La marijuana alza o abbassa la pressione? Cosa sappiamo davvero
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La marijuana alza o abbassa la pressione? Cosa sappiamo davvero

Picco subito dopo la canna, calo qualche ora più tardi e studi a lungo termine che non tornano: il punto su cannabis e ipertensione.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

La marijuana può far salire la pressione per un po’ subito dopo il consumo, soprattutto in chi la usa di rado, e in alcuni casi abbassarla qualche ora dopo; nei consumatori abituali questo effetto tende a sparire. Sugli effetti a lungo termine gli studi sono pochi e contrastanti, e non c’è niente che giustifichi usarla per curare l’ipertensione: chi ha la pressione alta deve andarci con cautela. È una domanda che si fanno in tanti, soprattutto i pazienti che pensano alla cannabis come opzione terapeutica e si preoccupano dei possibili effetti collaterali.

In un paese come gli Stati Uniti, dove l’ipertensione è tra i problemi di salute più diffusi, la domanda «la marijuana alza o abbassa la pressione?» pesa parecchio. Però la risposta non è così semplice come sembra.

Cos’è la pressione arteriosa e come si misura?

La pressione arteriosa è la forza che esercita il sangue mentre scorre nel sistema cardiovascolare, portando ossigeno ed energia in tutto il corpo. Si misura con due numeri: la pressione sistolica, cioè la pressione nelle arterie quando il cuore batte, e la diastolica, cioè la pressione tra un battito e l’altro.

I valori normali sono sotto i 120/80 mm Hg. Se la pressione sale, può arrivare a valori elevati (120-129 di sistolica con meno di 80 di diastolica), poi allo stadio 1 di pressione alta (130-139 di sistolica o 80-89 di diastolica) e infine allo stadio 2 (140/90 mm Hg o più), cioè l’ipertensione vera e propria. Sopra i 180/120 mm Hg serve assistenza medica immediata.

Marijuana e pressione: cosa succede con l’ipertensione?

L’effetto della marijuana sulla pressione è oggetto di parecchia ricerca. Ma gli effetti della cannabis su questo fronte possono cambiare molto in base a diversi fattori.

Per capire meglio come la marijuana interagisce con il corpo bisogna guardare il suo rapporto con il sistema endocannabinoide (SEC). Questo sistema, fatto di recettori, neurotrasmettitori ed enzimi, ha un ruolo fondamentale in tantissime funzioni fisiche e mentali, compreso il controllo cardiovascolare.

Negli studi sugli animali si è visto un calo della pressione in gatti ipertesi dopo aver ricevuto THC. Questo però non vuol dire che chi ha l’ipertensione cronica debba buttarsi sulla cannabis, perché modi di somministrazione e composti in gioco possono essere molto diversi.

La marijuana alza o abbassa la pressione? Cosa dicono gli altri studi

Alcuni studi suggeriscono che il consumo occasionale possa far salire la pressione per un po’, ma questa reazione sembra sparire nei consumatori abituali.

Altri ricercatori, invece, hanno visto un aumento moderato della sistolica dopo il consumo di cannabis, senza effetti sulla diastolica.

Ci sono poi studi sull’uomo che hanno esplorato se la marijuana possa abbassare la pressione nel breve periodo, soprattutto negli anziani. Alcuni risultati suggeriscono un calo della pressione dopo qualche ora, ma serve altra ricerca per capire bene questi effetti e cosa significano.

Ricapitolando: la marijuana può avere un effetto vasodilatatore immediato, che può abbassare la pressione per un po’, ma serve ancora molta ricerca per capire il suo impatto sull’ipertensione e se abbia senso come possibile trattamento.

Marijuana e pressione: gli effetti a lungo termine

Gli studi che seguono le persone nel tempo su cannabis e ipertensione sono pochi, e quelli che ci sono non sono riusciti a separare il consumo di marijuana da altri fattori che possono pesare sulla pressione. Per esempio, chi fuma cannabis spesso fuma anche tabacco, che fa notoriamente male alla pressione e al cuore.

Uno studio della Georgia State University (Yankey e colleghi, 2017), durato diversi anni e con 1.213 partecipanti, ha trovato che chi consumava marijuana aveva un rischio più alto di morire di ipertensione e malattie cardiache rispetto a chi non la consumava. Gli stessi ricercatori però hanno ammesso che è stato difficile tenere conto di altri fattori.

Canna appena girata

In più, lo studio considerava «consumatori» tutti quelli che avevano ammesso di aver fumato marijuana almeno una volta, senza distinguere tra chi fuma ogni tanto e chi fuma tutti i giorni.

Altri studi su marijuana e pressione

Uno studio più recente, del 2019, ha concluso che gli effetti della cannabis sul sistema cardiovascolare sono preoccupanti, e ha individuato diversi impatti negativi del consumo di marijuana su cuore e vasi.

Una ricerca del 2002 sottolinea che gli effetti della marijuana sulla pressione potrebbero essere diversi negli animali e nell’uomo. In alcuni animali sembra causare ipotensione (cioè un calo della pressione), ma non è chiaro se questi risultati valgano anche per noi.

I dati di oggi non giustificano l’uso della marijuana per curare l’ipertensione, ma va detto che molti studi non sono riusciti a isolare bene la marijuana come unica causa degli effetti osservati.

Inoltre, la maggior parte degli studi guarda alla marijuana nel suo insieme, senza distinguere gli effetti dei singoli cannabinoidi.

Fumare marijuana abbassa la pressione? Ecco come stanno le cose

Il rapporto tra marijuana e pressione non è ancora del tutto chiaro. Però, in base a quello che sappiamo, chi soffre di ipertensione dovrebbe andarci cauto con la cannabis. Ci sono indizi che la marijuana possa peggiorare il problema invece di migliorarlo, soprattutto se fumata con il tabacco.

In certi casi, per esempio quando la pressione alta è legata a fattori come lo stress, la cannabis potrebbe avere effetti diversi. Ricordati comunque che ognuno reagisce alla cannabis a modo suo.

E attenzione: anche se la marijuana aiutasse ad abbassare la pressione, curerebbe solo il sintomo e non la causa. Se il problema principale è lo stress, la cosa fondamentale è affrontarlo e ridurlo, non affidarsi solo alla cannabis.

CBD e pressione bassa

Il CBD (cannabidiolo) isolato apre invece un’altra prospettiva. Uno studio con nove volontari maschi ha valutato se 600 mg di CBD potessero abbassare la pressione.

Il campione è piccolissimo e lo studio ha i suoi limiti, ma apre la strada ad altre ricerche sugli effetti del CBD sulla pressione, che in futuro potrebbero dare risultati più incoraggianti.