COLTIVAZIONE

Blueberry: la genetica al mirtillo che ogni grower dovrebbe conoscere

Da dove arriva la Blueberry, che sapore ha, che botta dà e quali incroci ne sono usciti, dalla Haze Berry alla versione auto.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

La Blueberry è una genetica a dominanza indica nata in California negli anni ’70 da tre linee autoctone (Highland Thai, Purple Thai e Afghani), famosa per il sapore dolce di mirtillo e frutti di bosco. In indoor fiorisce in 8-9 settimane e dà cime dense e resinose, con un effetto rilassante e lungo che non ti inchioda al divano. È anche una delle varietà che hanno spinto di più la moda dell’ibridazione nella cannabis.

Il contesto conta: negli anni ’70 la scena era agli inizi e le genetiche in giro erano poche. La cannabis arrivava ad Amsterdam da mezzo mondo, i primi grower la seminavano, conservavano i semi e incrociavano tutto finché non uscivano le varietà che conosciamo oggi. In mezzo a questo casino è spuntata la Blueberry. Ma come è nata, e perché è così famosa?

Blueberry: le caratteristiche della genetica

Questa varietà è partita negli Stati Uniti, da qualche parte in California, a un certo punto degli anni ’70, incrociando diversi geni autoctoni. Per arrivare alla Blueberry che conosciamo e adoriamo oggi ci sono volute tre varietà di pedigree e decenni di selezione. I geni di Highland Thai, Purple Thai e Afghani non erano mai stati combinati prima di lei.

In indoor la Blueberry è pronta da raccogliere dopo circa 8-9 settimane di fioritura. In outdoor può arrivare a 2,5-3 m di altezza e si raccoglie tra l’inizio e la metà dell’autunno.

Se ti viene voglia di coltivarla, ecco cosa ti puoi aspettare:

  • Una pianta forte e robusta, che rende bene sia in indoor sia in outdoor se la coltivi nelle condizioni giuste.
  • Internodi corti, grappoli floreali densi e un buon rapporto calice-foglia.
  • Una fumata o una vapata da paura, perché è una delle varietà più fruttate del pianeta. Occhio però: non è la più facile per chi è alle prime armi, ma ripaga il grower esperto con un raccolto abbondante.

Che sapore ha la Blueberry?

La Blueberry è diventata un’icona per il suo sapore dolce di bacche e per com’è fatta: una indica «allungata», con cime dense e resinose e internodi che in fioritura possono anche allargarsi parecchio. È famosa perché fa tanti grappoli floreali compatti invece di code lunghe e spugnose. E poi ha un profilo di terpeni tutto suo, che è il vero motivo della sua fama.

Che effetto fa la Blueberry?

Oltre a tutto questo, con il freddo tende a prendere sfumature blu e viola.

Quanto all’effetto, la botta è piacevole, rilassante e lunga, ma non ti stende sul divano. Per questo la Blueberry si consiglia sia ai grower professionisti sia a chi coltiva in casa, in qualsiasi parte del mondo. Un effetto che soddisfa e che dura.

Gli incroci della Blueberry

Blueberry Haze (Haze Berry)

La Haze Berry ha un sapore dolce e fruttato che le arriva dal lato sativa. Nasce dall’incrocio tra la super resinosa Shining Silver Haze e la Blueberry originale. Anche tra i consumatori e i grower più navigati c’è chi dice che sia forse la sativa dominante più saporita che esista.

In genere le piante sono alte e sottili, con code lunghe e resinose e cime compatte. In indoor arriva a 1,5 m e in outdoor può toccare i 2 m, soprattutto nei climi caldi del sud. Con questo tipo di pianta ti conviene fare presto training e/o potature.

Siccome questi alberelli dolci sono parecchio produttivi, i rami possono spezzarsi sotto il peso delle cime dense. Sotto illuminazione artificiale, secondo i breeder, può arrivare a raccolti fino a 675 g/m². Se nella tua growbox c’è posto, la Haze Berry un buco se lo merita.

Auto Blueberry, la versione autofiorente

Se vuoi tutta la qualità genetica della Blueberry originale, la Auto Blueberry è quella da cercare: ha gli stessi livelli di THC e lo stesso profilo di terpeni ai frutti di bosco che ha reso famosa la capostipite.

Con la genetica autofiorente, però, la coltivazione diventa un po’ più semplice: in indoor la Auto Blueberry va bene con circa 20 ore di luce dal seme fino al raccolto. Ed è ottima per chi inizia, perché cresce senza complicazioni.

E oltre a essere facile è pure veloce: può essere pronta da raccogliere in appena 8-10 settimane dalla germinazione. Questo la mette tra le varietà di cannabis più rapide in circolazione, quindi se cerchi un raccolto veloce e di qualità, fa al caso tuo.

Blue Cheese: Blueberry incontra la Cheese

Adesso passiamo alla roba premium, una varietà che ci azzardiamo a mettere tra le migliori perché nasce da una coppia da paura: la famosissima Cheese del Regno Unito e la Blueberry originale. La Blue Cheese è un ibrido che è diventato una goduria per il palato. Ha un mix complesso di frutti di bosco e muschio, l’aroma terroso della Cheese riempie la stanza e lascia un retrogusto piacevole quando butti fuori il fumo. E non dimentichiamoci la botta forte sul corpo, che arriva dopo pochissimi tiri.

La fioritura dura meno di 9 settimane e con il metodo SOG dà 500-600 g/m². In outdoor la storia cambia: supera l’altezza tipica da indoor di 1-1,2 m e arriva a 2 m. Con un clima caldo ogni pianta può produrre più di 500 g. In questo caso la potatura chiede un po’ più di attenzione della media. E non dimenticarti che con tutte quelle foglie piene di resina ci fai un ottimo hashish.

Blueberry Kush: la Auto Blackberry Kush

Le cime Kush hanno già un fan club bello solido. Se ti piace questa famiglia di alta qualità con una pigmentazione blu e viola intensa, cerca la Auto Blackberry Kush. Nasce dall’incrocio tra la Blueberry e una pianta da hashish resinosa di una banca di semi, e va dal seme autofiorente al raccolto in circa 10 settimane. Alcuni fenotipi possono essere pronti anche in 9 settimane in indoor, con 20 ore di luce al giorno e un clima stabile. In outdoor ci mette qualche settimana in più, ma tranquillo che viene una favola.

Se riesci a tirarle fuori il massimo, puoi arrivare a livelli di THC intorno al 20%. Quando arriva il momento di fumarla, ti aspetta una fumata notevole, con una botta potente sul corpo e un effetto che ti assopisce. Dalla madre eredita la bellezza, con le tonalità blu e viola della genetica Blueberry, e un sapore dolce e fruttato.

Se cerchi semi autofiorenti indica davvero rapidi in fioritura, con cime dense dall’aspetto brinato e colorato, aromi profondi e una potenza che impressiona, questa è la varietà da procurarti.