
Tipi di marijuana: quanti sono e come riconoscerli
Sativa, indica e ruderalis: come si distinguono a occhio, quanto ci mettono a fiorire e che fama hanno quando le fumi.
I tipi principali di marijuana sono tre: sativa, indica e ruderalis, ognuno con la sua genetica e i suoi effetti. La sativa cresce alta, ha una fioritura lunga e ha fama di dare carica, mentre l’indica resta bassa, fiorisce prima e ha fama di rilassare.
Quali tipi di marijuana esistono?
Di marijuana ce ne sono diversi tipi, che cambiano soprattutto per genetica e composizione chimica. I due principali sono la Cannabis sativa e la Cannabis indica, ognuna con caratteristiche ed effetti suoi.
- Cannabis sativa: questa varietà tende a essere più alta e slanciata, con foglie lunghe e strette. Le piante di sativa di solito crescono di più in altezza e ci mettono più tempo a fiorire rispetto alle indica. Gli effetti della sativa di solito sono stimolanti e danno energia, con un umore più euforico e creativo. Alcune sativa sono famose perché aumentano creatività e concentrazione.
- Cannabis indica: l’indica invece tende a essere più bassa e tozza, con foglie più larghe. Le piante di indica tendono a crescere più in fretta e a fiorire in meno tempo rispetto alle sativa. I loro effetti di solito sono più rilassanti e sedativi, con una sensazione di calma e relax. In tanti usano le indica per scaricare stress, ansia e insonnia.
Oltre a sativa e indica c’è una terza categoria, la Cannabis ruderalis. È meno diffusa e si riconosce perché è bassa e ha pochi cannabinoidi psicoattivi.
Tieni presente che dentro ogni tipo di marijuana ci sono tantissime varietà con profili di cannabinoidi e terpeni diversi, e quindi una marea di effetti e sapori. Tra le più famose ci sono nomi come «Blue Dream», «OG Kush», «White Widow», «Purple Haze» e via dicendo.

Sativa o indica: in cosa sono diverse?
Indica:
Le indica sono cespugli piuttosto massicci, con foglie spesse e verde scuro che aiutano ad assorbire la luce. In più:
- Fioriscono prima e fanno più cime, di solito dense, che tendono a crescere ammassate in grappoli intorno ai nodi del fusto e dei rami, con distanze piuttosto corte (gli internodi) tra un grappolo e l’altro.
- Siccome arrivano da posti con climi duri, reggono bene gli sbalzi di temperatura. Perfette se hai poco tempo, perché producono tanti fiori.
- Le indica sono varietà a fioritura più rapida: da 45 a 60 giorni.
- Quando parte la fioritura questi tipi di marijuana guadagnano altezza molto in fretta, ma non dovrebbero sfuggirti di mano.
- Puoi aspettarti che durante la fioritura crescano del 50-100 % rispetto all’altezza che avevano in vegetativa.
Sativa:
Una sativa di solito cresce in altezza e, siccome le sue foglie sono sottili e verde chiaro, produce meno clorofilla e ha bisogno di tanta luce. In più si riconosce da queste cose:
- Le sue cime sono ariose, non compatte, e di solito più grandi di quelle dell’indica, perché si allungano lungo i rami invece di ammassarsi intorno ai nodi. Una volta secche pesano meno di quelle dell’indica, perché sono meno dense. È anche un tipo di marijuana con cime che puzzano meno, sia mentre la pianta cresce sia quando è secca.
- Viene in origine da zone calde. La differenza tra sativa e indica è che queste piante hanno una fioritura più lunga e per crescere al meglio vogliono temperature alte e umidità.
- Hanno bisogno di meno tempo di crescita vegetativa prima della fioritura, quindi alla fine il tempo totale che servono le sativa è quasi lo stesso delle indica.
- Possono allungarsi molto in fretta appena parte la fioritura e continuano a crescere in altezza per tutta la fase di fioritura.
- La cosa più normale è che durante la fioritura le sativa crescano del 200-300 % (o anche di più) rispetto all’altezza che avevano in vegetativa.
Da dove vengono l’indica e la sativa?
Le due sottospecie di marijuana sono adattamenti a climi diversi: la cannabis sativa viene dalle foreste delle zone equatoriali di paesi come Thailandia, Cambogia, Giamaica, Colombia e Messico, tra gli altri, dove il sole picchia per tante ore e la luce resta uguale tutto l’anno.
La cannabis indica invece è originaria della zona dell’Hindu Kush, una grande catena montuosa lunga più di 800 chilometri tra Afghanistan, Pakistan, nord dell’India e fino alla Cina, dove il clima è piuttosto freddo.
Che botta danno la sativa e l’indica?
L’effetto di indica e sativa è diverso. È una cosa difficile da capire, soprattutto per chi non ha mai provato sostanze psicoattive. Comunque, ecco gli effetti di questi tipi di marijuana.
Che effetti dà la sativa?
Le cime di sativa ti danno una botta «di testa», più energica ed euforica, creativa, che ti fa ridere di tutto anche quando non c’è niente da ridere. La sativa è perfetta per stare in compagnia, con la certezza che non manda tutti a letto.
E così come le sativa hanno il potere di lasciarti piegato dalle risate, può anche venirti una voglia matta di fare qualcosa, qualsiasi cosa. C’è chi è più sportivo e gli viene voglia di uscire a correre o di allenarsi. Gli artisti si mettono a creare, i musicisti a suonare, chi ha l’orto a coltivare, e così via. L’ispirazione che ti dà la sativa si sfoga su quello che hai più a portata di mano.

Che effetti dà l’indica?
La grande differenza tra indica e sativa, si dice, è che le cime di indica hanno più CBD e meno THC delle sativa e ti danno quella che molti chiamano «la botta di corpo». Sono perfette per buttarsi sulla PlayStation o per una maratona di qualche serie (meglio una che non richieda troppa concentrazione).
L’indica rilassa e altera i sensi, soprattutto tatto, udito e gusto. A dosi alte ti stende. Per questo è uno dei tipi di cannabis ideali per una serata senza programmi, da passare a casa in un posto da cui sai che non ti muoverai.
Ognuno ha aspettative diverse quando coltiva e quando fuma. Per essere sicuro di ottenere quello che cerchi, il consiglio è informarti bene sulle diverse varietà e su come si coltivano fino ad arrivare al fiore.
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