Marijuana gourmet: cos’è l’alta cucina alla cannabis
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Marijuana gourmet: cos’è l’alta cucina alla cannabis

Dalle cene private di Cannabic Gourmet in Colombia ai brownie fatti in casa: come funziona la cucina con l’erba quando la si prende sul serio.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

La marijuana gourmet è la cucina alla cannabis fatta da chef: piatti curati, dove l’erba, già decarbossilata e sciolta in grassi come burro o olio, accompagna i sapori invece di coprirli. Negli ultimi anni la cannabis è uscita dal mondo della cosmesi e della salute e si è presa un posto in cucina, con ricette che conquistano sempre più gente.

In Canada e negli Stati Uniti ci sono già caffè e ristoranti con chef specializzati che propongono piatti alla cannabis di ogni tipo.

Anche l’America Latina segue la tendenza, anche se lì spesso si lavora ancora di nascosto, per via delle restrizioni legali che resistono in tanti paesi.

Nonostante gli ostacoli legali, questa cucina continua a crescere. Secondo chi la porta avanti, il cibo con la marijuana non serve solo a sballarsi: è un’esperienza dei sensi centrata sul benessere, e per gli appassionati della zona è un’opzione che attira parecchio.

Pianta di cannabis il giorno del trapianto

Cosa vuol dire cucinare con la cannabis

Entrare nel mondo della cucina alla cannabis non è solo buttare qualcosa in padella: c’è un passaggio delicato e decisivo. Prima di finire nel piatto, la pianta deve essere decarbossilata, così il tetraidrocannabinolo (THC) si attiva e fa effetto. In pratica si usa la pianta essiccata e la si scalda, per far partire una reazione chimica fondamentale.

Una volta mangiati, i piatti alla cannabis danno un rilassamento che prende corpo e testa. Cambiano il modo in cui senti i suoni e lo spazio, il tempo sembra fermarsi e la memoria fa i capricci. L’effetto ci mette di più ad arrivare, ma può durare fino al doppio rispetto a una canna.

Il punto è tutto nella quantità e nella concentrazione della dose, e in quanto sei sensibile. A seconda di questi fattori, gli edibili possono anche farti venire ansia, panico e stress, con la voglia disperata che l’effetto passi in fretta. Prenderla male con un biscotto è più facile di quanto pensi.

Alta cucina alla cannabis: il caso Cannabic Gourmet in Colombia

Cannabic Gourmet, un progetto pioniere in Colombia, propone banchetti in cui la marijuana è la protagonista assoluta. Quando ne abbiamo parlato era attivo da quasi due anni e piaceva parecchio sia ai turisti stranieri sia alla gente del posto, con pranzi e cene per eventi privati. Gli eventi prevedono antipasti, bevande, piatti principali e dolci, il tutto accompagnato da musica e spettacoli visivi per un’esperienza dei sensi a tutto tondo.

Il menù di Cannabic Gourmet è vario e invitante: salse, dip, tapas, nachos, crocchette, lasagne, melanzane ripiene, fino a insalate, budini e torte. Ogni piatto è studiato con cura e usa la marijuana in modo creativo, per esaltare i sapori e l’esperienza nel suo insieme.

Gli obiettivi di chi cucina con la cannabis

Uno degli obiettivi principali di Cannabic Gourmet è educare chi si siede a tavola. La cannabis è sempre più accettata, ma c’è ancora tanta gente che non sa come funziona né come si usa in cucina. Per loro è importante far circolare informazione sulla cannabis, sia sugli usi medicinali sia su quelli ricreativi.

Cannabic Gourmet distingue due tipi di clienti: chi cerca un uso ricreativo e chi cerca benefici per la salute. Secondo loro, entrambi possono avere effetti positivi sul benessere generale, come meno stress e un po’ di sollievo da dolori e ansia.

Per un’esperienza sicura e piacevole, Cannabic Gourmet dà qualche consiglio preciso. Ai principianti dice di andarci piano e partire con dosi moderate, per capire come reagisce il proprio corpo. Suggerisce varietà sativa per risvegliare i sensi e propone di usare semi e rametti, che di solito hanno una concentrazione molto più bassa rispetto ai fiori.

Insistono anche sul fatto che la marijuana usata in cucina deve arrivare da una coltivazione sicura, del tutto naturale e senza pesticidi né prodotti chimici. Visto che i cannabinoidi si sciolgono nei grassi, consigliano di scioglierla in olio, burro, strutto o anche in dolci e polpe di certi frutti, così si distribuisce in modo uniforme e funziona come deve. Con il loro approccio innovativo ed educativo, quelli di Cannabic Gourmet continuano a spingere più in là i limiti della cucina alla cannabis in Colombia.

Brownie alla cannabis

Cucinare con la marijuana: le regole di Cannabic Gourmet

La regola numero uno di Cannabic Gourmet è che la cannabis, in qualunque forma finisca nel piatto, non deve rovinare il sapore del cibo. Per questi cuochi, quando prepari piatti gourmet con la cannabis la pianta deve farsi notare arricchendo colori, sapori e consistenze, senza mai oscurarli.

Per Cannabic Gourmet, mettere la marijuana nel cibo serve a stimolare i sensi: chi mangia sente in modo più intenso profumo, sapore e consistenza di ogni piatto, e alla fine si alza da tavola soddisfatto in pieno.

Il team di Cannabic Gourmet sostiene che mangiare la cannabis sia meglio che fumarla: ti godi un buon pasto e intanto approfitti di quello che la pianta ha da offrire. Secondo loro, in questo modo si accendono tutti i sensi e arriva una sensazione di armonia e benessere.

Nella visione di Cannabic Gourmet, portare la cannabis nell’alta cucina è un’arte che rende il pasto più ricco: non solo una goduria per il palato, ma uno stimolo per tutti i sensi che alza il livello della gastronomia alla cannabis.

«Benessere per corpo e anima»: un progetto con la cannabis dal taglio terapeutico

Daniel e Roberto hanno messo in piedi la loro attività con la marijuana in piena pandemia. Il successo è arrivato in fretta, grazie a brownie e biscotti alle mandorle alla cannabis preparati con amore dalla mamma di Daniel. In un’intervista Roberto spiega il cuore del progetto: un consumo responsabile, pensato per stare meglio a 360 gradi.

Roberto, 31 anni, ha notato che sempre più persone si avvicinano alla cucina con la marijuana
per alleviare i sintomi legati a malattie come il cancro e l’artrite reumatoide, e anche per stress, ansia, depressione e insonnia. La stessa mamma di Daniel usava il cannabidiolo (CBD), un altro componente della marijuana, per gestire gli effetti collaterali della chemioterapia durante la cura contro il cancro.

L’attività va avanti nei ritagli di tempo: cucinano, confezionano e consegnano gli ordini, e intanto gestiscono il profilo Instagram, il loro canale principale per farsi conoscere. Lì condividono informazioni per smontare i pregiudizi sulle ricette alla cannabis e aiutano i clienti a vivere bene l’esperienza con gli edibili e a trovare la dose giusta.

Nonostante il rischio legale, Daniel e Roberto pensano che il loro progetto non dia solo prodotti di qualità, buoni e ben presentati, ma apra anche un dialogo informato sull’uso ricreativo, terapeutico e medico della marijuana. Con coraggio, vogliono contribuire a una società più aperta e capace di capire cosa può offrire la pianta.