
Come aumentare i tricomi: genetica, luce UV e i trucchi prima del taglio
Più tricomi vuol dire più cannabinoidi e terpeni. Le leve sono quattro: genetica, luce, umidità e temperatura, più un paio di stress mirati a fine fioritura.
Per aumentare i tricomi della cannabis contano quattro cose: una genetica resinosa, tanta luce con una quota di UV, umidità più bassa e temperatura tra 21 e 26 °C a fine fioritura. I tricomi non esistono solo sulla cannabis e fanno un sacco di lavori: compaiono in crescita e in fioritura, regolano la temperatura, tengono lontani gli insetti, proteggono i calici dai raggi UV e regolano la traspirazione. Ma soprattutto sono la parte della pianta con più cannabinoidi, ed è per questo che vuoi che ne produca il più possibile.
Per la marijuana i tricomi sono fondamentali, quindi conoscerli ti fa crescere come grower e migliora i tuoi raccolti. Ricordatelo: senza tricomi non avremmo THC, CBD, terpeni né tutte le altre sostanze della pianta che amiamo tanto, da grower e da consumatori.

Come avere cime più resinose?
I nutrienti per avere tricomi maturi
Il Delta-9, un additivo da fioritura in commercio (niente a che vedere col THC), è un buon aiuto per spingere fioritura e tricomi. Anche gli aminoacidi sono una buona soluzione.
Genetica: la chiave per cime resinose
I fattori principali per avere tricomi pronti da raccogliere sono due: la genetica e l’ambiente. Prima di tutto i geni: se vuoi tanti tricomi lattiginosi, devi scegliere genetiche che sai che ne producono a palate.
Informati su quali sono i semi migliori: così hai già in mano uno dei fattori chiave per avere tricomi carichi di cannabinoidi. Ricordati che i tricomi non sono l’unica cosa che decide la potenza della cannabis, quindi studiati ogni varietà prima di piantarla.
Se punti al massimo dei tricomi, la lista di genetiche promettenti sarebbe lunghissima. Due esempi sono la Lemon Shining Silver Haze e la White Widow, famose per la quantità di resina luccicante che copre le cime. Tutti quei tricomi vogliono dire livelli alti di THC e terpeni.
Illuminazione
La luce è fondamentale per coltivare marijuana, anche quando vuoi più tricomi. È la luce che dà energia alla pianta e spinge metabolismo e funzioni delle cellule, ed è così che arrivano quei bei tricomi ambrati.
Un’altra leva è dare alle piante più luce ultravioletta (UV). Siccome gli UV possono danneggiare la pianta, la cannabis risponde producendo più tricomi bianchi per proteggersi dalle radiazioni. Quindi, se vuoi più tricomi, puoi usare diversi tipi di luce:
Lampade LEC
Le lampade LEC (ceramica a emissione di luce) hanno un tubo ad arco in ceramica che emette una luce dal tono naturale. Emettono raggi UV-B e spingono crescita e produttività. È una luce che imita quella che la cannabis prende all’aperto, e per questo la pianta, per difendersi, aumenta la produzione di tricomi.
Lampade UV
Anche le lampade ultraviolette (UV) emettono questo tipo di luce. Sono più facili da trovare e le compri senza problemi in negozio. Vanno installate nella stanza o nella growbox.

Umidità e calore
In natura la cannabis produce resina per sopravvivere. Cannabinoidi e terpeni hanno un compito importante: non aiutano la pianta a crescere o a riprodursi, ma la proteggono dal mondo esterno.
Oltre a difenderla da parassiti e predatori, la resina con terpeni e tricomi la protegge anche dal clima avverso. Se vuoi stressare la pianta prima del taglio (quanto basta per farle fare più resina, senza rovinarne lo sviluppo), puoi sfruttare proprio questi meccanismi di sopravvivenza.
Come aiuta l’umidità?
Abbassando l’umidità metti le piante in un ambiente più stressante, ma intanto le proteggi anche dalla muffa. Per avere cime belle cariche di tricomi, a fine fioritura abbassa l’umidità di circa il 30 %.
Il ruolo del calore
Per avere più tricomi al punto giusto puoi giocare anche con la temperatura. Se è troppo alta, i terpeni prodotti dai tricomi cominciano a degradarsi. Se è troppo bassa, il metabolismo della pianta ne risente. Cerca di stare tra 21 e 26 °C.
Indoor e outdoor: come aumentare i tricomi prima del raccolto?
Outdoor si lavora con la luce del sole, quindi con la luce non puoi sperimentare. Quello che ti aiuta sono nutrienti e stimolanti per spingere fioritura e tricomi. Un altro trucco che gira tra i grower, senza prove solide che funzioni, è mettere del ghiaccio sulle radici prima del taglio: c’è chi lo fa una settimana prima, a luce spenta, per aumentare la produzione.
Indoor, per far esplodere la pianta di queste goccioline di felicità, la cosa migliore è lavorare sulla luce. Molti grower giurano che la mancanza di luce spinga la produzione di tricomi (anche qui gli studi sono pochi): la tecnica prevede di stressare la pianta con buio totale per 48-72 ore, a partire da 4 giorni prima del raccolto. In più, alcuni pannelli LED con diodi UV emettono raggi UV che spingono la pianta a proteggersi e a ricoprirsi di tricomi.
Come hai visto, ogni grower può usare diversi metodi per aumentare i tricomi. C’è chi parte con una o due tecniche e, man mano che le padroneggia, ne aggiunge altre per migliorare la qualità dei tricomi e l’effetto delle cime. Col tempo vedrai cime sempre più appiccicose, cariche di cannabinoidi e terpeni.
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