Macronutrienti e micronutrienti: cosa sono e cosa fanno nella cannabis
COLTIVAZIONE

Macronutrienti e micronutrienti: cosa sono e cosa fanno nella cannabis

Cosa vuol dire NPK, perché la pianta chiede azoto in vegetativa e fosforo e potassio in fioritura, e a cosa servono ferro, boro, zinco e compagnia.

DI Redazione CosechaLibre7 MIN DI LETTURA

La pianta di cannabis, come qualsiasi altra, ha bisogno di nutrienti diversi per crescere e svilupparsi in tutte le sue fasi. I macronutrienti (azoto, fosforo e potassio, il famoso NPK) le servono in grandi quantità; i micronutrienti, come ferro, manganese, boro, zinco, rame e molibdeno, in dosi minime ma indispensabili. Per avere cime da paura ti servono tutti e due.

Cosa sono i macronutrienti?

I macronutrienti sono essenziali per la salute generale della pianta e le servono in grandi quantità. Un po’ come a noi servono proteine, grassi e carboidrati per stare in piedi.

Quali sono i macronutrienti? Sono tre: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Quanto ne serve di ciascuno (cioè il rapporto NPK) cambia a seconda della fase della coltivazione.

Cosa vuol dire NPK? Sulle etichette dei fertilizzanti la sigla NPK indica i principali macronutrienti che entrano nella nutrizione delle piante: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K). Da qui l’acronimo NPK.

Per esempio, in vegetativa la pianta chiede più N e meno P e K. In fioritura, invece, vuole molto meno N e più P e K.

Per darle questi elementi puoi scegliere tra fonti organiche naturali e fertilizzanti industriali (alcuni sono anche organici) che trovi nei growshop.

Fertilizzante fatto in casa per la cannabis

L’azoto

Tra i nutrienti delle piante, è un elemento abbondantissimo su tutto il pianeta. È un componente fondamentale della clorofilla e si sposta di continuo dentro la pianta. Fa più lavori insieme: tra l’altro partecipa alla fotosintesi ed è la base degli amminoacidi da cui nascono le proteine.

La cannabis usa l’azoto soprattutto per costruire fusti, rami e foglie. In fioritura la pianta smette di fare nuove foglie e nuovi rami e si concentra sulla crescita dei fiori, usando soprattutto fosforo e potassio.

L’azoto serve a produrre clorofilla. Senza azoto la pianta non riesce a fabbricarsi il cibo che le serve, né ha i mattoni per crescere. Senza abbastanza clorofilla non può fare la fotosintesi e alla fine comincia ad appassire.

Occhio all’acqua in eccesso e alle temperature estreme, perché possono far perdere azoto; al contrario, troppo azoto rende la pianta verde scuro e può ritardare la formazione dei fiori, perché fa foglie e foglioline invece di calici.

Se usi fertilizzanti in bottiglia, stai attento con le dosi nelle annaffiature. Non esagerare, perché puoi bruciare le radici in modo irreparabile.

Se usi un concime organico, tieni conto dei diversi elementi che devono comporre il compost, come fermentati, percolati o altri ingredienti naturali.

Il fosforo

Un altro macronutriente essenziale per la vita è il fosforo. I fosfati fanno parte del DNA e dell’RNA degli esseri viventi; il fosforo si lega forte e a lungo al terreno e non si perde facilmente con le annaffiature.

Tra i nutrienti della cannabis, è un elemento molto importante per la fotosintesi e per lo sviluppo delle radici. In fioritura il fosforo aumenta insieme al potassio, dopo aver ridotto l’azoto.

Una carenza di fosforo può compromettere la capacità della pianta di assorbire altri nutrienti essenziali e può peggiorare parecchio la salute della cannabis, la resistenza alle malattie, la qualità e la resa del raccolto.

Un’altra cosa da sapere, soprattutto sul fosforo: vacci piano se usi un PK in bottiglia. Dare più cibo non è sempre meglio e, invece di cime belle gonfie, rischi di ritrovarti con un eccesso irreparabile proprio in questa fase.

Il potassio

Il potassio è uno dei nutrienti più importanti per la marijuana e partecipa alla sintesi di proteine e amminoacidi a partire dall’azoto in forma di ammonio: l’interazione tra questi due nutrienti è fondamentale per diversi processi metabolici della pianta.

È un metallo alcalino di cui la cannabis ha bisogno. È uno dei macronutrienti che contano di più in fioritura, e se manca può fare davvero la differenza sul raccolto finale. Il potassio serve a gonfiare i fiori, a regolare i sali nella pianta e ad aprire e chiudere gli stomi delle foglie, che gestiscono l’assorbimento della CO2.

Quando la cannabis è in carenza di potassio lo vedi: le foglie cambiano colore. Ingialliscono dalle punte verso il centro, fino alla base della foglia. E noterai anche che il fusto diventa debole e si piega facilmente. 

Cosa sono i micronutrienti?

Le piante hanno bisogno anche di una lista bella lunga di micronutrienti per restare sane, produttive e libere da malattie. Anche se ne servono quantità piccole, quando mancano i problemi possono essere seri.

Puoi paragonare i micronutrienti alle vitamine per noi: non ne servono grandi quantità, ma se mancano la salute ne risente.

Di quali micronutrienti ha bisogno una pianta? Sono ferro, manganese, boro, zinco, rame e molibdeno (calcio, magnesio e zolfo sono invece nutrienti secondari, o mesoelementi). Ci sono in quasi tutti i fertilizzanti, se non in tutti, ma di solito in quantità più basse rispetto ai macronutrienti principali.

A cosa servono i micronutrienti? Sono indispensabili perché la pianta si sviluppi e funzioni bene. La cannabis ne ha bisogno, in piccole quantità, anche per reggere il peso dei fiori.

Le carenze di questi elementi sono piuttosto rare, ma quando mancano possono rovinare salute, crescita e produttività della pianta.

Il boro

Tra i micronutrienti, il boro aiuta a rinforzare le pareti cellulari. Ha un ruolo strutturale importante: circa il 90 % di questo nutriente serve a creare legami incrociati tra le grandi molecole di carboidrati che formano le pareti delle cellule.

Se le tue piante soffrono di una carenza di boro, la loro struttura può risentirne

Il rame

Il rame è un altro micronutriente del terreno che partecipa alla fotosintesi. Si sposta poco dentro la pianta e aiuta a metabolizzare carboidrati e proteine.

Il ferro

I micronutrienti contano eccome, e il ferro aiuta le piante a mantenere la struttura e il funzionamento dei cloroplasti, gli organelli che trasformano l’energia della luce in zuccheri da usare per le cellule.

Capire cosa fanno i micronutrienti, e il ferro in particolare, è fondamentale, perché il ferro è un componente importante di tantissimi enzimi e pigmenti.

Il manganese

Il manganese partecipa ad alcuni dei sistemi e delle funzioni più importanti della cannabis: l’assimilazione dell’azoto, la respirazione e la fotosintesi.

Tra i nutrienti della marijuana, il manganese ha un ruolo importante anche nella riproduzione: aiuta lo sviluppo dei tubetti pollinici e la germinazione del polline.

Il molibdeno

Il molibdeno fa parte dell’enzima nitrato reduttasi, che trasforma il nitrato in nitrito: il primo passo perché la pianta possa usare quell’azoto e costruire amminoacidi.

Il bello è che la pianta riesce a spostare facilmente questo nutriente mobile dove serve di più.

Lo zinco

È uno dei micronutrienti che entrano in tanti processi della pianta, anche se in dosi minime. Si sposta poco, fa parte di vari enzimi e proteine e aiuta a produrre gli ormoni della crescita e a sviluppare gli internodi.

Foglia di cannabis arricciata per un problema di nutrienti

Macronutrienti e micronutrienti sono tutti necessari nella coltivazione di cannabis. Sono vitali perché la pianta si sviluppi bene. Detto questo, molto dipende anche dal substrato che usi.

Il consiglio migliore quando concimi è partire con metà della dose consigliata sull’etichetta del fertilizzante, e aumentare man mano che vedi che la pianta non va in sovralimentazione.

Investire nei nutrienti, poi, è sempre una buona idea. Ma usa marchi affidabili e con buone recensioni da parte di chi li usa. E soprattutto osserva le foglie e tutta la pianta, e stai attento a ogni cambiamento: è così che capisci se la stai nutrendo bene.

Esagerare con i nutrienti è pericoloso, perché può bloccare l’assorbimento di elementi come calcio, magnesio, zinco e ferro. Se succede, puoi lavare le radici con almeno il triplo d’acqua rispetto al volume del vaso, per togliere i nutrienti in eccesso.

In sintesi: con i nutrienti, meglio poco e bene