Guidare dopo una canna? No: cosa dicono i dati su marijuana e volante
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Guidare dopo una canna? No: cosa dicono i dati su marijuana e volante

Riflessi più lenti, test salivari che sbagliano e sondaggi che fanno paura: perché sotto l’effetto della cannabis non si guida, punto.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Guidare dopo una canna: cosa sappiamo

Sotto l’effetto della cannabis non si guida, punto: l’erba rallenta i riflessi, peggiora la coordinazione e ti fa sbagliare le distanze, quindi se hai fumato la macchina resta ferma. Il guaio è che misurarlo su strada è molto più complicato che con l’alcol, perché il THC nel sangue non dice quanto sei davvero fatto, e anni dopo le prime legalizzazioni si discute ancora su come controllare chi guida dopo aver fumato.

Con l’alcol, quantità nel sangue e incapacità di guidare in genere salgono insieme. L’etilometro è un modo veloce e non invasivo per capire se chi guida è ubriaco.

Con la cannabis i test non sono così semplici. Alcune giurisdizioni degli Stati Uniti, tra cui il Colorado, hanno fissato una soglia oltre la quale la quantità di cannabis nel corpo è considerata pericolosa per guidare, per esempio cinque nanogrammi di THC per millilitro di sangue. Però non c’è un rapporto lineare tra la concentrazione di THC nel sangue e quanto sei alterato, e per il test serve un campione di sangue o di saliva.

Persona alla guida di un’auto

In più, il THC resta nel sangue per settimane, quindi la sua presenza dice molto meno sullo stato di chi guida rispetto all’alcol. Tutto questo rende difficile capire se la legalizzazione renda le strade più pericolose. In alcune zone la legge considera illegale una certa concentrazione di THC nel sangue, che chi guida sembri alterato o no.

Il risultato è che, anche se la marijuana può peggiorare le capacità motorie, i dati disponibili, analizzati in un rapporto del 2017 dell’agenzia statunitense per la sicurezza stradale (NHTSA), suggeriscono che la probabilità di fare un incidente subito dopo aver fumato è nettamente più bassa di quella dopo aver bevuto alcol.

La spiegazione più comune è che l’alcol rende chi guida più aggressivo e incline agli incidenti, mentre chi è fatto tende piuttosto a guidare troppo piano. Che non vuol dire guidare bene: i riflessi restano lenti.

Quindi, anche se negli Stati Uniti guidare sotto effetto di cannabis è in genere vietato, i dati non bastano ancora a dire quanto pesi davvero sugli incidenti né se i controlli delle forze dell’ordine riescano a intercettarlo. Comunque la sicurezza pubblica obbliga i posti dove la cannabis è legale a ragionarci sopra e, a volte, a intervenire.

Prima di legalizzare l’uso ricreativo, il Canada ha approvato un dispositivo, il Dräger DrugTest 5000, come test salivare del THC per i controlli su strade e autostrade. Ma sulla sua precisione ci sono parecchi dubbi: si sa che dà sia falsi positivi sia falsi negativi. E anche quando misura bene, non pretende di dire se la persona è in grado di guidare.

Eaze, un servizio di consegne della California, ha fatto un sondaggio tra chi usa cannabis su come si sposta.

È venuto fuori che il 64 % dichiara di guidare entro quattro ore dall’ultima canna e il 20 % entro un’ora. Non c’era accordo su quanta cannabis si possa prendere prima di mettersi al volante, ma tutti erano meno propensi a guidare fatti con un bambino in macchina.

Tra gli adulti che fumano e guidano, il 77 % pensa che la cannabis non influisca sulla guida e il 16 % pensa addirittura che la migliori, sempre secondo il sondaggio. Uomini e guidatori più giovani sono quelli più propensi a guidare entro otto ore dal consumo.

Anche se il confronto con l’alcol è ancora discusso, la cannabis peggiora coordinazione, riflessi e calcolo delle distanze: se hai fumato, non guidare. Punto. Che il rischio sembri più basso che con l’alcol non vuol dire che sia sicuro. E una cosa è certa e non si discute: dopo aver bevuto non si guida, mai.

Effetti positivi e negativi della marijuana: quali sono?

La marijuana può avere effetti positivi e negativi sulla salute e sul benessere. Tra quelli positivi che vengono riportati più spesso:

  • Meno dolore: in alcune persone la marijuana può ridurre la sensazione di dolore, ed è uno dei motivi per cui viene usata per il dolore cronico e altri disturbi.
  • Meno ansia e stress: c’è chi trova che la marijuana lo aiuti ad abbassare ansia e stress.
  • Sonno migliore: alcune persone riferiscono di dormire meglio e di avere meno problemi di insonnia.
  • Più appetito: la marijuana può stimolare la fame e dare una mano a chi fa fatica a mangiare o a tenere un peso sano per colpa di una malattia o di una terapia.

Ci sono però anche effetti negativi legati al consumo, come:

  • Effetti a breve termine: la marijuana può peggiorare coordinazione, equilibrio e capacità di valutare tempi e distanze, e questo aumenta il rischio di incidenti e infortuni. Può anche dare capogiri, nausea e altri effetti collaterali.
  • Effetti a lungo termine: un consumo frequente e prolungato può pesare su memoria, attenzione, capacità di imparare e di prendere decisioni. Può anche incidere sulla salute mentale e aumentare il rischio di problemi come depressione, ansia e psicosi.
  • Rischi per la salute: la marijuana può fare male all’apparato respiratorio, soprattutto se la fumi. Può anche incidere sulla salute cardiovascolare e aumentare il rischio di problemi come pressione alta e ictus.

Se vuoi attenuare gli effetti della marijuana e smaltire il THC, ecco qualche consiglio:

  1. Idratazione: bere abbastanza acqua e liquidi ti aiuta a sentirti meglio; si dice che acceleri anche l’eliminazione del THC, ma l’effetto non è dimostrato.
  2. Attività fisica: l’esercizio accelera il metabolismo e può aiutare a smaltire il THC. Occhio però: fare sport mentre sei fatto aumenta il rischio di farti male.
  3. Riposo: se ti gira la testa o sei in ansia, mettiti tranquillo in un posto comodo. Dormire non accelera l’eliminazione del THC, ma aiuta a far passare il malessere.

Tieni presente che il THC può restare nel sangue e nelle urine per diversi giorni o anche settimane, a seconda di quanto hai preso, di quanto spesso fumi e del tuo metabolismo.

Quanto all’effetto, con un’indica può durare diverse ore, a seconda della varietà, della quantità e della tua tolleranza. In genere inizi a sentirlo entro i primi 30 minuti e può durare dalle 2 alle 6 ore: finché lo senti, la macchina resta dove sta.