Overdose di cannabis: esiste una dose letale? Il conto dell’LD50
Per arrivare alla dose letale servirebbero decine di migliaia di canne. Ma esagerare si può, e si sente.
Un’overdose mortale di cannabis, nella storia documentata, non si è mai vista: non risulta nemmeno un morto. Quello che può succedere è esagerare e prenderla male, con ansia, nausea e capogiri che però passano. Detto questo, anche se la cannabis si studia sempre di più, di report e studi sulle overdose negli esseri umani non ce ne sono molti.
Quando la medicina parla di farmaci e sostanze, a ognuno assegna un valore chiamato «LD50», la dose letale 50: indica la dose a cui la sostanza ucciderebbe per tossicità il 50% dei soggetti che la ricevono. E secondo il parere di un giudice amministrativo della DEA (l’agenzia antidroga degli Stati Uniti) del 1988: «Diversi ricercatori hanno cercato di stabilire l’LD50 della marijuana negli animali da laboratorio, senza riuscirci. In parole povere, non sono riusciti a dare agli animali abbastanza marijuana da farli morire».
Nello stesso parere del 1988, il giudice stimò, partendo dai dati sugli animali, che l’LD50 della marijuana fosse intorno a 1:20.000 o 1:40.000. Vuol dire che un fumatore dovrebbe consumare da 20.000 a 40.000 volte la quantità di cannabis contenuta in una canna, tutta in una volta: in pratica da 20.000 a 40.000 canne.
Anche il dabber più navigato crollerebbe sul divano molto prima di arrivare a quello che, secondo quel calcolo, equivale a 680 chili di marijuana in corpo. Occhio però: il conto vale per un adulto che fuma. Per bambini o animali che mangiano cannabis per sbaglio, anche una quantità piccola può dare un quadro serio.
In ogni caso, fumare tanta erba può farti stare male. Quasi tutti quelli che fumano hanno provato almeno una volta l’effetto sgradevole di averci dato dentro troppo, di essere «troppo fatti». Il famoso collasso, o «sbiancata», può dare ansia e paranoia, capogiri e nausea. Effetti che si sentono ancora di più se la marijuana si mescola con alcol o altre sostanze.
Il colpevole è soprattutto il THC, il composto della cannabis che ti fa fatto. Negli ultimi decenni il THC dell’erba è salito pian piano. Oggi non è raro trovare varietà con più del 20% di THC, abbastanza da mettere ko anche chi fuma da anni.
Poi ci sono concentrati come la wax (cera) o lo shatter, con un THC che supera il 90%. Con prodotti così potenti prenderla male è più facile che mai, anche se fumi spesso.
Un altro modo di consumare che può portare brutte sorprese sono gli edibili. Quando fumi, la botta può arrivare al picco in 30 minuti. Invece, quando mangi qualcosa alla cannabis, per sentire l’effetto devi aspettare parecchio.
Per questo gli edibili possono metterci dalle 2 alle 4 ore per arrivare all’effetto pieno. L’errore classico del principiante è spazientirsi dopo averli mangiati e pensare che non facciano niente. E così ne mangia altri.
Se senti di aver esagerato, o di aver preso un’erba troppo forte che ti fa stare male, questi consigli ti possono servire:
-Mettiti in un posto tranquillo in cui ti senti al sicuro e concentrati sul respiro.
-Stai con qualcuno di cui ti fidi.
-Se ti gira la testa o senti che ti scende la pressione, cosa che può capitare se hai esagerato con gli edibili, siediti o sdraiati. Anche qualcosa di dolce può aiutarti a stare meglio.
-Alcuni studi suggeriscono che il CBD possa aiutare in questi casi, perché potrebbe smorzare alcuni effetti del THC, ma le prove sono contrastanti. Se lo provi, che sia un prodotto solo CBD, senza THC.
-Bevi acqua, niente alcol e non metterti alla guida finché non ti è passata.
La cosa più importante è dire a qualcuno che non stai bene. Non vergognarti e chiedi aiuto, ma soprattutto ricordati che un collasso da erba, da solo, non ti uccide, e che prima o poi il malessere passa. Chiedi però subito aiuto medico se hai dolore al petto o il cuore a mille che non rallenta, se svieni, se ti manca l’aria, se hai convulsioni, vomito che non si ferma, allucinazioni o confusione e paranoia che non passano, o se un bambino o un animale ha mangiato cannabis, anche se sembra stare bene.
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