
Le migliori varietà di cannabis da coltivare in inverno
Dieci genetiche che reggono freddo e muffa, da Afghan Kush a White Widow, più un calendario per l’outdoor invernale.
Per coltivare cannabis all’aperto in inverno la prima mossa è scegliere una genetica che regga il freddo: Afghan Kush, Northern Lights, Blue Cheese, Critical e White Widow sono tra le migliori. Si può fare, anche se in un clima più freddo è più dura: non tutti viviamo con 25 gradi tutto l’anno, e Madre Natura non è sempre gentile.
Coltivare marijuana all’aperto in inverno può essere complicato se vivi in un posto freddo, ma non è impossibile. Il primo passo per fare cime col freddo è scegliere la genetica giusta. Per fortuna ce ne sono alcune che col fresco vanno alla grande.
Le varietà da coltivare in inverno
Afghan Kush
È una delle indica classiche e anche una delle migliori genetiche per fare cime d’inverno. Dà una botta di corpo potente ed è perfetta per una fumata rilassante. È nata sulle montagne dell’Hindu Kush, quindi viene naturale coltivarla in inverno e nei climi più freddi, e c’è chi la considera la migliore indica in assoluto.
Northern Lights
Uno dei grandi classici di sempre, coltivato praticamente in tutti i climi del pianeta. È una delle varietà più incrociate in assoluto, e questo la rende adattabile a temperature diverse e adatta anche a una coltivazione invernale. Di solito si raccoglie a fine ottobre nell’emisfero nord (a fine aprile in quello sud), quindi il fresco non dovrebbe essere un problema.
Blackberry
È una sativa classica, ma con qualche tratto da indica. La botta non ti scioglie sul divano, però è potente, e c’è chi la usa contro ansia e stress. Anche se è tra le varietà che rendono meglio in indoor d’inverno, all’aperto si è dimostrata ottima. Resiste molto bene alla muffa, quindi è una scelta perfetta se devi coltivare fuori col freddo.
Super Skunk
È una genetica a dominanza indica che dà una botta di corpo intensa. Il «super» se lo guadagna perché sopravvive praticamente in qualsiasi ambiente di coltivazione. Anche se la Super Skunk dà il meglio al sole, in un clima mediterraneo, si può portare a casa anche d’inverno se il grower la segue da vicino. Per questo, nonostante le attenzioni che chiede, ce la possiamo permettere in questa lista.
Durban Poison
È una delle migliori sativa, con una botta euforica che ti tira su. Anche se l’ideale è coltivarla in una zona soleggiata, si adatta facilmente ai climi più freddi e ti dà erba anche d’inverno. Se però fa troppo freddo, puoi provare a coltivarla in idroponica, dove di solito va alla grande.

Jack Herer
Si è dimostrata uno degli ibridi più popolari di sempre, ed è anche una delle migliori varietà da coltivare nei posti freddi. La dominanza sativa la rende perfetta per l’outdoor. E il suo bagaglio genetico enorme la fa adattare bene ai climi più freddi, soprattutto nella versione autofiorente.
La LSD
È uno degli ibridi più famosi ed è nota per una botta quasi psichedelica, che ricorda la sostanza da cui prende il nome. Resiste di natura a parassiti e pesticidi, quindi è perfetta per l’outdoor. La LSD di solito si coltiva in zone d’ombra, per cui l’outdoor d’inverno le va benissimo.
La Blue Cheese
L’effetto della Blue Cheese è famoso per essere rilassante, senza stenderti al punto da non riuscire a fare niente. Nata in Europa, la Blue Cheese resiste di natura alla muffa ed è tra le migliori varietà da coltivare in un ambiente più freddo. Con la Blue Cheese i grower non dovrebbero avere problemi a portare a casa una resa alta, anche con temperature gelide.
Critical
È una varietà ad alta resa, abbastanza versatile da coltivarla sia indoor sia outdoor, quindi anche d’inverno. Fiorisce in fretta: la Critical andrebbe raccolta a fine settembre nell’emisfero nord (a fine marzo in quello sud). La fioritura corta la rende una delle varietà ideali per i climi più freddi.
White Widow
Forse è tra le migliori genetiche per coltivare marijuana in inverno, sia indoor sia outdoor. È famosa per la botta euforica che dà e resta uno degli ibridi più amati. Con le sue origini olandesi, la White Widow è più che capace di portare a fioritura anche d’inverno e di reggere il freddo. E si difende bene anche da malattie e parassiti.
Trovare la varietà giusta non è sempre facile per chi vuole coltivare all’aperto in pieno inverno (in Argentina, da dove scriviamo, questo articolo è uscito proprio in pieno inverno), ma qualche opzione c’è, eccome.
Certo, coltivare d’inverno non è l’ideale, ma si può fare eccome. Se decidi di provarci, tieni d’occhio questa lista di genetiche. Vedrai la differenza sia nella resa sia nella qualità delle cime.

Il calendario della coltivazione invernale
Non c’è una data precisa per iniziare una coltivazione invernale all’aperto, ma un buon momento può essere settembre o ottobre (la fonte è dell’emisfero sud, dove questi mesi corrispondono a marzo e aprile: qui le date sono spostate di sei mesi). Si può germinare anche a novembre e dicembre, ma se il freddo è forte le piante possono crescere pochissimo o non farcela proprio
Si può partire perfino a gennaio. In quel caso bisogna scegliere piante a fioritura molto corta.
La coltivazione invernale è un’alternativa per chi coltiva all’aperto: così si riesce ad avere un ciclo di coltivazione che copre tutto l’anno.
Ha un grande vantaggio: i parassiti sono pochi. E uno svantaggio: la produzione sarà più bassa.
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