
Essiccare la cannabis senza rovinarla: gli errori da principiante
Terriccio bagnato al taglio, mani addosso alle cime, muffa appesa e stanza troppo calda: così butti via mesi di lavoro.
Gli errori classici dell’essiccazione sono quasi sempre questi: tagliare con il terriccio ancora bagnato, toccare troppo le cime, appendere piante con muffa, sbagliare umidità e temperatura, essiccare alla luce. L’ideale è una stanza buia e ventilata, al 50-60% di umidità e a 18-20 °C, per circa 7-12 giorni. Sembra la fase meno importante, ma essiccare bene la marijuana è fondamentale per avere la qualità migliore: se non ci stai attento, dopo mesi di cure puoi buttare via tutto il raccolto.
Nei nostri articoli su essiccazione e concia della cannabis ti abbiamo già dato le basi per essiccare alla perfezione le cime appena tagliate. Qui invece parliamo degli errori più comuni quando ci si mette al lavoro sulle cime, errori che, appunto, possono rovinare i fiori che hai curato per mesi.

Guardare da vicino il colore della resina è fondamentale per raccogliere al momento giusto, con il massimo possibile di cannabinoidi, terpeni, flavonoidi e via dicendo. In fioritura il colore passa da trasparente a lattiginoso man mano che le teste ghiandolari dei tricomi si riempiono di composti, fino ad arrivare a un bel color ambra.
Di solito il momento migliore per raccogliere è quando la maggior parte dei tricomi è lattiginosa e qualcuno tira all’ambrato. È lì che cannabinoidi e terpeni sono al massimo, e quindi anche sapore, aroma ed effetto delle cime.
Quando vedi che sei al punto giusto, è ora di tagliare. Un errore comune, che può allungare l’essiccazione di diversi giorni, è raccogliere con il terriccio bagnato, cioè quando dentro i tessuti della pianta c’è il massimo dell’acqua. Quindi, se vuoi essiccare bene le cime nel minor tempo possibile, conviene raccogliere quando il terriccio è asciutto da almeno un giorno e la pianta ha meno acqua dentro.
Allo stesso modo, se vuoi accelerare l’essiccazione, la cosa migliore è manicurare bene la marijuana prima di appenderla. E togli anche tutto il gambo che puoi. Così c’è meno materia vegetale da asciugare e le cime si seccano prima.

Sia quando tagli le piante sia durante la manicure (e anche quando le appendi), è importantissimo non maneggiare troppo i fiori. Le teste dei tricomi, dove si producono e si accumulano i composti che danno alla cannabis sapore e botta, sono delicatissime e si rompono facilmente se tocchi troppo le cime.
Non a caso il charas si fa strofinando a mano i fiori freschi per ottenere uno strato spesso di resina (hashish) attaccato alle mani. Ed è proprio quello che vuoi evitare se vuoi tenere le cime in condizioni perfette.
Quando sei pronto a manicurare, o ad appendere subito se preferisci manicurare a secco, controlla bene ogni cima per vedere se ci sono infezioni, soprattutto funghi come la botrite o l’oidio. Se appendi a essiccare una pianta con un’infezione fungina, l’infezione può diffondersi durante l’essiccazione, e ti ritrovi con la brutta sorpresa di un raccolto infetto e da buttare.
Ora hai i fiori tagliati, manicurati e pronti da essiccare. Ma tieni presente che l’umidità relativa nella stanza di essiccazione decide sia la velocità sia la qualità dell’essiccazione. Vuoi un’essiccazione lenta e uniforme, senza picchi di temperatura o di umidità: l’ambiente deve restare il più costante possibile.
L’umidità ideale per essiccare la cannabis è del 50-60%. Più bassa, e probabilmente le piante si seccano troppo in fretta; più alta, e rischi problemi di muffa e un’essiccazione che non finisce mai.
Come dicevamo, oltre a tenere l’umidità giusta devi evitare che l’aria nella stanza di essiccazione ristagni. Molti grower usano il loro indoor come stanza di essiccazione e lasciano accesa la ventilazione durante tutto il processo. Così l’aria gira bene, e se c’è un filtro a carboni l’odore forte delle piante non esce.
Come l’umidità, anche una temperatura sbagliata può rovinare i fiori, e lo stesso vale per essiccarli in piena luce. Sopra i 25 gradi la pianta può seccarsi troppo in fretta: la temperatura ideale è intorno ai 18-20 °C. E se essicchi alla luce, una parte del contenuto dei tricomi si degrada e la qualità finale delle cime cala.
L’ideale è essiccare le piante in un posto abbastanza fresco, ben ventilato e buio. Così eviti gran parte dei fattori che possono far perdere qualità al raccolto durante l’essiccazione.
Come essiccare una cima appena tagliata
La cannabis appena raccolta ha parecchia umidità in eccesso da togliere. Quindi la domanda è: come si essicca la marijuana?
L’essiccazione serve a trasformare le cime appena tagliate nella migliore versione di sé stesse. Prima di tutto devono asciugare in una stanza buia per circa una settimana. Più tempo le lasci, meglio è.
Essiccare le cime serve a diverse cose importanti che, alla fine, ne migliorano la qualità e le fanno durare di più. Ci sono però diversi fattori che cambiano la durata dell’essiccazione:
- La grandezza delle cime
- Come hai manicurato le piante
- Temperatura, umidità e ricircolo d’aria nella stanza di essiccazione
Un’essiccazione lenta aiuta parecchio le piante di cannabis a conservare un profilo di terpeni più ricco e completo. Essiccare più a lungo riduce anche l’asprezza che senti quando fumi: per avere cime buone e potenti, ci vuole pazienza.
Per un buon risultato finale calcola un’essiccazione di circa 7-12 giorni. Man mano che perdono umidità, le cime si rimpiccioliscono e perdono peso.
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