
Dai Veda agli shivaiti: la cannabis nella meditazione, ieri e oggi
Shivaiti, naths e buddhisti la usavano già per entrare nella «quiete profonda». Cosa resta di quella tradizione, perché indica e sativa contano meno dei terpeni e perché il vapo batte la canna.
La cannabis si usa per meditare da secoli: in India sette come shivaiti e naths, e anche alcuni buddhisti, l’hanno inserita nei loro rituali per rallentare la mente ed entrare nella «quiete profonda». Oggi c’è chi la usa allo stesso modo, a piccole dosi e meglio col vaporizzatore, ma l’effetto cambia molto da persona a persona e da varietà a varietà. A qualcuno calma la testa, ad altri la riempie di pensieri.
Secondo tanti professionisti della salute meditare con regolarità riduce lo stress e fa bene alla salute in generale. È una pratica che l’umanità porta avanti da millenni: nel subcontinente indiano ci sono pitture murali che rappresentano la meditazione e che, si dice, risalgono al 5000 a.C.
I testi sacri dell’induismo, i Veda, sono la prima testimonianza scritta e risalgono al 1500 a.C. Le Upanishad descrivono la meditazione come un modo per arrivare alla conoscenza e all’unione con l’Assoluto, lasciandosi alle spalle l’ignoranza. Nel V secolo a.C. l’India buddhista e la Cina taoista avevano già sviluppato altre forme di meditazione.
Diverse correnti religiose, tra cui shivaiti, naths e buddhisti, hanno portato la cannabis nei loro rituali di meditazione. Per loro l’accoppiata porta a una coscienza più ampia: la cannabis rallenta la mente e la aiuta a entrare nello stato giusto di «quiete profonda».
Testa leggera, corpo sciolto
Mente che si alza e corpo completamente rilassato: per chi medita è la combinazione ideale. Nella pratica, la maggior parte delle persone non riesce a calmare abbastanza la testa o a sciogliere abbastanza il corpo mentre medita.
Con il modo giusto e la dose giusta, la varietà adatta può rallentarti, calmare il corpo e zittire una mente che corre. È lo stato migliore per meditare, e c’è chi racconta esperienze che gli hanno cambiato la pratica. Ma siamo tutti diversi: ognuno deve provare varietà diverse per capire cosa funziona per sé.
Il tipo di meditazione che cerchi dipende molto dalla varietà che scegli. Ognuno ha i suoi gusti, e trovare i tuoi vuol dire andare un po’ per tentativi.
Si dice che le sativa e le ibride a dominanza sativa diano effetti più energizzanti, concentrati e motivanti. Roba da giorno, insomma. Quindi verrebbe da pensare che per meditare sia meglio starne alla larga.
Le indica invece sarebbero più rilassanti e sedative. In tanti ne deducono che siano la scelta «ideale» per meditare. Ma è davvero così?
In realtà non c’è nessuna garanzia che un’ibrida a dominanza indica ti stenda e una a dominanza sativa ti carichi. Con ogni probabilità a decidere gli effetti è il profilo completo della pianta, terpeni e altri cannabinoidi compresi. Visto che il THC e il CBD sono i cannabinoidi più abbondanti, la maggior parte delle ricerche si concentra su di loro. Però ci sono sempre più indizi che anche i terpeni contino, e parecchio.

La cannabis interagisce in modo diverso con il sistema endocannabinoide di ognuno, quindi può influire sulla meditazione in tanti modi diversi. A qualcuno scioglie i muscoli e lo incolla al divano più vicino. A qualcun altro zittisce una mente iperattiva. E c’è chi dice che gli dà una prospettiva nuova sulle cose della propria vita.
Secondo il National Institute on Drug Abuse statunitense, tra gli effetti della cannabis ci sono una percezione alterata dei sensi e del tempo. C’è chi racconta che la cannabis lo aiuti a rilassarsi, a capire cose di sé e ad andare più a fondo nella propria spiritualità. Sono proprio i risultati che molti cercano in una sessione di meditazione. Per chi la vive così, mettere insieme le due cose amplifica il rilassamento, il senso spirituale e lo sguardo su di sé.
Di modi per consumarla ce ne sono tanti, e funzionano tutti, ma per meditare il vaporizzatore, o una fumata con qualche erba mescolata, sono probabilmente le scelte migliori. Gli edibili possono metterci fino a due ore a salire. Col vapo invece puoi andare a microdosi e arrivare con più precisione allo stato che cerchi. È utilissimo soprattutto per chi comincia o per chi ha una tolleranza bassa.
Chi ha già esperienza a volte preferisce fumare le cime, perché l’effetto arriva prima e ci si «sintonizza» più in fretta. Mescolare la cannabis con qualche erba officinale può cambiare l’esperienza e renderla più equilibrata, ma nessuna miscela protegge i polmoni: il fumo resta fumo.
Perché cannabis e meditazione possono andare d’accordo
Cannabis e meditazione possono stare bene insieme per diverse ragioni. La cannabis, nota per i suoi effetti rilassanti e psicoattivi, può aiutare a creare lo stato mentale giusto per meditare. Alcune persone trovano che un consumo moderato prima di meditare le aiuti a rilassare mente e corpo, a calare l’ansia e a concentrarsi meglio.
La cannabis può dare una sensazione di calma e tranquillità che rende più facile entrare in meditazione. In più può intensificare i sensi e la consapevolezza del momento presente, e questo può rendere la pratica più profonda.
Tieni presente che l’esperienza cambia da persona a persona e dipende da quanto sei sensibile alla cannabis. Ad alcuni prima di meditare aiuta a rilassarsi e a concentrarsi; ad altri disturba la concentrazione e annebbia la testa. Per questo serve un approccio tutto tuo: prova con cautela, poco alla volta, per capire se la cannabis va d’accordo con la tua pratica.
E non dimenticare che la meditazione, da sola, fa già tanto per la salute mentale ed emotiva: aiuta a ridurre lo stress, migliora la concentrazione, schiarisce la mente e allena l’attenzione al presente. Abbinarla alla cannabis è una scelta personale, ma va fatta sapendo che effetti ha e adattando la pratica a quello che ti serve.

Cannabis e meditazione contro lo stress: funziona?
Per alcune persone mettere insieme cannabis e meditazione è un modo per combattere lo stress. Entrambe possono avere un effetto rilassante, aiutare a ridurre l’ansia e portare calma mentale.
La cannabis, per i suoi composti, può avere effetti rilassanti ed euforici che aiutano a staccare. Chi la usa in modo moderato e responsabile riferisce a volte un rilassamento profondo e meno stress. Occhio però: con troppo THC l’ansia può anche salire.
La meditazione invece lavora sull’attenzione al presente. Meditando impari a calmarti, a guardare i tuoi pensieri senza giudicarli e a coltivare una tranquillità interiore. Diversi studi indicano che riduce lo stress e fa bene alla salute mentale ed emotiva.
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