenti avvolgenti e senza schiacciare, per arieggiarlo e lasciarlo il più soffice possibile.

Qualche consiglio prima di usare la fibra di cocco

  • Usa sempre cocco di una marca conosciuta e affidabile (e vale per tutti i prodotti che dai alla tua pianta)
  • Non ti consigliamo mai cocco senza marca o senza l’origine in etichetta: di solito non è lavato bene, ha maturato poco e a volte ha molta più polvere che fibra (tradotto: resta poco soffice e praticamente impaccato)
  • Lascia perdere il cocco se pensi di usare acqua dura e fertilizzanti normali come faresti in terra
  • Usa fertilizzanti per idroponica che diano alla pianta tutti i minerali di cui ha bisogno. Se devi reidratare il cocco in mattoncini, usa acqua del rubinetto, non acqua addolcita.