Mircene: cos’è e in quali piante lo trovi, dal mango al luppolo
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Mircene: cos’è e in quali piante lo trovi, dal mango al luppolo

Il terpene terroso che senti nella cima, nel mango maturo e nella birra: cos’è, dove sta e cosa si sa davvero dei suoi effetti.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Il mircene è un terpene, cioè una delle molecole aromatiche che danno odore e sapore alle piante: profuma di terra, muschio e frutta tropicale ed è uno dei più abbondanti nella cannabis. Lo trovi anche in tante altre piante, dal luppolo al mango, dal timo all’origano alla citronella. Oltre all’aroma, gli si attribuiscono possibili effetti rilassanti e antinfiammatori, studiati soprattutto in laboratorio e sugli animali.

Capire cos’è il mircene e dove si nasconde serve a leggere meglio una varietà: perché una cima sa di terra e frutta, perché certe genetiche ti mettono sul divano e perché questo terpene interessa a chi fa erboristeria, aromaterapia e perfino profumi.

A cosa serve il mircene: usi e possibili benefici

Il mircene è presente in parecchie piante, cannabis compresa, e ha una serie di proprietà che lo hanno reso famoso tra erboristeria e aromaterapia. Le principali su cui si sta facendo ricerca sono queste:

  1. Antidolorifico e rilassante:
    Alcuni studi, soprattutto sugli animali, suggeriscono che il mircene abbia un effetto analgesico. Viene anche descritto come rilassante e sedativo, ed è per questo che interessa a chi cerca qualcosa contro l’ansia e la tensione muscolare.
  2. Antinfiammatorio:
    Le prime ricerche indicano che il mircene potrebbe frenare l’infiammazione interferendo con le prostaglandine, le sostanze che il corpo usa per «accendere» la risposta infiammatoria. È un filone promettente, ma non una terapia: i dati vengono quasi tutti da laboratorio e animali.
  3. Più cannabinoidi al cervello?
    Si dice spesso che il mircene renda più permeabile la barriera ematoencefalica e aiuti THC e CBD ad arrivare al cervello. Se fosse così, potenzierebbe l’effetto dei cannabinoidi e sarebbe un pezzo chiave della sinergia tra terpeni e cannabinoidi. Occhio però: è un’ipotesi molto citata, non un fatto dimostrato.

Visto che il mircene c’è in tantissime varietà di cannabis, contribuisce parecchio all’aroma e al carattere della pianta, e conta sia per chi la usa a scopo terapeutico sia per chi fuma per piacere.

Com’è fatto il mircene: struttura e caratteristiche

Il mircene è un monoterpene presente in tante piante, marijuana compresa, e la sua struttura chimica spiega buona parte delle sue proprietà.

La formula chimica

È formato da due unità di isoprene, per un totale di 10 atomi di carbonio (C10H16). È la struttura tipica dei monoterpeni, i terpeni più leggeri e volatili, quelli che senti per primi quando apri un barattolo.

Le proprietà fisiche

Il mircene è volatile ed evapora intorno ai 166 °C. Allo stato naturale è un liquido oleoso giallino. Non si scioglie in acqua, e proprio per questo si presta bene a estratti ed essenze.

Dove sta il mircene nella pianta di cannabis

Nella marijuana il mircene si concentra nei tricomi ghiandolari, le piccole ghiandole di resina che producono e conservano i composti aromatici della pianta. Come gli altri terpeni, aiuta la pianta a difendersi da insetti e agenti esterni e partecipa ad alcuni processi del suo metabolismo.

Che profumo ha e in quali piante si trova

Il mircene dà note che vanno dal muschiato e terroso fino all’agrumato, con sfumature di frutta tropicale. Oltre che nella Cannabis sativa L., lo trovi in citronella (la «hierba luisa» dei sudamericani), luppolo, mango, cardamomo, origano e timo.

Effetti del mircene nella cannabis: cosa sappiamo

Il mircene è presente in tante varietà di cannabis ed è legato a una serie di effetti che interessano sia chi fuma per piacere sia chi la usa come terapia. Vale la pena capire come lavora insieme agli altri composti della pianta.

Rilassante e sedativo

In concentrazioni alte il mircene viene associato a un effetto rilassante e sedativo. Infatti di solito abbonda nelle indica, quelle famose per la botta da divano. Ma lo trovi anche in molte sativa, dove si mescola con altri terpeni e cannabinoidi e il risultato finale può essere tutt’altro che calmo.

Il lavoro di squadra con i cannabinoidi

Quando il mircene si combina con cannabinoidi come il THC o il CBD, si parla di effetto entourage: l’idea è che i composti della pianta funzionino meglio insieme che da soli. Si dice anche che il mircene faciliti il legame dei cannabinoidi con i loro recettori, ma su questo le prove sono ancora poche.

Membrane cellulari più permeabili

Alcuni studi suggeriscono che il mircene renda più permeabili le membrane delle cellule. Una delle conseguenze ipotizzate è che il THC si leghi più facilmente al recettore CB1, il che potrebbe rendere più intenso l’effetto psicoattivo.

Per chi fuma per svago vorrebbe dire una botta più piena; per chi la usa come terapia, forse un sollievo maggiore dai sintomi. Il condizionale è d’obbligo.

Mircene e tipo di effetto

Secondo Steep Hill Labs, un laboratorio californiano, ci sarebbe un legame tra quantità di mircene ed effetto: sopra lo 0,5 % la varietà tenderebbe a dare un effetto più «indica», sotto quella soglia uno più «sativa». È una loro osservazione, non una regola accettata da tutti.

Tirando le somme: il mircene pesa parecchio su come vivi una varietà, sia a livello fisico sia di testa. Se scegli l’erba in base all’effetto che cerchi, è uno dei terpeni da tenere d’occhio.