Marijuana ed emicrania: può davvero dare sollievo?
SALUTE

Marijuana ed emicrania: può davvero dare sollievo?

Dolore, nausea e prevenzione degli attacchi: cosa dicono gli studi su cannabis ed emicrania, e dove le prove sono ancora deboli.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Per l’emicrania la cannabis non è una cura dimostrata, ma alcuni studi e tanti pazienti suggeriscono che possa ridurre il dolore, la nausea e forse la frequenza degli attacchi. L’emicrania è una malattia dolorosa e debilitante che colpisce circa il 15 % della popolazione mondiale, e anche se non si sa ancora bene perché e come compaia, è legata ai segnali della serotonina, un messaggero chimico del cervello. Visto che molte terapie e pastiglie non funzionano per tutti, la cannabis, che agisce anche sul sistema della serotonina, è diventata una delle strade più studiate.

In tanti si chiedono come far passare l’emicrania, e la cannabis è sempre stata della partita. Alcune ricerche indicano addirittura che circa un terzo di chi oggi usa cannabis terapeutica dice di usare la cannabis per tenere a bada sia il mal di testa sia il dolore da emicrania.

Emicrania e marijuana: i possibili benefici

Antidolorifico: frena il dolore dei nervi e la risposta dei sensi

Il beneficio più immediato ed evidente della cannabis per mal di testa ed emicrania è che può ridurre il dolore, che spesso è così forte da inchiodarti a letto. Secondo diversi studi, i cannabinoidi prodotti dal corpo, come l’anandamide, potrebbero attenuare il dolore dell’emicrania perché regolano l’arrivo dei segnali del dolore al cervello attraverso i recettori CB1.

Un altro studio sulla marijuana contro il mal di testa

Un articolo pubblicato nel 2013 sul Journal of Neuroscience ha mostrato che chi soffre di emicrania cronica può avere dolore per la sensibilizzazione delle vie nocicettive trigemino-vascolari, cioè i nervi del cranio sensibili al dolore che fanno capo al trigemino. Si sa anche che i cannabinoidi frenano le risposte al dolore di questi nervi, il che fa pensare a una strada attraverso cui la cannabis potrebbe ridurre il dolore dell’emicrania.

Lo studio ha visto che i recettori CB1 dei neuroni intorno al tronco encefalico vengono attivati dagli endocannabinoidi e bloccano gli stimoli dolorosi che dal tronco encefalico vanno verso il resto del cervello.

La marijuana calma il mal di testa perché restringe i vasi?

Per un periodo si è pensato che il dolore dell’emicrania nascesse, in parte, da un complicato gioco di allargamento e restringimento dei vasi sanguigni nel cranio.

Quando il sangue passa da un tratto largo di un vaso a uno stretto, la pressione del sangue che cerca di passare nel canale ristretto potrebbe provocare il dolore fortissimo tipico dell’emicrania. Si pensava anche che, quando si libera serotonina, le vene e le arterie più grandi si stringano, mentre quelle periferiche più piccole si allarghino.

Per questo si sono cominciati a usare farmaci vasocostrittori (che restringono i vasi sanguigni) per curare e prevenire l’emicrania: se impedisci la dilatazione, il mal di testa si può evitare o diventa meno forte. C’è chi sostiene che la cannabis possa aiutare per questa via, ma il suo effetto sui vasi non è chiaro (il THC di solito li dilata) e le prove sull’emicrania sono contrastanti.

Cannabis ed emicrania: si può fermare un attacco sul nascere?

Come abbiamo visto, la cannabis potrebbe alleviare dolore e sintomi in chi è già in pieno attacco di emicrania. In più alcuni pazienti raccontano che li aiuta a non far partire l’attacco.

Subito prima di un attacco di emicrania aumenta il rilascio di serotonina. Possono anche comparire vari segnali che avvisano il paziente che sta per iniziare un episodio. Ma sono soprattutto gli squilibri nei livelli di serotonina a essere legati alla comparsa dell’emicrania.

Diversi studi hanno trovato un legame tra il sistema endocannabinoide e quello della serotonina, e hanno visto che attivare i recettori CB1 può abbassare i livelli di serotonina. Siccome la serotonina sale proprio prima di un’emicrania, l’ipotesi è che usare cannabinoidi in quel momento possa frenare quell’aumento anomalo e bloccare i processi che fanno partire l’attacco.

Cannabis per l’emicrania: un aiuto contro la nausea

La nausea è uno degli effetti dell’emicrania. Si pensa che sia legata ai livelli bassi di serotonina che si hanno prima e dopo un attacco. La cannabis è usata contro la nausea in diverse malattie gravi, e diversi studi la indicano come utile anche contro la nausea da chemioterapia.

Studi specifici sulla nausea da emicrania non ce ne sono ancora, ma tanti pazienti che si curano da soli con la cannabis raccontano di sentirsi meglio. E ci sono altre malattie in cui la serotonina in eccesso dà nausea, e lì la cannabis sembra aiutare a controllarla.

Olio di cannabis per l’emicrania

L’olio di cannabis potrebbe ridurre la gravità e la frequenza degli attacchi di emicrania. È quello che emerge da uno studio in cui i pazienti hanno raccontato come andava usando l’olio di cannabis come terapia. Secondo i ricercatori, dal punto di vista farmacologico l’olio di cannabis terapeutica potrebbe essere una possibile alternativa per l’emicrania.

Occhio però agli effetti collaterali: con l’olio di cannabis terapeutica i più segnalati sono stati nausea e sonnolenza. Detto questo, i pazienti a cui la nausea è calata sono stati più di quelli a cui è aumentata. Per i ricercatori questo si può considerare un effetto terapeutico più che un effetto collaterale. Se soffri di emicrania, parlane con il tuo neurologo prima di provare.