Molecola di THC e molecola di CBD: perché una ti sballa e l’altra no
CONSUMO

Molecola di THC e molecola di CBD: perché una ti sballa e l’altra no

Stessa pianta, due molecole che si agganciano in modo diverso al sistema endocannabinoide: ecco perché il THC fa la botta e il CBD no, e come si bilanciano.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Una molecola di THC (tetraidrocannabinolo) e una di CBD (cannabidiolo) vengono dalla stessa pianta, ma hanno una struttura molecolare diversa, e questo cambia il modo in cui si agganciano al corpo: il THC si lega soprattutto ai recettori CB1 del cervello e dà l’effetto psicoattivo, il CBD passa da altri recettori e non sballa. Sono due dei cannabinoidi più conosciuti della cannabis, ma hanno effetti e proprietà molto diversi proprio per queste differenze di struttura.

Il THC è famoso per l’effetto psicoattivo, quello che ti dà l’«euforia» o la «botta». Il CBD invece questo effetto non ce l’ha, e viene usato per le sue possibili proprietà terapeutiche senza alterare la percezione.

Il punto chiave è come ciascuna molecola si collega al sistema endocannabinoide del corpo, in particolare ai recettori CB1 e CB2 del cervello e del sistema nervoso.

Differenze tra THC e CBD: cosa rende unici questi due cannabinoidi?

THC e CBD sono i due cannabinoidi di punta della cannabis. Agiscono tutti e due sul sistema endocannabinoide umano, ma danno effetti molto diversi, ed è per questo che servono sia nell’uso ricreativo sia in quello terapeutico.

Capire cosa hanno in comune e cosa li separa aiuta a spiegare perché alcune varietà sono più rilassanti o terapeutiche, mentre altre sono più stimolanti e da svago.

Cosa hanno in comune: cos’è il sistema endocannabinoide?

Sia il THC che il CBD sono cannabinoidi che interagiscono con il sistema endocannabinoide (SEC), una rete di comunicazione tra le cellule presente in tutti i mammiferi. Questo sistema regola funzioni chiave dell’organismo e cerca di mantenere l’equilibrio interno, la cosiddetta «omeostasi».

Il corpo produce da sé i propri cannabinoidi (gli endocannabinoidi) per attivare questo sistema, ma anche i fitocannabinoidi, cioè quelli di origine vegetale come THC e CBD, possono stimolarlo, con effetti tutti loro. I principali recettori del SEC sono il CB1 e il CB2, che si trovano rispettivamente nel sistema nervoso centrale e nel sistema immunitario.

Il ruolo del THC della pianta di marijuana

Il THC è il principale componente psicoattivo della cannabis. Si lega soprattutto ai recettori CB1 del cervello e influisce su piacere, appetito, memoria e concentrazione. È questo effetto a dare l’euforia tipica e i cambi di percezione e di umore.

Agisce anche sul recettore CB2, che partecipa alla regolazione del dolore e dell’equilibrio in organi come reni e fegato.

Gli effetti della marijuana: cosa succede al THC nell’organismo?

Quando consumi cannabis con tanto THC, è normale che ti venga più fame (la famosa «fame chimica») e che mangiare ti dia più piacere. Il THC dà anche sonnolenza, ed è per questo che alcuni pazienti lo usano per l’insonnia e la mancanza di appetito.

Però incide anche sulla memoria a breve termine, e questo spiega perché da fatti a volte ci si dimentica cosa si stava facendo o dicendo. Questa proprietà psicoattiva è uno dei motivi per cui il THC è il cannabinoide più cercato per l’uso ricreativo, ma è anche quello con più restrizioni legali in tanti paesi.

E il CBD che effetto fa?

Il CBD invece non è psicoattivo: non dà euforia e non altera la percezione. Invece di interagire con i recettori CB1 e CB2 come fa il THC, il CBD si collega ad altri recettori, come il GPR55 e il 5-HT1A, e contribuisce a una sensazione di benessere ed equilibrio senza farti fatto.

Ha un ruolo importante nel regolare gli effetti del THC: alcuni studi suggeriscono che riduca l’ansia che il THC può dare e che abbia proprietà antipsicotiche, e così ammorbidisce la «salita» e rende l’esperienza più equilibrata.

Le proprietà terapeutiche del CBD delle cime di marijuana

Il CBD è molto cercato per le sue possibili proprietà antinfiammatorie, antipsicotiche e anticonvulsivanti. Per questo viene spesso usato contro artrite e reumatismi e soprattutto per disturbi neurologici come l’epilessia farmacoresistente, perché sembra calmare spasmi muscolari e convulsioni.

In più, alcuni studi suggeriscono che il CBD abbia proprietà ansiolitiche, ed è in fase di studio anche per la schizofrenia, con alcuni risultati positivi nell’alleviare i sintomi senza gli effetti collaterali del THC.

Come decidono THC e CBD il tipo di effetto?

THC e CBD lavorano insieme e si regolano a vicenda. Però, a seconda di quanto ce n’è dell’uno e dell’altro, l’effetto finale può cambiare parecchio:

  • Varietà ricche di THC: di solito sono le preferite per l’uso ricreativo, perché danno euforia, rilassamento e aprono lo stomaco.
  • Varietà ricche di CBD: sono le più indicate per l’uso terapeutico; i pazienti riferiscono sollievo da dolore, infiammazione e ansia, senza gli effetti psicoattivi del THC.

In certe combinazioni il CBD aiuta a ridurre i vuoti di memoria dati dal THC, lasciando la testa più lucida e bilanciando l’effetto generale. È utile soprattutto per chi cerca un sollievo terapeutico senza perdere concentrazione o energia.

Qual è l’opzione migliore per te?

Il rapporto tra THC e CBD decide in buona parte che tipo di esperienza avrai. Se cerchi un rilassamento profondo e un aiuto per l’insonnia o la mancanza di appetito, ti conviene una proporzione più alta di THC. Se invece ti serve una mano con infiammazione, ansia o spasmi muscolari, il CBD è la scelta migliore.

Alla fine, trovare il giusto equilibrio tra questi cannabinoidi ti permette di sfruttarne al meglio i vantaggi. Un buon bilanciamento tra THC e CBD dà un’esperienza completa, senza effetti indesiderati come una sonnolenza esagerata o la testa confusa.