
Papà che fuma cannabis: quali rischi per il bebè?
Cosa dicono gli studi sul consumo di cannabis del padre prima del concepimento e su quello della madre in gravidanza, e perché conviene fermarsi per tempo.
Il consumo di cannabis da parte del padre prima del concepimento può avere conseguenze serie sulla salute del bambino. Secondo diverse ricerche recenti, l’erba può peggiorare la qualità dello sperma e, di riflesso, la salute del feto e del neonato. Tra i possibili problemi ci sono il rischio di malformazioni congenite, il basso peso alla nascita e possibili disturbi dello sviluppo nel lungo periodo.
Che problemi può avere un bambino se il padre fuma cannabis?
Uno studio dell’Università di Bradford, in Inghilterra, ha indicato che il consumo di cannabis da parte dell’uomo può incidere in modo significativo sull’embrione. Gli spermatozoi impiegano più di tre mesi per maturare del tutto e possono portarsi dietro residui della sostanza, con dei rischi per lo sviluppo dell’embrione.

Fumo attivo e passivo: perché smettere prima di cercare un figlio
Il consumo di cannabis da parte del padre ha effetti negativi sullo sviluppo dell’embrione. Gli uomini dovrebbero smettere di fumare almeno tre mesi prima di provare a concepire, perché è il tempo che serve agli spermatozoi per svilupparsi completamente.
La cannabis contiene sostanze teratogene?
La genetista Gilda Mayén Molina, responsabile dell’Unità di Genetica dell’Hospital Ángeles Lomas, in Messico, sostiene che la cannabis contiene agenti teratogeni, cioè sostanze che possono causare malformazioni congenite.
Per questo si raccomanda agli uomini di evitare il consumo di cannabis almeno tre mesi prima del concepimento, e alle donne almeno sei mesi prima. Gli studi sugli animali hanno mostrato che il consumo paterno di cannabis può incidere su fecondazione, impianto ed embriogenesi.
Se il padre fa uso di sostanze, il bambino ne può risentire
Se state cercando una gravidanza, è fondamentale pianificarla in coppia ed evitare la cannabis se non usate metodi contraccettivi affidabili.
Effetti a lungo termine e studi sui neonati
Anche se la ricerca sugli effetti della cannabis cresce di continuo, i suoi effetti a lungo termine non sono ancora del tutto chiari, soprattutto sui neonati e durante l’infanzia.
Si è però osservato che il consumo paterno di cannabis può causare alterazioni epigenetiche nel sistema nervoso, capaci di riprogrammare il funzionamento dei neuroni e di passare alle generazioni successive, coinvolgendo non solo i figli ma anche nipoti e pronipoti.
In sintesi: cosa dicono gli studi
Le evidenze scientifiche sottolineano quanto sia importante evitare la cannabis prima del concepimento, per i possibili rischi sullo sviluppo dell’embrione e sulla salute a lungo termine delle generazioni future. Le coppie che pensano di avere figli dovrebbero prendere sul serio questi risultati e fare il necessario per ridurre al minimo i rischi.
Cannabis in gravidanza: rischi e raccomandazioni
Il consumo di cannabis in gravidanza può avere conseguenze serie sullo sviluppo del feto e sulla salute del neonato. Secondo l’esperta di genetica medica, l’uso di cannabis in gravidanza è stato associato a complicazioni come parto prematuro, ritardo di crescita intrauterino e perfino cardiopatie gravi.
Quali rischi corre il bambino se la madre fuma in gravidanza?
Usare cannabis durante la gestazione può portare a diversi problemi di salute per il bambino. La specialista in genetica medica avverte che le donne che ne fanno uso rischiano di partorire prima del tempo e di avere bambini sottopeso. Sono stati segnalati anche casi di gravi malattie cardiache nei neonati.

Cannabis contro la nausea in gravidanza?
Lo psichiatra César Velasco Téllez, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dell’Instituto Nacional de Perinatología (INPer) del Messico, fa notare che molte donne incinte usano la cannabis per alleviare la nausea.
È però un uso sconsigliato, per gli effetti negativi che può avere. Velasco Téllez sottolinea che la cannabis in gravidanza può incidere sulla salute neurologica del neonato, con disturbi del comportamento e problemi emotivi durante l’infanzia.
Alternative sicure per la nausea
Entrambi gli esperti concordano: le donne incinte devono rivolgersi al proprio medico per trovare soluzioni sicure contro la nausea. La cannabis non dovrebbe mai essere un’opzione, per i rischi che comporta sia per la madre che per il feto.
Come incidono le altre sostanze sullo sviluppo del feto
Oltre alla cannabis, anche altre sostanze possono incidere sullo sviluppo dell’embrione e del feto. Sono legate a parti prematuri, basso peso alla nascita e sofferenza fetale. Possono anche avere effetti negativi sul cervello del bambino in formazione, simili a quelli che hanno sul cervello di chi le consuma da adulto.
La cannabis in gravidanza comporta rischi importanti per la salute del bambino. Le donne incinte dovrebbero evitarla e cercare alternative sicure per la nausea e gli altri disturbi della gravidanza. La salute del bambino che sta crescendo viene prima di tutto, e la cannabis non va considerata un’opzione praticabile.
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