Vasi per cannabis: quale scegliere tra plastica, terracotta, tessuto e air pot
COLTIVAZIONE

Vasi per cannabis: quale scegliere tra plastica, terracotta, tessuto e air pot

Ogni vaso ha il suo carattere: quanto scalda, quanto drena e cosa fa alle radici. Ecco come scegliere quello giusto per le tue piante.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA
Il vaso migliore per la cannabis dipende dal tuo setup: le opzioni principali sono il classico vaso nero da vivaio, il vaso quadro in plastica, la terracotta, il vaso in tessuto (smart pot) e l’air pot, e ognuno ha pro e contro su calore, drenaggio e salute delle radici. Ogni grower sceglie in base a gusti ed esperienza, e qualsiasi metodo va bene finché dà i risultati che cerchi. Ecco quali vasi trovi in giro e cosa ha di buono (e di meno buono) ciascuno. Nota: con le autofiorenti l’ideale è non travasare, quindi usa un vaso da almeno 10 litri per tutta la vita della pianta, dalla crescita alla fioritura. Con i semi fotoperiodici puoi travasare oppure no. Puoi partire con la piantina in un bicchiere di plastica, passare a un vaso da 2 litri, poi a uno da 4 e chiudere con uno da almeno 20 litri, oppure usare un solo vaso dall’inizio alla fine.

Che tipi di vasi esistono?

Vaso soffiato: funziona benissimo ed è il più comune, quello tipico dei vivai. Costa poco e rende facili i travasi. Occhio però: essendo nero si scalda parecchio; per rimediare puoi dipingerlo di bianco o coprirlo con la stagnola. Ottimo per iniziare, ma c’è di meglio. Vaso quadro in plastica:  come quello soffiato, è comodo per i travasi e soprattutto perfetto per l’indoor, perché sfrutti meglio lo spazio. Ce ne sono neri e colorati, ma per l’outdoor quelli bianchi sono la chiave: non fanno salire la temperatura. Terracotta: il classico vaso da fiori. Si trova ovunque e di solito costa poco. Esiste anche in plastica, ma quello in terracotta è meglio perché assorbe e trattiene in modo naturale l’umidità in eccesso. Nei mesi più caldi è l’ideale, perché rinfresca. Deve per forza avere i buchi sotto per il drenaggio, e un sottovaso. Se non ce li ha, i buchi glieli fai tu. Vasi in tessuto o smart pot: evitano che le radici si attorciglino e questo aiuta la fioritura. La pianta respira bene e soffre meno il caldo nei climi molto secchi. I manici robusti tornano utilissimi e si possono lavare. Air pot (vasi autopotanti): i buchi sui lati fanno sì che l’aria poti le radici da sola. Vanno annaffiati di continuo, perché si asciugano prima dei vasi normali. Rispetto ai vasi in tessuto e ai sacchi da coltivazione sono più robusti e si ribaltano meno facilmente. Dai buchi esce acqua, quindi ti serve un sottovaso. La cosa migliore è passare dal tuo growshop di fiducia e chiedere consigli e pareri a chi ne sa. Provare tecniche diverse è quello che ti fa migliorare, e il modo di coltivare, scelta dei vasi compresa, è una cosa personale quanto il tipo di erba che preferisci.

Piante di cannabis in vasi di diversi tipi

Qual è il materiale migliore per i vasi?

Il materiale migliore dipende da cosa chiede la pianta e da cosa preferisci tu. Ecco i materiali più comuni, ognuno con le sue caratteristiche:
  1. Argilla o terracotta: i vasi in terracotta piacciono perché sono porosi, quindi acqua e aria circolano bene intorno alle radici. Sono noti perché regolano l’umidità del terriccio e creano un ambiente favorevole alla crescita. Però possono essere pesanti e magari ti tocca annaffiare più spesso, visto che assorbono acqua.
  2. Plastica: i vasi di plastica sono leggeri, economici e li trovi in tante misure e colori. Durano e trattengono l’umidità, cosa che ad alcune piante fa bene. Però possono trattenere il calore e non sono porosi come quelli in terracotta, e questo può peggiorare il ricircolo d’aria e il drenaggio.
  3. Fibra di cocco: i vasi in fibra di cocco sono biodegradabili ed ecologici. Trattengono bene l’acqua e fanno circolare bene l’aria, e questo aiuta le radici a crescere sane. In più la fibra di cocco è un materiale rinnovabile e sostenibile.
  4. Legno: i vasi in legno danno un tocco rustico e naturale. Il legno isola dal caldo e dal freddo e lascia circolare bene l’aria. Però va rivestito o trattato come si deve, se no marcisce e dura poco.

Che differenza c’è tra vaso e portavaso?

La differenza principale tra vaso e portavaso sta nel design e nella funzione. Il vaso è il contenitore in cui metti e coltivi la pianta. Può essere di materiali diversi: argilla, plastica, ceramica, fibra di cocco o legno. Di solito ha forma cilindrica o a tronco di cono, con il fondo bucato per far scolare l’acqua. Serve a dare spazio alle radici e a contenere il substrato che serve alla pianta per crescere. Il portavaso invece è un contenitore più grande e decorativo, fatto per tenere uno o più vasi. È più ornamentale e può avere forme e design di ogni tipo. Si usa spesso per abbellire uno spazio, fuori o dentro casa. Può essere in ferro battuto, ceramica, cemento, legno o plastica, di forme e misure diverse. Insomma: il vaso è il contenitore in cui coltivi davvero la pianta, il portavaso è un contenitore più grande e decorativo che tiene e mette in mostra uno o più vasi, e dà un tocco estetico all’ambiente. Ti è piaciuta? Continua a leggere su...  [embed]https://www.cosechalibre.com/contaminacion-luminica/[/embed]