Coltivare cannabis in autunno: come fregare il freddo e arrivare al raccolto
COLTIVAZIONE

Coltivare cannabis in autunno: come fregare il freddo e arrivare al raccolto

Autofiorenti, vasi rialzati, acqua al mattino e una serra fai-da-te: le mosse per un ciclo autunnale, più una guida all’outdoor per chi parte da zero.

DI Redazione CosechaLibre9 MIN DI LETTURA

Coltivare cannabis in autunno si può, ma devi giocare d’anticipo sul freddo: genetiche resistenti o autofiorenti, vasi rialzati da terra, una protezione per le notti gelide e acqua solo al mattino. Le notti che si allungano mandano la pianta in fioritura da sola, e il raccolto cade tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Noi scriviamo dall’Argentina, cioè dall’emisfero sud, ma qui sotto trovi i mesi giusti anche per l’emisfero nord.

Scegli genetiche che reggono il freddo

La prima mossa, quando coltivi in autunno, è puntare su varietà resistenti al freddo. Le temperature scendono e ti servono ceppi che reggano il fresco. Le autofiorenti, come Northern Lights Auto o Critical 2.0 Auto, vanno forte proprio per questo: fioriscono da sole e si adattano bene a una luce che cambia.

Talee o semi autofiorenti

Se parti con piante nuove in autunno, valuta le talee già in fioritura: continueranno a fiorire e ti fanno guadagnare tempo. L’altra strada sono i semi autofiorenti, che non dipendono dal fotoperiodo e crescono belli vigorosi anche in questa stagione.

Proteggi le piante dal freddo

Quando entra l’inverno le notti possono diventare gelide, e le tue piante rischiano grosso. Per evitare danni da freddo conviene una serra fai-da-te o una struttura simile: ripara dalle temperature estreme e non lascia che le gelate ti rovinino il raccolto.

Vasi rialzati da terra

Alza i vasi dal suolo con dei supporti o con materiale isolante. Così le radici non prendono freddo e la temperatura resta più stabile. In più, i vasi di colore scuro aiutano a tenere le radici più calde.

Controlli e prevenzione

Anche la stagione fredda si porta dietro parassiti e malattie. Controlla le piante con regolarità e intervieni contro gli insetti se serve. Tieni pulita la zona intorno ai vasi, così non si accumulano bestioline e funghi.

Acqua e nutrienti

Cambia il ritmo delle annaffiature per evitare che il terriccio geli di notte. Annaffia al mattino, così le radici assorbono l’acqua prima che arrivi il freddo. E dai i nutrienti giusti per aiutare le piante a reggere un clima tosto.

Sfrutta il fotoperiodo naturale

In autunno il fotoperiodo naturale cambia e le notti si allungano. La cannabis ne approfitta ed entra in fioritura senza intoppi. Non devi toccare il ciclo di luce: meno sbatti per te.

Raccogli al momento giusto

Di solito si raccoglie tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno (novembre o dicembre nell’emisfero nord, maggio o giugno in Argentina), ma la data cambia da genetica a genetica. Guarda i tricomi per capire il momento perfetto: le piante devono essere al massimo della maturazione.

Che cime aspettarti

Occhio che le cime autunnali possono avere un aspetto un po’ diverso: spesso hanno più foglioline rispetto a quelle estive. Non è per forza un male, anzi: se pensi di fare estrazioni di resina, queste cime tendono a essere cariche di tricomi.

Cima di cannabis coltivata outdoor

Coltivazione outdoor per principianti

Per una pianta di marijuana all’aperto ti basta il minimo: qualche attrezzo da giardinaggio, terra, acqua e un angolo del cortile o del giardino che prenda tanto sole.

La cannabis è una pianta tosta, che nel tempo si è adattata ai climi di tutto il mondo e ha dovuto sviluppare difese contro un sacco di problemi. Resta però sensibile al meteo estremo. Che sia il vento forte che spezza i rami o la pioggia a non finire che porta la muffa, l’outdoor ti mette davanti a sfide che con un po’ di pianificazione puoi evitare.

Conoscere il clima e le stagioni di dove vivi è uno dei passi più importanti per tirare su erba di qualità all’aperto. Quindi, a chi ci chiede quando piantare la marijuana outdoor, rispondiamo di partire da questi punti:

Temperatura

Di giorno la temperatura ideale per la cannabis è tra 24 e 25 °C, mentre sopra i 31 °C o sotto i 15 °C la crescita può rallentare. La cannabis regge bene il caldo, ma gli estremi, verso l’alto o verso il basso, possono creare grossi problemi.

Se hai appena iniziato a coltivare, dai un’occhiata al nostro corso di coltivazione online (in spagnolo). 

Partire preparati fa tutta la differenza! 

Piantina di cannabis appena nata

Stagione

Nell’emisfero nord la cannabis si pianta all’inizio o a metà primavera e si raccoglie a metà autunno: l’ideale è da marzo a ottobre. In Argentina, da dove scriviamo, lo stesso calendario va da settembre ad aprile.

Luce

La luce è il tema che fa chiedere a tanti quante ore di sole servono a una pianta all’aperto.

Nella prima metà della stagione le giornate si allungano fino al solstizio d’estate. In questa fase vegetativa la pianta sviluppa le radici e i fusti che poi faranno da base alla crescita fino alla fioritura.

Dopo il solstizio le ore di luce calano e la pianta entra in fioritura da sola. La cannabis è una pianta brevidiurna: comincia a fiorire man mano che le notti si allungano e le ore di sole diminuiscono.

La maggior parte delle piante fiorisce quando riceve meno di 15 ore di sole al giorno. Per questo devi scegliere bene dove metterle, tenendo conto di temperatura e luce della zona in cui vivi, così hanno il tempo di chiudere la fioritura prima che arrivino il freddo e le piogge.

Terra

Un buon terreno è scuro, ricco di nutrienti e con una consistenza leggera e soffice. Deve trattenere l’acqua ma anche far scolare quella in eccesso. Il terreno dev’essere leggermente acido, con un pH intorno a 6: lo controlli con un pHmetro.

Come coltivare marijuana outdoor passo dopo passo

Genetica

Scelto il posto, devi decidere la varietà. Per farlo guarda al mezzo di coltivazione e all’effetto che vuoi ottenere dalla tua erba.

Se vivi lontano dall’equatore e la stagione è corta, l’ideale è una genetica robusta e a fioritura rapida, come le autofiorenti. Chi vive più vicino all’equatore può puntare sulle sativa alte, che ci mettono di più a fiorire, e sugli ibridi che rendono bene in quelle condizioni.

Se vuoi che la tua erba outdoor abbia un sapore preciso, informati sul profilo terpenico delle varietà che stai coltivando. 

Infine, ma non meno importante, sfrutta le schede della banca dei semi per farti un’idea di altezza, tempi di fioritura e resa della varietà che ti piace di più.

Come germinare la marijuana outdoor passo dopo passo

Durante la germinazione, quando il seme tira fuori la radice principale e diventa una piantina, servono tre cose: buio, umidità e acqua. Insieme, sono queste a «svegliare» il seme. E il terreno è il posto ideale perché succeda nel modo più naturale possibile. A seconda di dove ti trovi, tieni conto di questo: 

Clima caldo:

Puoi far germinare le piante direttamente in vaso o in aiuola all’aperto. Però, come dicevamo, nella fase di piantina la cannabis vuole tanta umidità, quindi ti consigliamo di farlo in una serra o sotto un tunnel di plastica.

Clima freddo:

Meglio far germinare le piantine al chiuso finché durano le ultime gelate di primavera. Quando arriva il bel tempo, le trapianti direttamente in piena terra o in vasi grandi all’aperto.

Prima di germinare i semi, procurati un buon terriccio per l’outdoor. I terricci organici danno alla pianta tutto quello che le serve per partire: nutrienti, batteri e funghi utili. La terra, all’aperto, fa davvero la differenza tra una pianta che cresce alla grande e una che stenta. 

Pianta di cannabis in un orto all’aperto

 

Ora che sai che il terriccio va preparato, è il momento di germinare. Fai un buchetto nello strato superficiale della terra, in aiuola o in vaso. Metti il seme nel buco e coprilo con delicatezza. Aggiungi un filo d’acqua. Il primo germoglio spunta tra i 2 e i 7 giorni.

La fase di piantina dura circa due settimane. In questo periodo le servono luce costante, umidità intorno al 70 % e poca acqua.

Fase vegetativa della marijuana outdoor

La fase vegetativa arriva dopo quella di piantina. In questo periodo le piante fanno la fotosintesi e accumulano energia per svilupparsi, e spuntano le grandi foglie a ventaglio. Per tenerle bene, soprattutto all’aperto, guarda questi aspetti:

Annaffiatura:

La domanda classica di chi inizia è ogni quanto annaffiare la marijuana outdoor. Il nostro consiglio: solo quando i primi 3-5 cm di terra sono asciutti. Se non aspetti abbastanza, le piante rischiano il marciume radicale e altri guai.

germinare semi di marijuana outdoor

Controlla il terreno: 

All’aperto come in indoor, ogni tanto devi controllare che il pH resti tra 6,0 e 7,0, l’intervallo ideale perché la pianta assorba bene i nutrienti.

Vaso o piena terra

Coltivare in vaso è comodo, perché puoi spostare le piante in giardino o in cortile per prendere più sole o per ripararle da pioggia, vento forte e temperature estreme.

Nutrienti

Un buon terreno dovrebbe avere abbastanza nutrienti organici per far partire il ciclo, ma man mano che la pianta cresce e va in fioritura può esaurirli e chiedere fertilizzante in più.

I tre nutrienti principali per la marijuana sono azoto, fosforo e potassio. In vegetativa le piante vogliono più azoto per costruire le radici e le foglie che reggeranno la fioritura. All’inizio della fioritura chiedono più fosforo e potassio che azoto. Verso la fine, quando l’azoto è quasi esaurito, la pianta si concentra sui nutrienti che le restano.

L’ideale è scegliere una linea di fertilizzanti specifica per la cannabis e rispettare le dosi consigliate, per evitare eccessi o carenze. Le fonti organiche sono le migliori perché portano microbi utili, ma ci mettono di più a decomporsi e a diventare disponibili per la pianta.

Acqua

Ogni quanto annaffiare una pianta di marijuana all’aperto? Se vedi piante afflosciate e terra secca, sono segnali chiari che hanno sete. Foglie cadenti con la terra bagnata, invece, vogliono dire troppa acqua. Sono due errori classici e con un po’ di pratica li eviti.