Fertilizzanti per cannabis: cosa dare in vegetativa e in fioritura
COLTIVAZIONE

Fertilizzanti per cannabis: cosa dare in vegetativa e in fioritura

Azoto per crescere, fosforo e potassio per fare cime: come cambiano i nutrienti fase per fase e come evitare bruciature e blocchi.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

Usare bene i fertilizzanti è uno dei fattori chiave per avere piante di cannabis sane e produttive. In vegetativa la pianta vuole tanto azoto e un po’ di fosforo; in piena fioritura l’azoto si taglia e salgono fosforo e potassio. I fertilizzanti le danno i nutrienti essenziali che non sempre il terreno o il substrato hanno in quantità sufficiente, e così spingono la crescita e tirano su la produzione di cime e resina.

Però, per fertilizzare la cannabis come si deve, bisogna conoscere le esigenze di ogni fase, dalla crescita vegetativa alla fioritura, così eviti problemi come la sovrafertilizzazione o, al contrario, le carenze.

Quali fertilizzanti usare durante il ciclo di vita della cannabis?

La cannabis passa per diverse fasi di sviluppo, e ognuna ha le sue esigenze nutritive. Scegliere i fertilizzanti giusti e regolare le proporzioni dei nutrienti in ogni fase è fondamentale per una coltivazione sana e produttiva. Qui sotto ti spieghiamo quali nutrienti e fertilizzanti conviene dare in ogni momento, dalla vegetativa alla fioritura.

Fase vegetativa: tanto azoto e fosforo moderato

In vegetativa la pianta femmina di cannabis ha bisogno di livelli alti di azoto (N), il nutriente chiave per fare foglie e fusti robusti. Con la giusta dose di azoto le piante crescono forti e resistenti, ed è proprio questo che poi regge una buona produzione in fioritura. Oltre all’azoto serve un livello medio di fosforo (P), che aiuta a sviluppare un apparato radicale forte e sano.

Conviene andare avanti con questo regime fino alle prime settimane di fioritura, il cosiddetto «stretch» o allungamento. In questo periodo le piante crescono veloci e senza sosta, e hanno ancora bisogno di parecchio azoto per stare dietro a questo sviluppo accelerato.

Dare fertilizzanti ricchi di azoto e con fosforo moderato in questa fase ti assicura un passaggio alla fioritura senza intoppi.

Fase di fioritura: meno azoto, più fosforo e potassio

Quando la fioritura entra nel vivo, le esigenze della pianta cambiano di brutto. Da qui in poi l’azoto va ridotto parecchio, perché un eccesso può frenare lo sviluppo delle cime e abbassarne la qualità. Il fosforo, invece, diventa essenziale e in quantità maggiori, perché aiuta la formazione dei fiori e dà una buona struttura alle cime.

Anche il potassio (K) è fondamentale per tutta la fioritura, e in questa fase andrebbe dato in quantità maggiori, idealmente il doppio dell’azoto. Il potassio aiuta ad aumentare dimensioni, peso e densità delle cime, e rinforza le difese della pianta contro malattie e parassiti.

Fertilizzanti per la cannabis: i nutrienti fase per fase

  1. Fase vegetativa: azoto alto e fosforo medio.
    • Vantaggi: radici forti, crescita robusta e chioma folta.
  2. Prime settimane di fioritura (stretch): azoto ancora alto e fosforo medio.
    • Vantaggi: sostiene la crescita rapida della pianta e prepara una base solida per la produzione di cime.
  3. Piena fioritura: meno azoto, più fosforo e potassio.
    • Vantaggi: fioritura abbondante e cime grandi e resinose.

Usare i fertilizzanti giusti in ogni fase del ciclo della cannabis è fondamentale per ottimizzare lo sviluppo della pianta e tirare fuori il massimo, in qualità e quantità, dal raccolto. Tenere le proporzioni corrette dei nutrienti in ogni fase, e aggiustarle in base a quello che chiedono crescita e fioritura, è quello che garantisce piante sane e produttive dall’inizio alla fine.

Consigli per fertilizzare meglio la cannabis

Un buon piano di fertilizzazione è fondamentale per una crescita sana e un raccolto al massimo. Ecco alcuni consigli chiave che ti aiutano a fertilizzare meglio e a evitare i problemi più comuni.

Usa i chelati per migliorare l’assorbimento dei nutrienti

I chelati sono un’ottima strategia per far assorbire meglio nutrienti essenziali come ferro e zinco, che hanno carica positiva e che la pianta può fare fatica ad assorbire. I chelati avvolgono questi nutrienti con una carica neutra o negativa, e così li aiutano a superare la barriera cellulare della pianta in modo più efficace.

In coltivazione biologica puoi usare chelati naturali, come gli acidi umici e fulvici, che fanno lo stesso lavoro senza alterare l’equilibrio naturale del terreno.

Prova la concimazione fogliare

La concimazione fogliare, cioè spruzzare una soluzione di nutrienti direttamente sulle foglie, è un modo efficace per correggere le carenze in fretta e in modo mirato. È utile soprattutto per dare microelementi e nutrienti secondari come calcio, magnesio e manganese. In più, la fogliare può servire anche contro alcuni parassiti e malattie della cannabis.

Fai un lavaggio radici prima del raccolto

Prima di raccogliere è fondamentale eliminare i residui di fertilizzante accumulati nelle radici e nel substrato. Un lavaggio radici con acqua a pH neutro nell’ultima settimana di coltivazione aiuta a pulire il sistema ed evita che i fertilizzanti rimasti rovinino sapore e morbidezza del fumo. Il processo costringe la pianta a usare i nutrienti che ha immagazzinato, e questo migliora l’aroma e il sapore finale delle cime.

I problemi più comuni con la fertilizzazione della cannabis

Sbagliare la fertilizzazione, per eccesso o per difetto, stressa le piante e ne compromette lo sviluppo. Ecco i problemi più frequenti e come risolverli.

pH sballato

Un pH sbagliato nel substrato, nell’acqua o nei fertilizzanti può creare problemi seri. Con il pH fuori range la pianta non assorbe bene i nutrienti, e arrivano blocchi e carenze. Per evitarlo bisogna controllare e correggere il pH con regolarità, tenendolo nel range ideale per la cannabis (tra 5,5 e 6,5 in cocco o idroponica, tra 6,0 e 7,0 in terra).

Bruciature da nutrienti

Le bruciature da nutrienti arrivano quando le piante ricevono troppo fertilizzante, e si vedono da foglie verde scuro, punte bruciate e fusti rossastri o viola. Le piante colpite possono crescere stentate e fare cime di qualità peggiore. La soluzione è un lavaggio radici con acqua a pH neutro e poi abbassare gradualmente la dose di fertilizzante, così non succede più.

Blocco dei nutrienti

Il blocco dei nutrienti di solito dipende dall’accumulo di fertilizzanti nel substrato o da squilibri di pH, che impediscono alle radici di assorbire certi elementi. Il risultato sono carenze che si vedono come foglie gialle, punte bruciate e macchie marroni. Per sbloccare la situazione serve un lavaggio radici e una correzione del pH prima di riprendere a fertilizzare.

Troppo fertilizzante

Esagerare con i fertilizzanti, soprattutto con quelli sintetici, può fare danni seri alle piante, come bruciature e disidratazione. I sintomi sono foglie bruciate e bordi secchi. I grower alle prime armi spesso provano a rimediare aggiungendo altri integratori, e così peggiorano le cose. La soluzione è un lavaggio radici e un pH stabile prima di rivedere il piano di fertilizzazione.

Carenze nutritive

Le carenze possono venire da una fertilizzazione insufficiente o da un blocco dei nutrienti. I sintomi sono foglie gialle o marroni e fusti scoloriti. Per correggere puoi aumentare la dose di fertilizzante o dare nutrienti in più, ma prima controlla che non ci sia un blocco che ne impedisce l’assorbimento.