
Insonnia da erba: quanto dura quando smetti di fumare
Le notti in bianco dopo aver mollato la canna di solito passano in un paio di settimane. Cosa fa la cannabis al sonno e come dormire senza.
L’insonnia che arriva dopo aver smesso con l’erba di solito dura pochi giorni e sparisce entro le prime due settimane, anche se a chi fumava tutti i giorni può durare qualche settimana in più. Fa parte dell’astinenza da cannabis, insieme all’ansia di quando molli. Ma la marijuana fa venire l’insonnia anche quando la usi? Dipende da dose, frequenza e da come la prendi.
Marijuana e insonnia: la cannabis aiuta a prendere sonno?
È una domanda che pesa sempre di più tra i medici e tra chi usa cannabis terapeutica. In un sondaggio del 2022 su oltre 27.000 persone che la usano a scopo terapeutico negli Stati Uniti e in Canada, quasi la metà ha messo il sonno migliore tra i motivi principali per cui la prende.
Gli studi indicano che dosi basse di THC possono migliorare il sonno, mentre dosi alte lo possono peggiorare; con il CBD succede il contrario. Questa variabilità complica la ricerca su cannabis e sonno, anche perché i prodotti hanno proporzioni di questi composti molto diverse tra loro.

Con tutti questi limiti, un’analisi di 26 studi pubblicata nel 2020 suggerisce che i cannabinoidi, THC e CBD compresi, potrebbero essere possibili trattamenti per disturbi del sonno come l’insonnia, l’apnea notturna e gli incubi legati al disturbo da stress post-traumatico.
L’effetto cambia in base a come la prendi?
Anche il modo in cui la assumi cambia l’effetto della cannabis sul sonno. Per esempio, presa per bocca sale più lentamente ma dura a lungo, mentre inalata arriva prima ma dura meno.
In più, fumare e vaporizzare cannabis può comportare rischi per i polmoni, come sottolinea Ashima Sahni, pneumologa dell’Università dell’Illinois.
La ricerca sugli effetti della cannabis sul sonno è ancora poca, ma ci sono indizi che possa aiutare in modo indiretto alleviando il dolore cronico e l’ansia, due cose che rendono difficile addormentarsi.
Detto questo, serve altra ricerca per capire fino in fondo come la cannabis agisce sul sonno e come usarla in modo sicuro ed efficace contro i disturbi del sonno.
Quanto dura l’insonnia dopo aver smesso di fumare erba?
Capita spesso di avere un’insonnia temporanea dopo aver smesso con l’erba. Può essere uno dei sintomi dell’astinenza e dell’ansia che arriva quando interrompi la cannabis.
Di solito l’insonnia tende a sparire in pochi giorni, in genere entro le prime due settimane da quando hai smesso, anche se a chi fumava tutti i giorni può durare qualche settimana in più.
Il rapporto tra sonno REM e cannabis. La fase REM (Rapid Eye Movement, movimento rapido degli occhi) è quella in cui sogniamo, e conta tantissimo per un sonno di qualità.
La cannabis però può toccare proprio questa fase. Alcuni studi suggeriscono che possa allungare il sonno profondo e accorciare il tempo in fase REM, e questo può incidere sul consolidamento della memoria e sull’apprendimento.
Fumare prima di dormire può darti insonnia?
Farsi una canna prima di andare a letto può avere effetti diversi sul sonno, a seconda della dose, della frequenza e di quanto sei sensibile ai componenti della cannabis, soprattutto al THC. Ecco alcuni effetti secondo la ricerca:
- Cicli del sonno alterati: la cannabis può allungare il sonno a onde lente (il sonno profondo) e ridurre il tempo in fase REM, e questo può pesare sulla qualità del sonno.
- Fatica ad addormentarti: all’inizio la cannabis può darti sonnolenza, ma usarla tutti i giorni può portarti a non riuscire più a dormire senza, cioè a una dipendenza.
- Sonno di qualità peggiore: anche se ti addormenti prima, la cannabis può peggiorare la qualità generale del sonno, e ti svegli meno riposato.
- Ritmi del sonno sballati: chi fuma spesso può notare cambiamenti nel modo di dormire, come fare fatica a dormire tutta la notte di fila.
- Dipendenza e tolleranza: l’uso regolare può portare alla tolleranza, cioè ti serve una dose più alta per lo stesso effetto, e a una dipendenza psicologica o fisica.

Come battere l’insonnia senza la marijuana
Il segreto per un sonno che ti rimette in sesto sta nelle abitudini. Dipendere da qualsiasi sostanza, illegale o in farmacia, di solito si ritorce contro, perché può creare dipendenza.
Mettiti in testa che fumare erba non risolve i problemi di sonno a lungo termine: al massimo li copre per un po’, e se esageri li può anche peggiorare.
Ecco una serie di abitudini che puoi prendere per migliorare la qualità del sonno e lasciarti l’insonnia alle spalle senza cannabis:
- Fai attività fisica con regolarità: muoverti ogni giorno ti aiuta a scaricare stress e ansia, e così prendi sonno più facilmente.
- Meno schermi prima di dormire: lascia stare telefono e dispositivi almeno mezz’ora prima di andare a letto, perché la luce blu può interferire con la melatonina, l’ormone del sonno.
- Cene leggere: evita i pasti pesanti prima di dormire, perché rendono difficile la digestione e ti lasciano lo stomaco sottosopra, e così addormentarsi è più dura.
- Fai cose rilassanti: prima di dormire dedica un po’ di tempo a roba tranquilla, come leggere, ascoltare musica soft o fare meditazione.
- Niente pisolini di giorno: riposare troppo durante il giorno può rovinarti il sonno della notte, quindi limita i sonnellini.
- Meno caffè e alcol: evita caffeina e alcol, soprattutto nel pomeriggio e la sera, perché possono peggiorare la qualità del sonno.
- Gestisci stress e ansia: prova tecniche come la respirazione profonda, la visualizzazione o scrivere quello che hai in testa, per calmare l’ansia e dormire meglio.
Con queste abitudini sane puoi migliorare la qualità del sonno e superare l’insonnia in modo naturale, senza dipendere dall’erba.
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