
Olio infuso alla cannabis per cucinare: la ricetta a bagnomaria
Olio d’oliva o di cocco, cime decarbossilate e cinque ore a fuoco basso: come si fa l’olio cannabico, quanto THC ci finisce dentro e gli errori da evitare.
L’olio infuso alla cannabis si fa scaldando cime decarbossilate in olio d’oliva o di cocco a bagnomaria per 5–6 ore, senza mai superare i 70–75 °C, e poi filtrandolo. È un ottimo modo per consumare cannabis senza fumarla e, come il burro di cannabis, rende al meglio a crudo, su un’insalata o comunque senza scaldarlo troppo. I cannabinoidi si sciolgono pochissimo in acqua ma benissimo nei grassi: per questo si usano olio o burro.
Se vuoi un olio che possa usare chiunque, senza nessun effetto psicoattivo, l’ideale è partire da erba ricca di CBD e con THC bassissimo o quasi a zero.
Ingredienti per l’olio alla cannabis
- 250 ml di olio d’oliva (o di cocco, se preferisci)
- 10 g di cime oppure 25 g di scarti del raccolto
- Una pentola e una ciotola adatta al bagnomaria
- Un colino di stoffa
- Un barattolo pulito per conservare l’olio
THC e CBD sono solubili negli acidi grassi. Vuol dire che per fare gli edibili serve un grasso, così il corpo riesce ad assorbirli.
Durante l’infusione l’olio si carica di THC e degli altri cannabinoidi, terpeni e flavonoidi, e diventa un grasso potente da usare in cucina.

Come si fa l’olio di cannabis?
Fare l’olio di cannabis non è difficile, ma bisogna seguire qualche passaggio. Per prima cosa sbricioli le cime, così cannabinoidi e tricomi si staccano più facilmente. Poi conviene decarbossilarle, cioè attivare il THC col calore: le metti su una teglia in forno a 110–120 °C per 30–40 minuti. A 70–75 °C, come nel bagnomaria, la decarbossilazione è solo parziale.
Metti a scaldare l’acqua nella pentola e sopra appoggi la ciotola dove mescolerai la cannabis con l’olio. La cottura a bagnomaria dura 5 o 6 ore, a fuoco medio-basso, in modo che l’olio non superi mai i 70–75 °C. È importantissimo tenere la temperatura sotto controllo e non arrivare mai a 100 °C. Se la temperatura sale, un buon trucco è aggiungere acqua nella pentola.
Finita la cottura, filtri l’olio col colino di stoffa. Lo conservi in un barattolo di vetro sterilizzato, meglio se in una credenza lontano dalla luce e dall’umidità.
La ricetta originale consiglia di aspettare un mese prima di usarlo, perché l’olio si assesti insieme ai cannabinoidi. Puoi usarlo su insalate, pesto, salse e come preferisci, ma ti sconsigliamo di cuocerlo: scaldandolo perde proprietà e diventa un po’ dannoso, come qualsiasi olio cotto. Gli oli, di qualunque tipo, fanno meglio «a crudo».
Come si usa l’olio di cannabis?
Se cerchi un olio di cannabis con tutte le proprietà della pianta, effetto psicoattivo compreso, ti conviene partire da una varietà ricca di THC, o comunque con più THC che CBD.
Così ottieni un olio cannabico che, secondo chi lo usa, può dare sollievo a dolori muscolari forti, spasmi da epilessia, mancanza di appetito, insonnia e altro: gli studi sono ancora pochi, quindi per questioni di salute parlane col medico.
Oltre all’uso terapeutico, la cucina alla cannabis ti permette di metterlo un po’ dappertutto: brownies, biscotti, pasta, caffè e chi più ne ha più ne metta.
Quanta erba serve per l’olio di cannabis?
La quantità di cannabis da usare dipende tanto dalla tua tolleranza e da quanto è potente l’erba.
Quando l’olio è pronto, assaggiane poco per vedere come ti prende. Non esagerare: gli edibili ci mettono anche due ore a salire. Per esempio, se l’erba è stata decarbossilata bene, puoi regolarti così:
- Con circa 14 g (mezza oncia) di erba al 14 % di THC, ogni cucchiaino di olio conterrà più o meno 40 mg di THC.
- Con circa 7 g (un quarto d’oncia) di erba al 14 % di THC, ogni cucchiaino di olio conterrà più o meno 20 mg di THC.
- Altrimenti puoi usare un calcolatore online per verificare la potenza dell’olio.

Gli errori più comuni con le infusioni di cannabis
Chi comincia a cucinare con la cannabis fa spesso un sacco di errori, ma sono facili da evitare.
Primo: tanti si dimenticano della decarbossilazione o proprio non ci fanno caso, e l’infusione viene molto meno potente ed efficace.
Altri ci mettono troppa erba e si ritrovano con un’infusione troppo forte per usarla.
Un altro classico è usare l’erba migliore, quella di qualità top, per gli edibili. Puoi farli benissimo con il pressato, con le foglie o con l’erba già vaporizzata.
Infine, sta’ attento mentre l’infusione va. Le ricette sono semplici, ma è facile dimenticarsi qualcosa sul fuoco o tenere la temperatura troppo alta, e ritrovarsi con tutto l’olio bruciato o, peggio, con un incendio in cucina.
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