Pianta di cannabis annaffiata troppo: come salvarla
COLTIVAZIONE

Pianta di cannabis annaffiata troppo: come salvarla

Foglie gialle e pianta afflosciata subito dopo l’acqua: come riconoscere l’eccesso d’irrigazione, recuperare le radici con gli enzimi e annaffiare giusto d’ora in poi.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Per salvare una pianta di cannabis annaffiata troppo, smetti di dare acqua e lascia asciugare del tutto il terriccio, anche un paio di giorni, poi al giro dopo usa gli enzimi per ripulire le radici morte e riparti con poca acqua, data piano. Se ti succede spesso, passa a un substrato con perlite che dreni meglio. L’eccesso d’acqua è uno dei problemi più frequenti per chi è alle prime armi e può far marcire le radici.

Risolverlo è fondamentale per non fare danni seri alle piante. Annaffiare sembra una cosa semplice, prendi l’annaffiatoio e via, ma in realtà richiede cura e attenzione.

Per questo qui ti spieghiamo come rimediare all’eccesso d’acqua nelle piante di marijuana, con le informazioni che ti servono per evitarlo e tenere sana la coltivazione.

Cosa succede se annaffi troppo la cannabis

Annaffiare troppo può essere un problema serio, soprattutto quando le piante non sono ancora nella fase di crescita vigorosa. L’acqua in eccesso si accumula sul fondo del vaso, crea ristagni e fa marcire le radici.

È un disastro soprattutto per le piante piccole, perché può bloccarne la crescita: restano rachitiche e alla fine producono molto meno. Indoor può portare a una crescita disomogenea, con le piante più grandi che tolgono luce alle più piccole e allargano ancora di più la differenza.

Le radici sono una parte fondamentale della pianta di marijuana: la ancorano al terreno e le danno da mangiare in ogni fase della crescita.

Assorbono nutrienti e ossigeno, essenziali per uno sviluppo sano. Ma troppa acqua le soffoca e crea blocchi che mettono a rischio la salute di tutta la pianta.

I sintomi di troppa acqua

Per accorgerti che stai annaffiando troppo devi guardare bene le piante. Uno dei primi segnali è che la pianta si affloscia poco dopo l’annaffiatura, perché le radici sono bloccate.

Un altro sintomo comune è lo scolorimento delle foglie, che diventano giallognole. Il giallo è il segnale che l’eccesso d’acqua va avanti da un po’ e può portare a guai seri: un raccolto molto più scarso, un ritardo pesante nello sviluppo o perfino la perdita di tutta la coltivazione.

Come curare una pianta di marijuana: non esagerare con l’acqua

Per evitare i problemi da eccesso di irrigazione, conviene partire con pochissima acqua, tipo un bicchiere. Man mano che la pianta cresce e assorbe di più, puoi aumentare poco alla volta.

Così le radici si sviluppano in modo naturale e in profondità, la crescita è più vigorosa e la pianta assorbe meglio. Seguendo queste regole avrai un apparato radicale forte e sano, e quindi piante più grandi e un raccolto migliore.

Come recuperare una pianta di marijuana con troppa acqua

L’eccesso d’acqua è uno dei problemi più comuni e dannosi per la marijuana, soprattutto quando si ripete. Se hai annaffiato troppo, devi intervenire per recuperare le piante ed evitare danni a lungo termine. Ecco come fare.

Gli enzimi per recuperare le radici

Quando le piante sono già belle grandi, un’annaffiatura di troppo può non essere così grave, purché non capiti spesso. Se hai esagerato, la prima cosa da fare è lasciare asciugare del tutto il terriccio prima di annaffiare di nuovo, e possono volerci un paio di giorni. L’acqua ferma sul fondo del vaso può far marcire le radici, un problema serio che può fare molto male alla pianta.

In questo caso conviene usare gli enzimi all’annaffiatura successiva. Gli enzimi sono molecole che accelerano le reazioni chimiche, come la decomposizione delle radici danneggiate in zuccheri che poi la pianta assorbe.

Questo aiuta a eliminare le radici morte e a fare spazio a radici nuove e sane. Un prodotto consigliato è Pure Zym di Plagron, che facilita il processo e aiuta ad avere un apparato radicale forte e sano.

L’importanza del substrato giusto

La scelta del substrato è fondamentale per la salute delle tue piante. Un buon substrato deve trattenere abbastanza acqua ma anche drenare bene, per evitare ristagni.

Meglio usare substrati con perlite, un materiale che migliora il drenaggio e impedisce all’acqua di accumularsi. Anche i mix di torba e muschi naturali vanno bene, perché assorbono l’acqua nel modo giusto e danno i nutrienti essenziali per la crescita.

Prodotti come Terra Professional di Canna offrono un mix bilanciato che fa arrivare alle radici ossigeno e nutrienti ed evita i problemi da troppa acqua.

Come annaffiare d’ora in poi

Dopo aver rimediato all’eccesso d’acqua, torna a un’irrigazione normale, ma stando attento a non ripetere l’errore. Continuare a usare gli enzimi può aiutare a tenere sane le radici e a prevenire altri marciumi.

Un errore comune è annaffiare tutto in una volta, che fa ristagnare l’acqua in un attimo. Meglio annaffiare piano, a più riprese, così la pianta assorbe l’acqua poco alla volta. Fermati quando l’acqua comincia a uscire dai fori di drenaggio del vaso.

Ricorda che il bisogno d’acqua di una pianta cambia con l’umidità dell’aria, la temperatura e il tempo passato dall’ultima annaffiatura. Regola la quantità in base a questi fattori per non esagerare.

In sintesi, gestire bene l’irrigazione e scegliere substrati di qualità è essenziale per evitare problemi. Con questi consigli avrai piante sane e un raccolto abbondante.