GPR55: è lui il terzo recettore cannabinoide?
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GPR55: è lui il terzo recettore cannabinoide?

Somiglia poco a CB1 e CB2, ma diversi cannabinoidi ci lavorano sopra: perché si parla di CB3 e cosa c’entra il CBD.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Il GPR55 è un recettore accoppiato a proteine G su cui agiscono diversi cannabinoidi, ed è per questo che alcuni ricercatori lo hanno proposto come terzo recettore cannabinoide, il «CB3». Somiglia però poco ai classici CB1 e CB2, e la comunità scientifica non ha ancora deciso se meriti davvero quel titolo. Il CBD, per esempio, sembra bloccarlo invece di attivarlo, e questo potrebbe spiegare una parte del suo effetto su dolore e infiammazione.

Il sistema endocannabinoide: un equilibrio sempre in movimento

Il sistema endocannabinoide (SEC) è un sistema biologico complesso che aiuta a regolare un sacco di funzioni del corpo umano. È fatto di tre pezzi principali: i recettori cannabinoidi, le molecole di segnalazione (gli endocannabinoidi) e gli enzimi.

I recettori cannabinoidi si dividono tradizionalmente in due tipi: CB1 e CB2. Si trovano in tutto il corpo e si attivano quando si legano alle molecole di segnalazione del SEC, come l’anandamide e il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG). Tutti insieme aiutano a mantenere l’omeostasi, cioè lo stato di equilibrio del corpo.

GPR55: il candidato a terzo recettore cannabinoide

CB1 e CB2 sono stati per anni al centro della ricerca sul SEC, ma l’interesse per il GPR55 è cresciuto parecchio. È un recettore accoppiato a proteine G (GPCR) che si trova in varie parti del corpo, tra cui il sistema nervoso centrale, alcune cellule tumorali e altri tessuti.

Una cosa curiosa del GPR55 è la sua bassa omologia genetica con CB1 e CB2: in pratica, ha in comune con loro solo una piccola parte della struttura. Eppure, visto che diversi cannabinoidi agiscono su di lui, alcuni scienziati hanno proposto di considerarlo un terzo recettore cannabinoide, il CB3.

GPR55 e CBD: come interagiscono

Uno dei cannabinoidi più noti è il cannabidiolo (CBD), conosciuto per i suoi possibili benefici per la salute, tra cui il sollievo dal dolore. Anche il CBD interagisce con il GPR55, ma in modo diverso rispetto a CB1 e CB2.

Il CBD non attiva il GPR55 come fa con altri recettori. Sembra invece agire da antagonista: blocca temporaneamente le sostanze che, attraverso questo recettore, possono rendere i neuroni più eccitabili. Questa proprietà potrebbe contribuire alla sua capacità di ridurre dolore e infiammazione.

Prodotti a base di cannabis e CBD

Il futuro del CB3 e degli altri recettori

Più si studia il SEC e il modo in cui i cannabinoidi ci interagiscono, più saltano fuori altri possibili recettori, come il GPR18 e il GPR119. Anche questi sono sotto la lente per capire che ruolo hanno e se possono essere considerati recettori cannabinoidi.

Va detto chiaro: la ricerca sul SEC e sui recettori cannabinoidi è ancora un campo aperto. Con nuovi studi potrebbero venire fuori altri recettori, e si capirà meglio come i cannabinoidi agiscono sul corpo umano.

Il GPR55 è davvero il terzo recettore cannabinoide?

L’idea di un terzo recettore cannabinoide come il GPR55 è ancora oggetto di ricerca e di dibattito, ma già così mostra quanto sia complesso il sistema endocannabinoide. Man mano che si capisce come i cannabinoidi lavorano con questi recettori, potrebbero aprirsi strade nuove per terapie a base di cannabinoidi.

La ricerca va veloce, e lo studio dei cannabinoidi e del SEC resta una delle frontiere più interessanti per capire meglio la biologia umana e le possibili applicazioni mediche. Se ti interessa il tema, conviene restare aggiornato sulle nuove scoperte.

Olio di CBD in flacone

I cannabinoidi a confronto

Queste sostanze hanno le loro differenze, ma anche una cosa in comune: sono tutte cannabinoidi. Ma che cos’è esattamente un cannabinoide?

In due parole, i cannabinoidi sono i composti naturali che si trovano nelle ghiandole resinose della pianta di cannabis. Sono studiati per un’ampia gamma di possibili effetti terapeutici.

I cannabinoidi agiscono interagendo con il sistema endocannabinoide umano, e gli studi li collegano a sollievo dal dolore, meno ansia, meno convulsioni e meno nausea. Si studiano anche come antinfiammatori e per problemi della pelle, come eczema ed eruzioni cutanee.

Ogni cannabinoide ha le sue proprietà, ma possono anche lavorare in sinergia e potenziarsi a vicenda nel corpo.

Che differenza c’è tra CBD, CBG e CBN?

CBD

Insieme al tetraidrocannabinolo (THC), il cannabidiolo (CBD) è il cannabinoide più famoso, soprattutto perché nella pianta ce n’è tanto. Nella canapa, in particolare, è il cannabinoide più abbondante.

La fama del CBD viene anche dal fatto che viene usato contro dolore e infiammazione, senza l’effetto psicoattivo del THC. Per questo di solito è considerato «più sicuro». È anche il cannabinoide più economico da estrarre e produrre legalmente, e questo lo rende molto appetibile per il mercato.

Negli Stati Uniti la FDA, l’agenzia del farmaco, ha approvato un medicinale a base di CBD per alcune forme rare e gravi di epilessia, perché riduce le crisi.

In generale il CBD si trova in tinture, gommose, capsule, prodotti da applicare sulla pelle e tanto altro. Viene usato soprattutto come antinfiammatorio, per dormire meglio, contro l’ansia, per convulsioni e spasmi, per le dipendenze e contro il dolore, con livelli di prove diversi per ciascun uso.

CBN

Il CBD sarà anche il più famoso, ma il cannabinolo (CBN) è stato in realtà il primo cannabinoide a essere identificato (isolato alla fine dell’Ottocento, con la struttura chiarita negli anni Trenta). La pianta non lo produce direttamente: si forma quando il THC si degrada, con il tempo o per esposizione a calore e ossigeno. Ha qualche effetto psicoattivo, ma secondo alcune ricerche ha circa un quarto della potenza del THC.

Il CBN viene proposto come antinfiammatorio, contro il dolore, per dormire meglio e, negli studi di laboratorio, per stimolare la crescita delle ossa.

CBG

Il cannabigerolo (CBG) viene dal suo precursore, l’acido cannabigerolico (CBGA), noto come la «madre di tutti i cannabinoidi». Tutti i cannabinoidi di cui abbiamo parlato partono come CBGA, che la pianta trasforma in altri acidi cannabinoidi grazie agli enzimi; poi quegli acidi si trasformano con la luce e il calore.

Il CBG è rarissimo: di solito è meno dell’1 % della cannabis. Per questo serve un’estrazione delicata, che lo rende prezioso e caro. Alcuni produttori di canapa stanno però lavorando a varietà che producano naturalmente tanto CBGA, senza convertirlo in altro. È un lavoro ancora agli inizi, ma i primi risultati sono promettenti.

Tra i possibili benefici del CBG, ancora in studio e per lo più in laboratorio, ci sono la rigenerazione del microbioma della pelle, il sollievo dal dolore, il rilassamento muscolare, l’azione antinfiammatoria, ansiolitica e antidepressiva. Si studia anche per il glaucoma, per le sue proprietà neuroprotettive e antibatteriche e come stimolante dell’appetito per pazienti con HIV o disturbi alimentari.

Il CBD e gli altri cannabinoidi vanno sempre più di moda, ma è importante informarsi bene e chiedere a un professionista prima di usarne qualcuno. I prodotti a base di cannabinoidi non funzionano solo perché contengono una certa sostanza: devono essere formulati bene, con ingredienti di qualità, e pensati per un uso preciso.