La marijuana fa male alla vista e al cervello? Cosa dicono gli studi
Acutezza, contrasto e messa a fuoco peggiorano da fatti anche se non te ne accorgi; e sul cervello il punto critico è l’adolescenza.
Da fatto, la marijuana peggiora per qualche ora la vista (nitidezza, contrasto, visione in 3D, messa a fuoco e sensibilità all’abbagliamento) anche se quasi nessuno se ne accorge, e sul cervello altera memoria, tempo percepito e coordinazione. A lungo termine il rischio maggiore riguarda chi comincia da adolescente. Il THC, il principale composto psicoattivo della cannabis, agisce sul sistema endocannabinoide e cambia il modo in cui il cervello elabora quello che arriva da tutti e cinque i sensi.
Gli effetti cambiano parecchio da persona a persona, a seconda della dose, della varietà e della tolleranza. Capire come l’erba agisce sui sensi aiuta ad avere un quadro più completo del suo impatto sull’esperienza di chi la usa, e anche dei suoi possibili usi terapeutici.

Marijuana e cervello: gli effetti a breve e a lungo termine
La marijuana influisce sul cervello sia a breve sia a lungo termine, alterandone il funzionamento e lo sviluppo.
Effetti a breve termine
Quando consumi marijuana, il THC passa in fretta nel sangue e arriva al cervello e agli altri organi. Se la fumi, gli effetti si sentono dopo pochi minuti (se la mangi, dopo 30-60 minuti o anche di più) e portano una serie di alterazioni dei sensi e del pensiero. Tra queste:
- Sensi alterati, per esempio colori più intensi.
- Percezione del tempo diversa.
- Sbalzi d’umore.
- Movimenti più difficili da coordinare.
- Fatica a risolvere problemi e a ragionare.
- Vuoti di memoria.
- Possibili allucinazioni e deliri a dosi alte.
- Rischio di psicosi con l’uso regolare di erba molto potente.
Effetti della marijuana a lungo termine
La marijuana può incidere anche sullo sviluppo del cervello, soprattutto se cominci da adolescente. In quella fase delicata può interferire con il ragionamento, la memoria e le funzioni cognitive, e con la formazione delle connessioni tra neuroni che servono a queste funzioni.
Alcuni studi hanno trovato che l’uso prolungato dall’adolescenza fino ai primi anni da adulti può essere associato a un calo importante del quoziente intellettivo.
Cosa dicono gli studi sugli effetti del fumare marijuana?
Per esempio, alcune ricerche hanno osservato che chi aveva fumato da adolescente mostrava un calo del QI che restava anche dopo aver smesso.
Gli studi sui gemelli, però, suggeriscono che quel calo potrebbe dipendere anche da fattori genetici o ambientali in comune, oltre che dalla marijuana.
Lo studio «Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD)» del NIDA, l’istituto nazionale statunitense sull’abuso di droghe, sta facendo luce su come la marijuana e altre sostanze influiscono sullo sviluppo del cervello degli adolescenti, per capire meglio gli effetti a lungo termine.
Come agisce la marijuana sulla vista?
Uno degli effetti più evidenti della cannabis sono gli occhi rossi, dovuti alla dilatazione dei vasi sanguigni causata dal THC.
Questo lo sanno tutti, ma si stanno ancora studiando altri effetti che l’erba potrebbe avere sulla vista, come cambiamenti nella visione periferica, nella pressione dell’occhio e nell’elaborazione delle immagini.
Cosa dicono gli studi: la marijuana peggiora la vista?
Uno studio pubblicato su Scientific Reports, del gruppo Nature, ha voluto misurare questi effetti visivi e confrontarli con quello che percepiscono i consumatori. I ricercatori hanno fatto un esame della vista completo a 31 consumatori di marijuana, prima e dopo aver fumato.
Hanno anche chiesto ai partecipanti come percepivano la propria vista dopo il consumo.
Dai risultati è emerso che, dopo aver fumato, diversi aspetti della vista peggioravano in modo significativo: l’acutezza visiva, la sensibilità al contrasto, la visione tridimensionale (stereopsi), la capacità di mettere a fuoco e la sensibilità all’abbagliamento.
Eppure il 30% dei partecipanti ha detto che la sua vista non era cambiata, e il 65% che era peggiorata solo un pochino.
Conclusioni: fumare marijuana fa male alla vista?
Gli autori hanno sottolineato quanto sia importante far conoscere questi possibili effetti negativi sulla vista, perché possono essere un rischio nelle attività di tutti i giorni.
Il fatto che chi fuma non si accorga di questi cali della vista dimostra che servono campagne di informazione sui possibili pericoli legati al consumo di marijuana.
Che effetti ha la marijuana sulla motivazione e sulla salute mentale?
La cannabis non tocca solo la percezione e il pensiero, ma anche la motivazione e la salute mentale.
Ricerche precedenti suggeriscono che possa agire sui circuiti cerebrali della ricompensa e della motivazione, e quindi farti venire meno voglia di studiare o lavorare e farti sentire meno soddisfatto dei tuoi risultati.
Effetti collaterali della marijuana: altri studi
In uno studio recente, i ricercatori hanno usato un compito durante una scansione del cervello per vedere come la cannabis cambia la risposta alle ricompense. Durante il compito i partecipanti guardavano quadrati blu e arancioni e potevano vincere dei soldi rispondendo correttamente a quelli arancioni.
Concentrandosi sullo striato ventrale, una zona chiave del sistema di ricompensa del cervello, hanno osservato effetti leggeri della cannabis sulla risposta alle ricompense. Va detto che i partecipanti erano consumatori moderati, quindi negli utilizzatori cronici gli effetti potrebbero essere più marcati.

Ci sono anche prove che il consumo di cannabis possa essere legato a problemi di salute mentale. Alcuni lavori lo hanno associato all’anedonia (l’incapacità di provare piacere) negli adolescenti, anche se uno studio dell’Università di Cambridge del 2022 non ha trovato più anedonia negli adolescenti che fumano rispetto a quelli che non fumano.
Questi risultati mostrano quanto sia importante capire gli effetti della cannabis sulla motivazione e sulla salute mentale, soprattutto in chi la usa spesso, e quanto serva altra ricerca per informare bene sui rischi.
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