
Tipi di olio di cannabis: semi di canapa, olio di canapa e olio di marijuana
Sull’etichetta c’è scritto «cannabis», ma dentro può esserci di tutto: dall’olio da insalata a un estratto ricco di THC.
Gli oli di cannabis sono di tre tipi principali: l’olio di semi di canapa, che è un alimento e non contiene cannabinoidi in quantità utili; l’olio di canapa, estratto dalla pianta ricca di CBD e con solo tracce di THC; e l’olio di cannabis o di marijuana, un termine ombrello che copre anche gli oli ricchi di THC. La Cannabis sativa, con i suoi derivati, l’umanità la usa da millenni: le prime testimonianze scritte arrivano dalla Cina e dall’India intorno al 2000 a.C., tra medicina, svago, riti e tessuti.
Oggi la cannabis si consuma in mille modi, a seconda di cosa preferisci, di come stai e di cosa cerchi. Che sia per piacere o per motivi terapeutici, la forma che va per la maggiore, soprattutto in ambito terapeutico, è proprio l’olio di cannabis.

Cos’è l’olio di cannabis?
In tutto il mondo l’olio di cannabis è diventato una delle forme più diffuse per assumere cannabinoidi in ambito terapeutico.
A cosa serve l’olio di cannabis?
Gli studi sono tanti, ma c’è ancora parecchio da capire sulle proprietà terapeutiche del CBD. Per ora si stanno studiando (molte solo in laboratorio) queste proprietà:
- analgesiche;
- antinfiammatorie;
- ansiolitiche;
- antitumorali;
- anticonvulsivanti;
- antipsicotiche, e
- neuroprotettive.
Si sta poi indagando il suo potenziale per queste patologie (per lo più in laboratorio, su animali o in sperimentazioni cliniche iniziali: non sono usi consolidati):
- Dolore cronico.
- Fibromialgia.
- Malattie infiammatorie autoimmuni, come l’artrite.
- Cancro: tumori cerebrali (gliomi), della pelle (melanoma e carcinomi cutanei), al seno, al pancreas, al fegato e alla prostata, tra gli altri; nelle cure palliative i pazienti riferiscono sollievo da sintomi della chemioterapia come dolore, nausea, vomito e insonnia.
- Ansia, stress e depressione.
- Disturbi neurologici: Alzheimer, demenza, Parkinson e altri disturbi del movimento, sclerosi multipla, epilessia farmacoresistente o ictus.
- Malattie neuropsichiatriche: schizofrenia, autismo, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e alcolismo.
- Sindrome metabolica: obesità e diabete.
- Disturbi cardiovascolari.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): morbo di Crohn e colite ulcerosa.
- Malattie infiammatorie croniche della pelle: dermatite, psoriasi e acne.
I tipi di olio di cannabis
Olio di semi di canapa
I semi di canapa si usano da sempre, e ancora oggi, come alimento e prodotto per il benessere. Ma cosa ha di buono l’olio fatto con i semi? Nella medicina cinese i semi di canapa si usano da secoli contro la stitichezza. E non solo: sono pieni di acidi grassi essenziali (acido linoleico e alfa-linolenico, cioè omega-6 e omega-3) che, secondo alcuni studi, potrebbero aiutare a prevenire le malattie coronariche. Sono anche un’ottima fonte di proteine, vitamina E e minerali.

Come si fa l’olio di semi di canapa? Niente di complicato: si ottiene spremendo a freddo i semi. Il bello è che si usa sia in cucina sia nei prodotti di bellezza. Inserirlo nella tua routine può farti bene, ma non è olio di cannabis terapeutica.
Olio di canapa
La domanda più frequente è se l’olio di canapa sia la stessa cosa dell’olio di CBD. No, non lo sono, ma sono parenti.
Detto in parole povere, la canapa è la cannabis ricca di CBD. L’unica vera differenza è che nella canapa la quantità di THC è limitata per legge.
L’olio di canapa, quindi, si ricava dalle piante di canapa e, insieme al CBD e ad altri composti, contiene tracce di THC. E si può fare in diversi modi.
Come l’olio di CBD, anche l’olio di canapa può essere broad spectrum (ad ampio spettro) o full spectrum (a spettro completo). «Full spectrum» vuol dire che nel prodotto finale restano tutti i composti della pianta (cannabinoidi, terpeni e molto altro). I prodotti broad spectrum, in genere, hanno tutti i cannabinoidi della pianta tranne il THC.
A cosa serve l’olio di canapa?
Di solito gli oli full spectrum vengono consigliati più spesso ai pazienti, perché si ritiene che diano l’effetto più completo. Il motivo è il famoso «effetto entourage»: la teoria secondo cui i composti della cannabis funzionano meglio insieme che da soli, rispetto agli estratti con un solo cannabinoide isolato.
L’olio di canapa è un medicinale?
Tieni presente che gli estratti di fiori di canapa, nella maggior parte dei casi, non sono considerati cannabis terapeutica. Dipende spesso da come vengono prodotti e dagli standard di qualità che valgono per la cannabis terapeutica ma non per il mercato del CBD.
Olio di cannabis o di marijuana
Occhio, «olio di marijuana» è un’espressione larghissima. Senza contesto, può indicare qualsiasi olio ricavato da qualsiasi parte della pianta. Quindi, quando qualcuno parla di olio di cannabis, può intendere qualunque cosa: dall’olio di semi di canapa all’olio di canapa, passando per gli oli a base di CBD. E in modo un po’ vago si usa anche per gli oli con tanto THC.
Gli oli di cannabis vengono assorbiti in modo diverso a seconda di come li prendi. Per questo quasi tutti i pazienti finiscono per scegliere l’assunzione sublinguale, cioè qualche goccia sotto la lingua. Ovviamente l’olio si può anche aggiungere al cibo (un edibile).
Alcuni oli di cannabis si possono fare anche con parti della pianta usate meno, come gli steli. E c’è chi mescola l’olio di cannabis con altri oli, per esempio olio di semi di canapa con un olio vettore. Gli oli vettore più comuni sono l’olio di cocco/MCT, l’olio di girasole e l’olio d’oliva.
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