Che terra usare per la cannabis? I tipi di terreno a confronto
COLTIVAZIONE

Che terra usare per la cannabis? I tipi di terreno a confronto

Struttura, drenaggio, ritenzione, pH e nutrienti: cosa deve avere una buona terra e come si comportano sabbia, limo, franco e argilla.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Coltivare marijuana in terra è uno dei modi migliori per avere cime grosse e piene di sapore. La terra giusta è leggera, drena bene ma trattiene abbastanza acqua, ha un pH leggermente acido (intorno a 6,0) e i nutrienti che servono: tra i terreni naturali, il franco, quello di medio impasto, è il più completo. Ed è uno dei substrati che perdonano di più, quindi lascia un bel margine d’errore, soprattutto a chi è alle prime armi.

Ma quali sono i tipi di terra per cannabis migliori? E come ti prepari il mix perfetto per le tue piante di marijuana?

Talee di cannabis in vasetti con terriccio

Che terra usare per la cannabis: qual è la migliore?

Non tutti i terreni vanno bene per la cannabis, e non tutte le piante di cannabis vogliono la stessa terra. La scelta dipende da diversi fattori: il tipo di marijuana che coltivi, il clima della tua zona e se coltivi indoor o outdoor.

Detto questo, un buon terreno per la cannabis deve avere alcune caratteristiche di base. Ecco cosa guardare quando scegli la terra per la tua coltivazione:

1. Struttura

La cannabis va alla grande in una terra leggera e poco compatta. Così le radici si sviluppano bene e ricevono ossigeno a sufficienza. Questo non fa bene solo alla salute generale della pianta: la fa anche crescere con vigore.

2. Drenaggio

La terra per cannabis deve drenare bene. Quando annaffi, l’acqua non deve ristagnare in superficie. Il drenaggio è fondamentale: un terreno che drena male può far ammalare le piante, ostacolare l’assorbimento dei nutrienti e alla fine abbassare qualità e quantità del raccolto.

3. Ritenzione idrica

Trattenere l’acqua conta altrettanto. Un buon terreno per la cannabis deve trovare il giusto equilibrio tra drenaggio e ritenzione: le radici devono bere abbastanza senza finire sommerse, perché l’acqua in eccesso le soffoca e ti blocca la crescita.

4. pH

Il pH del terreno è decisivo. La cannabis rende meglio con un pH leggermente acido, idealmente intorno a 6,0. Anche un pH tra 5,8 e 6,3 va bene. Se il pH esce da questo intervallo l’assorbimento dei nutrienti ne risente, e questo può ridurre il raccolto o perfino far morire le piante.

5. Nutrienti

La terra per cannabis deve contenere abbastanza nutrienti per far crescere le piante sane. La maggior parte dei terricci in commercio è già fertilizzata, ed è un buon punto di partenza.

Tieni presente però che questi nutrienti di solito si esauriscono in 3-4 settimane. Quando le piante entrano in fioritura, molto probabilmente avranno bisogno di fertilizzante in più per continuare a crescere bene.

Se preferisci coltivare senza aggiungere fertilizzanti, il terreno deve contenere materia organica, come compost, humus di lombrico o guano. I microrganismi del suolo trasformano questi materiali in nutrienti pronti per le piante, con un rifornimento costante e naturale di tutto quello che serve per svilupparsi.

Come riconoscere una terra di qualità per coltivare marijuana

Per scegliere la terra giusta devi capire cosa rende un terreno adatto a far crescere sana la pianta. I terricci commerciali di solito sono già preparati apposta per la cannabis, ma se cerchi un approccio più naturale devi conoscere le proprietà dei diversi tipi di suolo.

Il suolo naturale di solito si divide in quattro tipi principali: sabbioso, limoso, franco e argilloso. Però quasi tutte le terre sono un mix di questi tipi, in proporzioni diverse.

Ecco le caratteristiche di ognuno e quanto si presta alla cannabis:

Radici di una pianta di cannabis nel terreno

Terreno sabbioso

Il terreno sabbioso è famoso per il drenaggio eccellente: l’acqua ci scorre attraverso senza problemi. Proprio per questo, però, ne trattiene pochissima, e così si porta via in fretta nutrienti fondamentali come l’azoto.

In compenso è facile da lavorare, quindi resta un’opzione valida per chi coltiva cannabis ed è disposto a compensare la poca ritenzione con annaffiature più frequenti.

  • Struttura: grossolana
  • pH: basso
  • Pro: buon drenaggio, ottima aerazione, tanto ossigeno, facile da lavorare
  • Contro: trattiene poca acqua, va annaffiato spesso

Terreno limoso

Il terreno limoso è fatto di particelle di grandezza media ed è ricco di minerali e materia organica. È ottimo per la cannabis perché trattiene l’acqua e allo stesso tempo drena quanto basta.

In più i terreni limosi sono facili da lavorare e, grazie ai minerali e alla sostanza organica, sono fertilissimi: un ambiente bello nutriente per le piante.

  • Struttura: particelle di grandezza media
  • Pro: ricco di minerali e nutrienti, buona ritenzione idrica
  • Contro: drenaggio appena sufficiente

Terreno franco (medio impasto)

Il terreno franco è un mix equilibrato di sabbia, limo e argilla, spesso arricchito di sostanza organica. È considerato uno dei migliori per la cannabis, perché trattiene e drena l’acqua alla perfezione e ha tanti nutrienti e tanto ossigeno. Il rovescio della medaglia è il prezzo, che per qualcuno può pesare.

  • Composizione: mix di sabbia, limo e argilla
  • Pro: ottima ritenzione e ottimo drenaggio, ricco di nutrienti, tanto ossigeno
  • Contro: costa caro

Terreno argilloso

Il terreno argilloso è fatto di particelle minerali fini, che lo rendono più pesante e compatto. È ricchissimo di nutrienti e minerali, e per questo attira chi coltiva bio.

Il problema è che trattiene bene l’acqua ma drena male: l’acqua ristagna e arrivano i guai da troppa umidità. In più è così denso che lavorarlo è una fatica, e per un grower può essere un bell’ostacolo.

  • Struttura: particelle fini
  • pH: alto
  • Pro: tanti nutrienti, buona ritenzione idrica
  • Contro: drena male, pesante e compatto, difficile da lavorare

Allora, qual è la terra migliore per le piante di marijuana?

Capire come è fatta la terra è la chiave per una coltivazione di cannabis che funziona. Il tipo di suolo giusto dipende da cosa chiedono le tue piante e dalle condizioni in cui coltivi.

Sabbioso, limoso, franco o argilloso: ognuno ha i suoi pro e i suoi contro. Se scegli e prepari bene il terreno, crei l’ambiente ideale perché le piante crescano forti e ti diano cime di gran qualità.