
Carenze nella cannabis: come riconoscere le più comuni
Azoto, fosforo, magnesio e potassio: i sintomi sulle foglie, come distinguere carenza ed eccesso e cosa fare per rimediare.
Le carenze più comuni nella cannabis sono quelle di azoto, fosforo, magnesio e potassio, e si riconoscono dalle foglie: ingiallimenti, macchie, bordi bruciati, foglie che si arricciano o cadono. Per capire quale nutriente manca guardi dove compaiono i sintomi, sulle foglie vecchie in basso o sui germogli nuovi in alto. Nella coltivazione sbagliare qualcosa con la nutrizione capita a tutti: ogni pianta è diversa e ha esigenze diverse, quindi eccessi e carenze sono all’ordine del giorno.
Quasi tutti i problemi che puoi incontrare dipendono da tre cose: ambiente, nutrizione e irrigazione. Qualsiasi sbalzo o incoerenza in questi fattori può pesare parecchio sulla salute delle piante. Le carenze si vedono sulle foglie e sulla pianta in modi diversi, a seconda del problema.
Tra i sintomi:
- Foglie gialle: possono indicare praticamente qualsiasi carenza, o leggere bruciature
- Foglie che si arricciano verso l’alto: possono indicare carenza di potassio o troppa acqua
- Foglie marroni: possono indicare carenza di fosforo, potassio, magnesio, zolfo, manganese. Oppure bruciatura da nutrienti (marrone più uniforme) o stress da caldo (marrone sui bordi)
- Foglie mosce e cadenti: possono indicare troppa acqua
- Foglie che si piegano verso il basso: possono indicare carenza di potassio o fosforo, oppure troppa acqua
- Foglie che diventano rosse o rosa
- Punte delle foglie bruciate
- Macchie di polvere bianca
- Piante appassite

Come riconoscere un eccesso o una carenza?
Per riconoscere carenze ed eccessi devi osservare le piante da vicino, tanto: sono loro a dirti cosa sta succedendo a livello di nutrienti.
Per capire bene se c’è un eccesso o una carenza devi sapere di che tipo di nutrienti hanno bisogno le piante e come funzionano. I nutrienti si dividono in queste classi in base alla quantità che la pianta ne usa:
1) Nutrienti primari: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Sono i più importanti, perché la pianta ne consuma più di tutti.
2) Nutrienti secondari: calcio (Ca), magnesio (Mg), zolfo (S). La pianta ne ha bisogno in quantità intermedie; in più aiutano l’assorbimento dei primari.
3) Micronutrienti od oligoelementi: boro (B), manganese (Mn), zinco (Zn), ferro (Fe), cloro (Cl), rame (Cu), silicio (Si) e qualcun altro. Indispensabili per uno sviluppo ottimale e la qualità più alta possibile.
C’è un’altra classificazione da tenere a mente, quella della mobilità dei nutrienti, perché alcuni si spostano facilmente in tutta la pianta e altri no. Saperlo ti permette di capire meglio dove sta la carenza o l’eccesso solo guardando se il cambiamento sulle foglie è in alto o in basso.
1) Nutrienti mobili (i sintomi partono dalle foglie vecchie, in basso): azoto (N), fosforo (P), potassio (K), magnesio (Mg), zinco (Zn).
2) Nutrienti immobili (i sintomi partono dai germogli nuovi, in alto): calcio (Ca), boro (B), cloro (Cl), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), silicio (Si), zolfo (S).
Perché le foglie ingialliscono? La carenza di azoto
È una delle carenze più frequenti tra i grower alle prime armi. Si riconosce facilmente e si può correggere appena diventa evidente, anche se all’inizio somiglia ad altre carenze.
Ma perché le foglie della marijuana diventano gialle? Nelle prime fasi della carenza di azoto le foglie hanno un colore troppo chiaro, quasi verde-giallastro, invece del bel verde intenso delle foglie sane.
Questa carenza in particolare di solito mostra venature un po’ più scure rispetto al tessuto della foglia, chiarissimo, anche se il contrasto non è netto come in altre carenze.
Com’è un eccesso di azoto?
Al contrario, la tossicità da troppo azoto dà foglie di un verde scurissimo, che nei casi estremi sembrano quasi nere.
Prevenzione
- Tieni il pH nel range ottimale (6,0-6,5).
- Il terriccio deve essere ricco di nutrienti.
- La fertilizzazione ti garantisce un substrato ricco anche più avanti.
- Le micorrize ti aiutano ad aumentare i livelli di questo nutriente.
Rimedi
- I fertilizzanti organici hanno abbastanza azoto per correggere la carenza.
- Sistema il pH di conseguenza.
- Il tè di compost è perfetto da nebulizzare sulle foglie per una soluzione veloce.
- Aumenta l’azoto del tuo compost con avanzi di cucina, scarti freschi di potatura e sfalci d’erba.

Carenza di fosforo
La carenza di fosforo non è molto frequente. Quando colpisce in vegetativa, la pianta può crescere più lenta, con foglie piccole e radici deboli.
All’inizio la carenza di fosforo di solito rende le foglie scure ma spente, con venature scurissime e il tessuto un po’ più chiaro.
Andando avanti le foglie cambiano: compaiono sfumature violacee nella parte centrale, e i bordi diventano marroni e si piegano verso il basso.
Anche i piccioli (il piccolo gambo che collega la foglia al fusto principale) possono diventare violacei. Nelle fasi finali le grandi macchie sulle foglie diventano marrone-viola e muoiono, mentre il resto della foglia si riempie di puntini verde-giallastri.
Prevenzione
- Assicurati che il terreno sia ricco di materia organica.
- Un terreno ben arieggiato migliora l’assorbimento.
- Aggiungere funghi micorrizici al terreno aiuta ad assorbire meglio il fosforo.
- Metti più letame nel tuo compost.
Soluzione
- Porta il pH verso la parte alta del range ideale.
- Humus di lombrico e farina di pesce nel terreno sono perfetti.
- Usa un fertilizzante organico ricco di fosfati.
- Non annaffiare troppo: fallo solo quando i primi 3 cm di terra sono asciutti, così non si compatta
- Sposta le piante in un posto più caldo o metti un telo per trattenere il calore.
Carenza di magnesio
La carenza di magnesio può somigliare parecchio a quella di potassio. All’inizio i bordi delle foglie cominciano a ingiallire, mentre le venature restano scure. Man mano che la carenza avanza, i bordi si seccano e si arricciano verso l’interno. Vengono colpite anche le foglie superiori, finché perfino la crescita nuova è pallida e clorotica (povera di clorofilla). Sulle foglie basse possono comparire anche macchie marroni, prima che inizino a cadere e morire.
Prevenzione
- Aggiungi calce dolomitica al substrato.
- Usa un compost ricco di letame.
- Tieni il pH ben bilanciato.
Rimedi
- Se il pH è sballato, fai un lavaggio del substrato con acqua a pH 6,0.
- Anche il sale di Epsom dà magnesio. Sciogli 1 o 2 cucchiaini di sale di Epsom in circa 4 litri d’acqua e usa la soluzione finché i sintomi non spariscono.
Carenza di potassio in fioritura
Le carenze di potassio di solito arrivano quando nel substrato c’è troppo azoto o troppo calcio.
All’inizio compaiono macchie sulle foglie, che diventano giallo pallido mentre le venature restano verdi. Punte e bordi possono seccarsi, diventare marroni e arricciarsi verso l’alto o verso il basso.
Man mano che la carenza avanza, spuntano puntini necrotici marroni su tutta la foglia e i bordi sembrano bruciati e secchi. Le foglie nuove possono torcersi e deformarsi, e vedrai foglie che cadono.
Prevenzione:
- Vacci piano con i fertilizzanti.
- Arricchisci il compost con cenere di legna e farina di alghe.
- Non annaffiare troppo spesso.
Rimedi:
- Fai un lavaggio del substrato.
- Misura e correggi il pH per sbloccare un eventuale blocco dei nutrienti.
- La pollina (letame di pollo) nel terreno può aiutare.
- Le alghe organiche nebulizzate sulle foglie potrebbero aiutare.
Con carenze ed eccessi, la chiave è accorgersene presto. Prima noti un problema, più è probabile che riesci a risolverlo e a salvare le piante in tempo.
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