
Marijuana e glaucoma: funziona davvero o è un mito?
Il THC abbassa la pressione dell’occhio, ma solo per qualche ora: perché gli oculisti dicono di no e cosa c’entra il CBD.
No, la marijuana non è una cura valida per il glaucoma. Il THC abbassa la pressione dentro l’occhio, ma solo per tre o quattro ore: per tenerla giù tutto il giorno dovresti farti di continuo, con effetti collaterali che nessuno regge. Per questo le società di oftalmologia non la raccomandano. Il glaucoma, per capirci, è una malattia che danneggia il nervio ottico, spesso per colpa della pressione intraoculare (PIO) alta, e se non lo curi bene ci perdi la vista.
Proprio perché il THC abbassa la PIO, in tanti hanno visto nella marijuana una possibile terapia. L’idea di usarla contro il glaucoma ha fatto discutere parecchio, sia tra i medici sia tra i pazienti.
Ma funziona davvero curare il glaucoma con l’erba? Vediamo cosa dice la ricerca.

Glaucoma e marijuana: cos’è il glaucoma?
Il glaucoma è un gruppo di malattie dell’occhio che danneggiano il nervio ottico, quello che porta le informazioni visive dall’occhio al cervello. Senza questo nervio in salute non vedi bene. Il danno è spesso legato a una pressione alta negli occhi, anche se il glaucoma può presentarsi pure con la pressione normale.
Può arrivare a qualsiasi età, ma è più frequente negli anziani: è una delle cause principali di cecità dopo i 60 anni. Molte forme di glaucoma non danno segnali d’allarme, e il peggioramento è così lento che puoi non accorgerti di niente finché la malattia non è già avanzata.
Per questo i controlli periodici dall’oculista, compresa la misurazione della pressione oculare, sono fondamentali. Se il glaucoma si scopre presto, la perdita della vista si può ridurre o evitare. Chi ce l’ha già deve curarlo e tenerlo sotto controllo per tutta la vita.
La marijuana fa bene al glaucoma?
Il glaucoma e gli altri problemi agli occhi non si curano in modo efficace con la cannabis né con i suoi derivati, CBD compreso. Il motivo principale è semplice: per trattare bene il glaucoma la pressione oculare va tenuta sotto controllo 24 ore su 24, e con la marijuana non è fattibile.
Per abbassare la pressione dell’occhio in modo significativo e tenerla bassa, dovresti assumere tra 18 e 20 mg di THC da sei a otto volte al giorno, tutti i giorni.
Una dose di cannabis così alta ti cambierebbe di brutto l’umore e la lucidità e, se la fumi, ti rovinerebbe i polmoni. In più non potresti guidare, usare macchinari né fare tante cose normali della giornata. Per non parlare di quanto costa farsi ogni tre o quattro ore: una spesa che la maggior parte dei pazienti non si potrebbe permettere.
La marijuana ha effetti sulla vista?
Non è ancora chiaro come la cannabis agisca sulla pressione oculare e sul glaucoma. È possibile che un uso prolungato danneggi gli occhi o peggiori la vista in alcuni pazienti.
Quello che è chiaro è che la pressione alta non è l’unica cosa che rovina il nervio ottico. Anche un flusso di sangue scarso lo può danneggiare. Ed è qui che sta il problema: la marijuana non abbassa solo la pressione dell’occhio, abbassa anche la pressione arteriosa in tutto il corpo.
Può quindi ridurre il sangue che arriva al nervio ottico, e in pratica annullare il vantaggio di avere la pressione oculare più bassa.
Finché non ci saranno altre ricerche, l’American Academy of Ophthalmology, la principale società di oculisti degli Stati Uniti, non raccomanda la marijuana né altri prodotti a base di cannabis per curare il glaucoma. L’American Glaucoma Society è d’accordo.
Marijuana e glaucoma: una storia che va avanti da decenni
Con la legalizzazione della marijuana per uso medico e ricreativo in diversi stati degli Stati Uniti e in Canada, si parla molto di più dei suoi possibili usi per la salute.
Già negli anni ’70 e ’80 alcune ricerche avevano misurato un calo della pressione intraoculare per tre o quattro ore dopo aver fumato cannabis o preso THC in pillola o per iniezione.
Però occhio: anche l’alcol abbassa la pressione dell’occhio per circa un’ora dopo un bicchiere, e nessun medico ti direbbe di bere ogni ora per curare il glaucoma. Ci sono tante altre terapie efficaci che non hanno gli effetti collaterali dell’alcol.
E allora, che prove ci sono che la marijuana serva per il glaucoma?
Diversi studi hanno provato il THC in collirio, in pillola e fumato. Il collirio bruciava e irritava gli occhi, e la pressione intraoculare non scendeva. Nemmeno un preparato di THC sublinguale (da tenere sotto la lingua) ha abbassato la pressione.
In un altro studio a pazienti con glaucoma sono state date pillole e sigarette con THC. Nel giro di nove mesi tutti hanno chiesto di interrompere la terapia per colpa degli effetti collaterali.

E il CBD può aiutare con il glaucoma?
Il CBD, un derivato della cannabis che non sballa, ha avuto tanta attenzione. Ma come per la cannabis fumata o mangiata, non ci sono ricerche conclusive che dimostrino che funzioni contro il glaucoma.
Anzi, uno studio recente ha visto che il CBD può alzare la pressione intraoculare, e quindi potrebbe peggiorare il glaucoma.
I ricercatori stanno studiando se i principi attivi della marijuana possano diventare una terapia per il glaucoma. Se si riuscisse a isolare gli effetti dei composti della cannabis, farli durare di più e togliere gli effetti collaterali, in futuro potrebbero nascere trattamenti nuovi.
Ma per arrivarci serve tanta altra ricerca, e mancano ancora anni.
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