Stigma sulla cannabis: come la cannabis terapeutica lo sta smontando
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Stigma sulla cannabis: come la cannabis terapeutica lo sta smontando

Dalla propaganda del Novecento ai sondaggi di oggi: perché la marijuana fa ancora paura a chi non la conosce.

DI Redazione CosechaLibre4 MIN DI LETTURA

La cannabis terapeutica sta smontando lo stigma sulla cannabis

La cannabis terapeutica sta aiutando a togliere lo stigma alla cannabis: più la ricerca ne documenta gli usi medici e più paesi ne legalizzano l’uso, medico o ricreativo, più i giudizi negativi perdono terreno. Ci sono ancora gruppi di non consumatori che la vedono in modo del tutto negativo, ma tanti riconoscono che usarla è una scelta personale, per motivi medici ma anche ricreativi, come succede con l’alcol.

L’uso della marijuana risale al 4000 a.C. nell’antica Cina, dove era considerata un importante analgesico, antidepressivo e sedativo. Prima dell’era cristiana si sapeva già che la cannabis aveva proprietà anticonvulsivanti, ipnotiche e antibiotiche. Oggi la ricerca scientifica continua a studiare le proprietà medicinali della marijuana. Però non è sempre stato così. All’inizio degli anni ’90 sulla sostanza si sapeva molto di più ed è cresciuta la curiosità per nuovi possibili usi medici.

Verso l’inizio del Novecento la marijuana arrivò negli Stati Uniti e con lei nacque presto uno stigma, alimentato dal razzismo e dai pregiudizi su chi la usava. Visto l’effetto psicoattivo, la propaganda si concentrò sui danni alla salute. Chi la usava per svago veniva visto di solito come un delinquente pronto a commettere ogni tipo di crimine: furti, stupri, omicidi.

Con la criminalizzazione, chi aveva a che fare con l’erba si beccava l’etichetta sociale di «fattoni» o «stoner».

Con i progressi della ricerca e delle conoscenze scientifiche è chiaro che la marijuana ha diversi benefici. L’alcol, l’altra sostanza preferita dalla società, ha molti più effetti negativi sulla salute, eppure è molto meno stigmatizzato. Spiegare questo scollamento non è facile. Basta guardare indietro di una ventina d’anni: chi fumava marijuana era visto come un pericolo pubblico e i media lo demonizzavano.

L’azienda di cannabis Weedmaps ha fatto un’analisi sul comportamento di chi consuma marijuana e di chi no, e mostra cosa pensa ciascun gruppo della connotazione negativa della pianta. 

Secondo lo studio, «tra il 41 % dei non consumatori intervistati che hanno consumatori di cannabis nella propria cerchia, più del doppio tratta i prodotti a base di marijuana con un incoraggiamento attivo o passivo (13 %) rispetto a chi li disapprova o li scoraggia del tutto (6 %). La maggioranza di questo gruppo vede la cannabis in modo neutro, con un 58 % che dice di non preoccuparsi del consumo di cannabis né di incoraggiarlo».

Però tra i non consumatori le idee sbagliate sulla cannabis possono essere durissime a morire, frutto di decenni di disinformazione e di poca conoscenza. La stessa analisi mostra che «il 77 % dei non consumatori si definisce principiante o alle prime armi quanto a conoscenze sulla cannabis». Questo dipende soprattutto dalla mancanza di fonti d’informazione credibili sulla cannabis.

Grazie agli studi sulle tante proprietà medicinali e terapeutiche della cannabis e dei suoi cannabinoidi, come il THC e il CBD, lo stigma su questa pianta sta calando in tutto il mondo.  Il THC viene studiato e usato per disturbi come ansia, depressione, glaucoma, infiammazione, malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), insonnia, sindrome dell’intestino irritabile, emicrania, sclerosi multipla, spasticità muscolare, nausea, dolore, mancanza di appetito, disturbo da stress post-traumatico, convulsioni e sintomi legati all’HIV/AIDS. Il CBD, invece, è un composto su cui si punta per convulsioni, infiammazione, dolore, psicosi o disturbi mentali, nausea, emicrania, depressione e ansia, con prove più solide per alcuni usi che per altri.

Man mano che lo stigma sulla cannabis si fa più raro, il livello di tranquillità verso i prodotti a base di marijuana e la cultura della cannabis continua a guadagnare terreno, tra chi la usa e tra chi no.

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