Fosforo nella cannabis: cos’è, a cosa serve e cosa succede se manca o abbonda
COLTIVAZIONE

Fosforo nella cannabis: cos’è, a cosa serve e cosa succede se manca o abbonda

Radici, fusti, fiori e resa dipendono da questo macronutriente: come lavora dentro la pianta, come riconosci carenza ed eccesso e come rimediare.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Il fosforo è un macronutriente essenziale per tutte le forme di vita conosciute, piante di cannabis comprese. Alla cannabis serve per sviluppare radici e fusti forti, per produrre energia e per fare fiori e resa: se manca o è in eccesso, la pianta te lo fa vedere dalle foglie.

Si trova in parte in forma minerale e in parte dentro composti organici fosforati. È un nutriente primario: le piante lo vogliono in quantità relativamente alte, ed è per questo che in agricoltura e nelle coltivazioni capita spesso che scarseggi.

Perché il fosforo è così importante per le piante

Il fosforo conta soprattutto per lo sviluppo iniziale delle radici, la robustezza del fusto, la resistenza alle malattie, l’assorbimento dei nutrienti, la formazione dei fiori e la resa. Ogni aspetto della crescita della cannabis dipende direttamente da quanto fosforo ha a disposizione.

Nelle piante il fosforo fa da catalizzatore per reazioni biochimiche fondamentali per la crescita della cannabis, come la fotosintesi, il metabolismo e l’assorbimento dei nutrienti. A cosa serve la fotosintesi, in questo discorso, è presto detto: usa l’energia della luce per produrre molecole chiamate adenosina difosfato (ADP) e adenosina trifosfato (ATP).

Queste molecole, che contengono fosfato ad alta energia, alimentano tutte le reazioni biochimiche necessarie (con un processo chiamato fosforilazione) e permettono i trasferimenti di energia dentro la pianta. È questo che rende possibile la divisione cellulare, cioè la crescita della cannabis, per tutto il ciclo di vita, dalla piantina alla fioritura.

Anche l’assorbimento dei nutrienti è una funzione critica che dipende dall’ATP, cioè dall’energia, perché richiede un trasporto attivo dei nutrienti contro le forze osmotiche, dentro e fuori la membrana delle cellule. L’ATP è poi la fonte di energia che permette di sintetizzare tanti componenti cellulari chiave, come fosfoproteine, fosfolipidi e zuccheri fosfati.

Fusto di cannabis con sfumature viola

A cosa serve il fosforo nella cannabis?

Il fosforo è fondamentale per mantenere l’integrità genetica della pianta di cannabis da una generazione all’altra.

È anche un componente dell’acido ribonucleico (RNA), la molecola che legge il DNA, cioè il codice genetico, per costruire i composti strutturali, funzionali e riproduttivi che la pianta usa per tutto il ciclo, dallo sviluppo delle prime cellule fino alla fioritura. Sia il DNA sia l’RNA sono tenuti insieme da legami a base di fosforo. Lo sviluppo sano della cannabis dipende direttamente dal suo patrimonio genetico, che a sua volta non può fare a meno del fosforo.

Infografica sul fosforo nelle piante di cannabis

Carenza di fosforo: come colpisce la pianta?

Una carenza di fosforo può compromettere la capacità della pianta di assorbire altri nutrienti essenziali e può abbassare parecchio la salute della cannabis, le sue difese contro le malattie, la qualità della coltivazione e la resa del raccolto.

Le piante di cannabis con carenza di fosforo mostrano spesso questi sintomi:

  • crescita rallentata di nuovi germogli e foglie
  • foglie che cambiano colore e diventano di un verde scuro quasi bluastro, fino a seccarsi, accartocciarsi e cadere dalla pianta.
  • fusti e piccioli che virano al viola
  • cime che non arrivano alla grandezza e alla qualità ottimali.

Come rimediare alla carenza di fosforo

I sintomi della carenza possono dipendere anche da problemi di assorbimento di questo macronutriente, quindi bisogna controllare che la cannabis stia nelle condizioni giuste. Ecco cosa tenere presente:

  • Quando annaffi devi regolare il pH dell’acqua tra 6,0 e 6,5, a seconda del substrato che usi. In idroponica il pH deve stare tra 5,5 e 6,5 in base alla fase di coltivazione. Per sapere che pH ha l’acqua basta un misuratore di pH.
  • Con un eccesso di zinco o ferro la pianta fa una gran fatica ad assorbire il fosforo: per migliorare l’assorbimento conviene fare un lavaggio delle radici, se possibile con acqua a pH stabile, e poi dare un’annaffiatura leggera con un fertilizzante ricco di fosforo.
  • Il fosforo viene assimilato più in fretta dai fertilizzanti minerali (chimici) che da quelli di origine biologica.

Eccesso di fosforo: cosa succede alla pianta?

Un eccesso di fosforo fa male alla pianta perché blocca l’assorbimento di altri elementi necessari, come ferro, calcio, magnesio, zinco e rame.

Sintomi dell’eccesso di fosforo nelle piante di marijuana

Quando la pianta è carica (satura) di fosforo, blocca altri elementi come calcio, ferro, rame, magnesio e zinco. Per accorgertene, guarda questi segnali:

  1. Le foglie nuove crescono sottili e diventano clorotiche
  2. Bruciature sulle punte e sui bordi delle foglie
  3. Internodi più corti
  4. Compaiono carenze di zinco e ferro
  5. Compaiono carenze di calcio e magnesio
  6. Le foglie basse si arricciano e si macchiano
  7. Le punte delle radici muoiono a ritroso

Se c’è un eccesso di fosforo devi fare un lavaggio delle radici usando almeno 3 volte il volume del vaso in acqua. Se la pianta non è negli ultimi 15 giorni di fioritura, puoi usare un prodotto scioglisali per aiutare a sciogliere i sali accumulati nel substrato e nelle radici.

Se invece la pianta è negli ultimi 15 giorni di fioritura, puoi usare un finalizzatore per aiutare a sciogliere tutti i sali accumulati nel substrato e nelle radici.

Come si scopre quanto fosforo c’è nel terreno?

Saper riconoscere carenze ed eccessi nelle piante è importante, ma lo è anche sapere quanto di questo macronutriente c’è nel tuo terreno.

Per questo si fa un’«analisi del suolo», che ti dà una misura di quanto fosforo il terreno è in grado di cedere alla soluzione del substrato.

Occhio: questa analisi misura il fosforo assimilabile, non la quantità totale di fosforo nel suolo, a meno che non chiedi un’analisi più specifica che attacca la struttura minerale dei componenti. Per esempio, con un pH sotto 5,3 di solito tantissimo fosforo resta bloccato per colpa dell’alluminio.

Animazione 420 di CosechaLibre

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