
Raccolto della cannabis in casa: come tagliare, a rami o pianta intera
Controllo delle piante, lavaggio delle radici, segnali dei tricomi e i due modi di tagliare: la guida per arrivare in barattolo senza errori.
Per un buon raccolto di cannabis in casa controlli le piante, togli le foglie grandi, fai il lavaggio delle radici due settimane prima e tagli quando i tricomi sono bianchi e lucidi, con qualcuno ambrato. Poi scegli se raccogliere a sezioni, partendo dai rami in alto, o la pianta intera, da appendere a testa in giù. Ci vogliono pazienza e cura, ma è il lavoro che ti porta in barattolo erba di qualità.
Raccogliere la marijuana non è complicato come sembra, ma il tempismo è tutto. È uno dei momenti più emozionanti e importanti di tutta la coltivazione, e prima di arrivarci ci sono un paio di cose da capire.
Per prima cosa, controlla le piante in cerca di impurità. Parassiti, funghi e compagnia bella: guarda bene ogni pianta e butta le parti rovinate.
Il passo successivo è tagliare le foglie a ventaglio più grandi, perché hanno molti meno tricomi delle cime e delle foglioline, quindi sono meno potenti. Però non buttarle: si possono usare per fare edibili o qualche altro derivato.
Un altro passaggio importantissimo è il lavaggio delle radici. Va fatto due settimane prima del raccolto ed è semplicissimo. Basta smettere di dare qualsiasi prodotto o fertilizzante e annaffiare solo con acqua. Occhio a non esagerare con l’acqua.

Finito il lavaggio delle radici, è ora di raccogliere. Il momento giusto cambia in base a dove coltivi, al periodo dell’anno e al tipo di piante che hai, ma ci sono alcuni segnali chiave che ti dicono quando è ora di tagliare.
Se coltivi varietà precise, puoi controllare i tempi di fioritura sul sito della banca dei semi o sull’etichetta, perché cambiano parecchio da genetica a genetica.Le genetiche a predominanza indica tendono a chiudere la fioritura in sette-otto settimane, mentre quelle a predominanza sativa possono metterci molto di più, anche 24 settimane o oltre.
Sono le cime a dirti quando sono pronte. I tricomi devono essere di un bianco brillante, e qualcuno può essere già ambrato.
Poi, guarda bene la dimensione e il peso dei rami. Man mano che le cime si sviluppano, i rami si fanno più pesanti e si piegano verso il basso.
Una volta controllata la pianta e visto che è pronta, si taglia. È fondamentale che tutti gli attrezzi che usi per il taglio siano puliti e disinfettati.

Quale parte della marijuana si raccoglie, e come si taglia?
Quando raccogli la cannabis, puoi farlo a sezioni invece di tagliare tutta la pianta in un colpo. Le cime dei rami in alto di solito maturano prima. Raccogliere a pezzi richiede un po’ più di tempo, ma rende tutto il processo molto più scorrevole. L’ideale è tagliare prima i rami alti, così quelli in basso e le loro cime continuano a svilupparsi, se non hanno ancora dato il massimo. Il contro di questa tecnica è che i rami tagliati possono seccarsi troppo in fretta.
Altri grower preferiscono raccogliere tutta la pianta insieme, con un taglio alla base del fusto principale. Così la manicure, cioè la rifinitura delle cime, diventa un po’ più complicata, perché mentre la pianta si secca le foglie si arrotolano. In compenso l’essiccazione viene più uniforme, perché tutta la pianta perde umidità allo stesso ritmo. Se scegli questo metodo, appendi la pianta intera a testa in giù per un’essiccazione come si deve.
Raccogliere cannabis in casa richiede attenzione, cura e pazienza, ma con gli attrezzi, i consigli e i trucchi giusti ci prendi la mano in poco tempo.
Quante volte si raccoglie la marijuana?
Di solito la marijuana si raccoglie una volta sola nel suo ciclo di vita, alla fine della fioritura, quando le cime sono mature e pronte da tagliare. La pianta passa per diverse fasi di crescita: germinazione, fase vegetativa e fioritura.
In fioritura la pianta sviluppa le cime, che contengono i fiori di marijuana. Quando le cime sono mature e i tricomi sono al punto giusto, si raccoglie. Dopo il raccolto le cime vanno essiccate e conciate prima di essere consumate. C’è da dire che a volte i grower fanno potature selettive o raccolti parziali per spingere nuove cime sulla stessa pianta. Ma questo non è un raccolto completo, è più una strategia di gestione della coltivazione. In generale, la marijuana si raccoglie una volta, alla fine della fioritura.
Quando si raccoglie la marijuana outdoor?
In Argentina, da dove scriviamo, la marijuana outdoor si raccoglie di solito in autunno, quando le piante hanno raggiunto la maturazione e le cime sono pronte. Solo che laggiù l’autunno cade tra marzo e giugno: nell’emisfero nord, quindi anche in Italia, il calendario slitta di sei mesi e il raccolto outdoor arriva tra settembre e dicembre.
Il momento giusto si decide guardando le cime e valutando la maturazione dei tricomi, le minuscole strutture resinose che ricoprono i fiori. Quando i tricomi diventano opachi o lattiginosi, le cime sono al massimo della maturazione e pronte da raccogliere.
Vale la pena distinguere tra «cima» e «fiori»: la cima è la struttura compatta che contiene i fiori di marijuana, mentre i fiori sono le singole strutture che si sviluppano sulla pianta. Dopo il raccolto i fiori vanno essiccati bene, per conservarne qualità e potenza.
Si appendono le cime a testa in giù in un posto buio, fresco e ben ventilato per circa due settimane. Così si seccano piano piano e si evita la muffa. In sintesi: la marijuana outdoor si raccoglie in autunno, quando le cime sono mature e i tricomi al punto giusto, e poi i fiori si essiccano come si deve per conservarli.
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