Irrigazione automatica indoor: come montarla nella tua growbox
COLTIVAZIONE

Irrigazione automatica indoor: come montarla nella tua growbox

Serbatoio, pompa, gocciolatori e tavolo di coltivazione: tutto quello che ti serve per annaffiare le piante senza starci dietro ogni giorno.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Per fare un’irrigazione automatica indoor ti servono un serbatoio, una pompa sommersa con timer e una rete di tubi e gocciolatori che porta acqua e nutrienti direttamente alle radici di ogni pianta. Il sistema più usato in growbox è l’irrigazione a goccia, perché ti fa controllare al millilitro quanta acqua ricevono le piante e tiene il terriccio sempre umido al punto giusto. Così annaffi in modo costante ed efficiente, anche quando non ci sei.

Sul mercato trovi un po’ di tutto, dai sistemi di irrigazione a goccia a quelli a pioggia o idroponici, ognuno con i suoi pro e le sue particolarità. Per questo ti facciamo vedere come scegliere l’impianto automatico migliore in base al tipo di coltivazione, allo spazio che hai e a quanto tempo ci vuoi dedicare.

Come funziona l’irrigazione a goccia fai da te per la cannabis?

L’irrigazione a goccia nella coltivazione indoor è, come dice il nome, un sistema che distribuisce acqua e nutrienti a piccole dosi direttamente alle radici. È un’irrigazione a basso volume e bassa pressione che ti fa controllare con precisione quanta acqua dai, e tiene il substrato sempre all’umidità giusta.

L’idea non è nuova: risale all’antica Cina, dove si interravano vasi di argilla che cedevano acqua alle piante un po’ alla volta.

Oggi gli impianti a goccia sono migliorati parecchio in prezzo, qualità e sofisticazione, e si adattano alla perfezione agli armadi e alle growbox. Vediamo le varianti più usate.

Che tipi di irrigazione a goccia esistono per la growbox

Irrigazione con tubo gocciolante

Il tubo gocciolante è un sistema pratico ed efficace per portare l’acqua dal rubinetto a ogni pianta. Di solito arriva con un riduttore di pressione, per avere un flusso lento e costante, un filtro e un timer che rende l’irrigazione automatica. Imposti gli orari e l’acqua arriva in modo uniforme, senza che tu debba muovere un dito.

Irrigazione con bottiglia a goccia

Se cerchi qualcosa di più semplice ed economico, la bottiglia a goccia è una soluzione pratica. Riempi delle bottiglie di plastica e le sistemi in modo che rilascino un filo d’acqua costante vicino alle radici. È più rudimentale, ma funziona ed è alla portata di tutti: perfetta se vuoi spendere poco.

Come montare un’irrigazione automatica fai da te per la cannabis indoor

Montare un’irrigazione automatica per le tue piante è un ottimo modo per garantire acqua costante e senza sprechi. Non solo ti fa risparmiare tempo: aiuta anche le piante a crescere meglio. Qui ti spieghiamo come installarla, cosa ti serve e qualche dritta per la manutenzione.

Passo 1: prepara il serbatoio

Il primo passo per un’irrigazione automatica è scegliere il serbatoio giusto. Si consiglia un volume minimo di 2 litri per pianta, che ti permette di preparare il sistema per durare fino a una settimana.

Se annaffi con fertilizzanti minerali, in questo caso userai più o meno 1,5 litri per pianta in sette giorni. Se invece vai di fertilizzanti organici, la soluzione va preparata ogni giorno, perché questi concimi non devono restare sciolti in acqua per più di 24 ore.

Passo 2: installa la pompa sommersa

Dentro il serbatoio va una pompa sommersa. È il pezzo chiave per tenere la pressione giusta nell’impianto. Controlla che la pompa spinga la stessa quantità d’acqua in tutti i microtubi, così ogni pianta riceve la sua parte, né più né meno. Usa diramazioni di tubo da 16 mm per portare l’acqua lungo le file di piante.

Passo 3: sistema il tavolo di coltivazione

Un tavolo di coltivazione è fondamentale in un impianto automatico, perché raccoglie e incanala l’acqua che drena dai vasi. Deve far finire l’acqua in eccesso in un serbatoio di raccolta o in uno scarico. Occhio: l’acqua che esce dai vasi non va mai riutilizzata, perché si porta dietro i fertilizzanti che la pianta non ha preso. Tieni sotto controllo i tempi di irrigazione per non sprecare.

Passo 4: ossigena la soluzione nutritiva

Per tenere il mix di acqua e nutrienti ben ossigenato e sempre in movimento, conviene mettere una pompa d’aria con una pietra porosa. Così i nutrienti non si depositano sul fondo e la soluzione resta omogenea, pronta per quando parte la pompa dell’irrigazione.

Cosa ti serve per l’irrigazione automatica indoor

  1. Tavolo di coltivazione: un tavolo fatto per scaricare l’acqua in eccesso, che rende più facile pulire ed evita i ristagni nei vasi.
  2. Serbatoio dell’acqua: meglio sceglierne uno con il coperchio, soprattutto se usi fertilizzanti chimici, per mantenere buona l’acqua ed evitare parassiti e muffe.
  3. Pompa dell’acqua: ti serve una pompa sommersa da circa 1000 L/h per ogni m² di coltivazione (più o meno 16 piante). Va pulita alla fine di ogni ciclo per farla rendere sempre bene.
  4. Tubo di irrigazione: un tubo flessibile da 25 mm rende più facile l’installazione e porta l’acqua dal serbatoio alle piante. Si consiglia un tubo ogni due piante.
  5. Gocciolatori: usa microtubi e gocciolatori per portare l’acqua dal tubo principale a ogni pianta in modo controllato. Gocciolatori come il Medusa a 6 uscite sono perfetti per un’irrigazione lenta e uniforme.
  6. Lastre di lana di roccia o cocco: se scegli l’idroponica, ti servono lastre (slab) che trattengano l’umidità e reggano irrigazioni continue. Sistemane diverse sul tavolo di coltivazione e metti un gocciolatore per ogni pianta.
  7. Pompa d’aria: una pompa d’aria, tipo la Water Master, ossigena l’acqua e tiene in movimento la soluzione nutritiva.

Qualche dritta in più

  • Tieni pulito ogni pezzo dell’impianto, così eviti intasamenti e alghe.
  • Controlla che i microtubi siano montati bene e verifica ogni tanto che funzionino, per non ritrovarti con un gocciolatore tappato.
  • Programma l’irrigazione a intervalli adatti alle tue piante e aggiustala man mano che crescono e in base al substrato che usi.