Kush: la indica più cercata, dall’Hindu Kush alla OG
COLTIVAZIONE

Kush: la indica più cercata, dall’Hindu Kush alla OG

Da dove viene il nome, com’è fatta la pianta, che botta dà e quali sono le Kush più famose: OG, Bubba e Hindu Kush.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

La pianta Kush è una famiglia di cannabis indica che prende il nome dalle montagne dell’Hindu Kush, tra Afghanistan e Pakistan: cime dense, resinose e tanto THC, con una botta che rilassa il corpo. È una delle varietà più conosciute e amate da chi coltiva cannabis.

Ma cosa vuol dire kush? Secondo una tradizione indiana, la parola Kush richiamerebbe l’immagine di una donna che tiene in braccio il suo bambino, da cui l’idea di comfort e relax che si associa a questa varietà. Ma al di là di questo riferimento, in realtà il nome della pianta viene dalla catena montuosa dell’Hindu Kush.

La Kush è una varietà particolare di cannabis indica che arriva dalle montagne dell’Hindu Kush. Questa catena corre lungo il confine tra Afghanistan e Pakistan ed è una delle poche zone al mondo dove la cannabis cresce spontanea. Ma cosa sono le varietà indica?

Indica e sativa: che differenza c’è

Quando parliamo di cannabis indica intendiamo piante compatte e robuste, con cime dense, pesanti e profumate. Le cime di indica crescono vicine, a grappoli fitti intorno ai nodi del fusto e dei rami, con poco spazio tra un grappolo e l’altro.

Le cime di sativa, invece, di solito sono più grandi di quelle di indica, perché si distribuiscono lungo i rami invece di ammassarsi intorno ai nodi. Sono meno dense e quindi, una volta secche, pesano meno di quelle di indica. Di solito hanno anche un odore meno forte, sia mentre la pianta cresce sia dopo l’essiccazione.

Cannabis Kush: le caratteristiche

Come sono fatte le cime di Kush

Coltivando la Kush noti subito alcune caratteristiche fisiche, come le foglie verde scuro con sfumature viola. C’è chi la chiama «erba arancione» perché i pistilli sulle cime sono arancioni, color bronzo o ruggine. Le cime sono dense e grosse, su piante robuste e belle piene.

Che profumo hanno le cime di Kush

L’aroma può andare dal terroso al floreale, dal piccante allo speziato fino all’agrumato. Il fumo è morbido ed erbaceo, con note di fiori, agrumi e terra. Gli effetti sono forti ed euforici a livello mentale, ma ti sciolgono il corpo e ti lasciano un bel sorriso mentre ti spaparanzi sul divano. Uno degli effetti tipici di questa varietà è l’introspezione, quella voglia di guardarsi dentro: la possiamo considerare un’erba da meditazione.

Quanto THC e CBD ha la Kush

La Kush tende ad avere un THC alto, mentre il CBD di solito non è granché, a meno che la varietà non sia stata incrociata con una ricca di CBD.

Quanto ai terpeni della Kush, vedrai che dipende dalla varietà che hai. Per esempio la Bubba Kush ha livelli alti di beta-cariofillene e alfa-umulene, noti per il loro effetto rilassante. E così puoi trovare varietà e terpeni diversi che le danno un tocco interessante a seconda dei tuoi gusti.

Le cime di Kush sono tra le preferite dei breeder per fare incroci e allo stesso tempo stabilizzare le genetiche ibride. Come tante varietà autoctone, la genetica Kush ha una resistenza naturale a certe condizioni della sua terra d’origine, e questo le permette di sopravvivere a climi più freddi e duri. Per questo, e per le rese alte e l’altezza che può raggiungere, tanti grower scelgono di coltivare varietà Kush.

Che effetti ha la Kush?

In tutto il mondo tanti pazienti che usano cannabis terapeutica scelgono questa varietà perché dà un forte sollievo dal dolore. Secondo chi la usa, con la Kush insonnia, mancanza di appetito e ansia si gestiscono bene. La botta può essere euforica e allegra, ma non energica o di testa come quella di altre varietà.

Anche chi soffre di dolori a ossa, nervi e muscoli può trovare sollievo con questa varietà. C’è chi riporta che la terapia con cime di Kush e diverse altre indica sia stata molto utile per pazienti con sclerosi multipla, Parkinson e tante altre malattie.

Se cerchi una varietà per svegliarti o per avere più creatività ed energia durante il giorno, la Kush forse non è la scelta migliore.

Le varietà di Kush

Se cerchi genetiche Kush ne trovi un sacco con un antenato afghano, ma le più famose sono queste:

OG Kush

È una delle Kush afghane più famose, ed è stata usata per creare una lista lunghissima di chemiotipi di cannabis, cioè di profili chimici diversi.

In tanti pensano che OG voglia dire «Original Gangster» oppure «Ocean Grown», per via di una teoria che girava: si diceva che fosse stata coltivata vicino al mare, e non sulle montagne o sulle colline della California, e che fosse proprio questo a renderla una varietà vincente. Un’altra teoria dice che sta per «Original Grower», un omaggio a chi negli anni ’70 portò in aereo i semi di Kush dall’Afghanistan agli Stati Uniti.

Alla fine Josh D, uno di quelli indicati come creatori di questa varietà, ha dichiarato che significa «Original Gangster» e che il nome serviva a distinguerla dalle altre varietà che dicevano di essere la vera OG Kush.

Visto che è stata incrociata in mille modi e in posti diversi, oggi ci sono versioni che possono essere parecchio diverse da quella coltivata per la prima volta nel Sud della California.

Bubba Kush

Un’altra Kush famosissima è questa varietà, creata da un coltivatore di nome Matt «Bubba» Berger partendo da alcuni semi di Northern Lights e da una pianta di Kush.

Bubba Kush: gli effetti

La Bubba Kush è una varietà parecchio sedativa. Ha un aroma forte e terroso, un sapore dolce e può essere un’ottima varietà per insonnia e stress. Dà anche una botta molto euforica che ti può far crollare dal sonno.

Hindu Kush

La Hindu Kush è una indica autoctona potente che arriva dalle montagne da cui prende il nome. Fa cime dense con uno strato spesso di resina, uno dei motivi per cui piace tanto a chi fa il fumo.

La Hindu Kush ha un aroma terroso e dolce che spesso viene paragonato proprio a quello del fumo. La botta è calmante e rilassante, e può aiutarti a farti una bella dormita o a staccare dallo stress.