
Mutazioni della cannabis: le piante più strane (e una bufala)
Piante gemelle, albine, giganti e con rami che mettono radici. Più una storia virale da prendere con le pinze.
Le mutazioni più conosciute della cannabis sono la ducksfoot (foglie palmate come zampe d’anatra), le piante albine e variegate, la fillotassi verticillata (tre o più foglie per nodo), le poliploidi «giganti», le piante rampicanti con rami che mettono radici, le cime che spuntano dalle foglie e le piantine gemelle nate da un solo seme. Nel mondo vegetale le mutazioni nelle piante sono ovunque, e anche la cannabis ha i suoi casi strani.
La chiave di ogni mutazione sta nascosta lì dove è nata: nel codice genetico della pianta. Il DNA di qualsiasi essere vivente ha segreti profondi e a volte difficili da capire e studiare, ed è per questo che i ricercatori continuano a scavarci dentro.
Dalle piante gemelle a quelle albine, fino a quelle con forme che ricordano animali, abbiamo messo insieme una lista di alcune delle genetiche di cannabis più curiose al mondo. E partiamo dalla stranezza preferita del web, la pianta «sottomarina», che merita un bell’asterisco.
La «pianta di cannabis sottomarina»: dove sarebbe stata trovata?
La storia racconta che nel 2015, in Cile, dei pescatori avrebbero tirato su una pianta acquatica parecchio particolare: una cannabis cresciuta sott’acqua nell’oceano Pacifico. Sempre secondo il racconto, le analisi avrebbero confermato che era cannabis vera.
Un gruppo di pescatori stava facendo il solito lavoro quando, tirando su la rete, avrebbe trovato questo esemplare esotico. Un «Istituto cileno di acquacoltura» l’avrebbe analizzata, dichiarandola Cannabis sativa, e l’avrebbe chiamata «l’amica dei pescatori» in onore di chi l’aveva trovata. Occhio però: non abbiamo trovato nessuna fonte scientifica che lo confermi, e la cannabis è una pianta terrestre che non sopravvive sommersa nell’acqua di mare.
Secondo la storia, gli esperti avrebbero spiegato il fenomeno con acque termali, un gene mutante e il luogo, e la pianta avrebbe avuto perfino fiori con un THC bassissimo ma presente. Prendila per quello che è: una leggenda virale, non botanica.

La cannabis rampicante e i suoi rami a tentacolo
Tra i tipi di piante di cannabis che esistono, c’è questa mutazione genetica che crea piante con rami che si allungano sul terreno come tentacoli, sempre in cerca di un punto a cui aggrapparsi. È conosciuta come «fenotipo rampicante».
Roba strana, eh? Se si stendono su un substrato umido, i rami di queste piante possono radicare e, una volta che si sono fatti il loro apparato radicale, crescono verso l’alto come se fossero piante a sé. Questa mutazione compare solo nelle sativa, con foglie finissime e fusti molto sottili.
Fillotassi verticillata: a caccia di cime grosse
Questo gene mutante si chiama «fillotassi verticillata» e crea piante con tre o più foglie per nodo invece delle solite due. Il risultato sono fenotipi fittissimi e pieni di foglie. Proprio per tutta questa massa di foglie sembrano candidate perfette a rese altissime.
Peccato che, secondo quanto riferiscono i grower, sia uno di quei casi di mutazione in cui il gene dà una percentuale molto alta di maschi. A quanto pare la causa di questa sovrapproduzione di foglie sta nella mutazione di uno o più geni che controllano la crescita della pianta.
Le piante che fanno cime dalle foglie
Tra le mutazioni della cannabis, questa, di origine ancora sconosciuta, fa sviluppare alle piante cime alla base di molte foglie. Chi ha potuto osservare questo strano fenomeno ha notato foglioline e pistilli proprio nel punto dove la foglia si attacca al ramo.
Da tenere presente che i fiori non sono molto grandi e che, a differenza delle cime che conosciamo, che crescono dalle gemme dei nodi, questa nuova generazione di «cime mutanti» può crescere anche nel punto d’unione delle foglioline (le varie «dita» della foglia).
La mutazione poliploide, ovvero i giganti della cannabis
La poliploidia è una mutazione che crea piante con zone ipervigorose. È un’anomalia che si verifica quando la pianta ha più serie di cromosomi delle due tipiche della sua specie.
Di regola questi esemplari sono molto più grandi. Ma non è detto che sia un vantaggio: secondo quanto riportano i grower, non riescono a passare il gigantismo ai figli, né a quelli nati da incroci con piante normali né a quelli nati dall’unione con un altro «mutante».
Lo strano caso delle piante «gemelle»
Quando da un solo seme nascono due piante si parla di semi poliembrionici, cioè un seme che contiene due individui. Succede quando da un ovulo fecondato si sviluppa un embrione mentre, nello stesso momento, un altro embrione si forma dai tessuti dell’organo femminile della pianta. Così una pianta sarà «normale» e l’altra un clone della madre.
Di solito i fusti di queste piantine sono delicatissimi, quindi se provi a separarle prima che il seme si sia disfatto, probabilmente muoiono tutte e due. Quando invece hanno raggiunto una bella altezza (20-25 cm) si possono separare senza problemi, perché sono due piante indipendenti.

La marijuana albina
Se si parla di piante con genetiche spiazzanti, questa è unica: vedi cime bianche su piante che mischiano zone senza colore e parti verdi. Si chiama «variegatura» ed è una mutazione dovuta a una cattiva espressione dei geni che regolano la clorofilla, che dà piante con tratti albini.
Tutto dipende dalla causa dell’albinismo: se viene dal doppio gene albino, la pianta sarà tutta bianca; se invece è dovuto a una cattiva espressione dei geni che regolano la produzione di clorofilla, avrà disegni o zone bianche come la neve, ed è questa ad avere più chance di sopravvivere.
La marijuana «zampa d’anatra»
È la mutazione ducksfoot (zampa d’anatra), chiamata così perché le foglie palmate ricordano le zampe di questo animale. È un’alterazione genetica del genoma classico della cannabis che compare quasi sempre nelle sativa.
Se ne trovi una, il consiglio è di non tenerla: secondo quanto riferiscono i grower, incrociandola con varietà «normali» si ottengono fenotipi palmati in proporzione di tre a uno.

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