
Come pianificare una coltivazione indoor: genetica, luci e ventilazione
Prima di comprare la growbox, decidi questo: semi o talee, che lampade, come gira l’aria e quanto durerà la fioritura.
Per pianificare una coltivazione indoor devi decidere quattro cose prima di comprare qualsiasi roba: genetica (semi o talee, meglio indica o ibride gestibili), illuminazione, ventilazione e dimensioni della growbox, tenendo conto che la fioritura indoor dura di solito 6-10 settimane. Le temperature di fuori pesano sulla coltivazione, quindi conviene muoversi in anticipo. E d’estate tanti grower sono costretti a fermarsi, perché il caldo rende la coltivazione impossibile.
Per questo molti scelgono l’indoor. Non è complicato, ma all’inizio i dubbi sono tanti: da dove partire, quanto vive una pianta di marijuana indoor, come si coltiva al chiuso. Se è la tua prima volta, tieni presenti alcuni concetti base che ti spieghiamo qui sotto: luce, ventilazione, le genetiche migliori per l’indoor e tanto altro…

Cosa serve per coltivare indoor? Semi o talee?
Semi o talee, per noi è uguale. L’unica cosa che conta in un indoor casalingo è che la varietà si adatti bene alla tua growbox o al tuo spazio. Le indica e le ibride indica/sativa sono sempre più gestibili delle sativa o delle ibride a dominanza sativa: quelle crescono a dismisura e a volte trasformano un indoor in una giungla fuori controllo. In più di solito hanno una fioritura molto più lunga, a volte fino a 3-4 mesi.
Le talee hanno un vantaggio: sai già come si comportano prima ancora di metterle nell’indoor. Se conosci chi te le ha passate, può dirti quanto cresce la pianta, come va in vaso, quanto ci mette a fiorire, quanto produce, che sapore hanno le cime, che effetto danno e così via.
In più sono molto più gestibili, perché puoi mandarle in fioritura a qualsiasi taglia. I semi invece possono essere una lotteria: anche nella stessa varietà, un fenotipo può produrre più di un altro, metterci di più a fiorire, essere più potente e via dicendo.
L’illuminazione
La seconda cosa da pensare per un indoor è un impianto di luci adatto. Non tutte le lampade vanno bene per coltivare al chiuso: le alogene, per esempio, no. Oggi il mercato offre tante alternative, tutte efficaci. Dalle classiche lampade al sodio ad alta pressione (HPS), pensate per la fioritura, e agli ioduri metallici (MH), per la crescita, fino alle lampade a basso consumo, ai LED per coltivazione e alle LEC… In ogni caso la luce è uno dei pilastri dell’indoor, quindi vale la pena spendere bene e con la testa: crescita e raccolto dipendono da lei.

LED, HPS o LEC: quali lampade conviene scegliere per l’indoor?
I LED scaldano poco, consumano poco e durano tantissimo. Di solito però un buon pannello LED costa caro e ci metti un po’ ad ammortizzarlo. Le lampade al sodio e agli ioduri metallici sono le più economiche e si ripagano in fretta. Il rovescio della medaglia: consumano tanto, durano poco (2-3 coltivazioni prima di perdere efficacia) e scaldano parecchio. A metà strada ci sono le LEC, simili a sodio e ioduri: costano di più, consumano meno e durano molto di più.
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La ventilazione
La cannabis consuma un sacco di CO2 nell’indoor. All’aperto ne ha quanta ne vuole, al chiuso invece la finisce in fretta. Per questo la ventilazione è un altro pilastro della coltivazione e devi garantire un buon ricambio d’aria. In certi casi servirà anche un umidificatore.
Bisogna anche far uscire il calore delle lampade di cui abbiamo parlato. Per questo serve un estrattore e, a seconda delle dimensioni della growbox o dello spazio, un intrattore, cioè un estrattore che invece di tirare fuori l’aria la spinge dentro. Negli spazi piccoli, come una growbox, può bastare l’intrazione passiva, cioè l’aria che entra da qualsiasi fessura. L’aria calda sale, quindi l’estrattore va sempre montato in alto nella growbox o nello spazio di coltivazione. L’intrattore va in basso, possibilmente dalla parte opposta all’estrattore. E conviene mettere anche uno o più ventilatori che muovano l’aria: rinforzano le piante ed evitano le bruciature da lampada.
Anche qui il mercato offre growbox di quasi tutte le misure, dalle più piccole da 40x40 cm alle più grandi da 600x600 cm e oltre. Si tratta solo di trovare quella che fa per te e per lo spazio che hai. Questo è, più o meno, l’indispensabile per coltivare cannabis indoor.
Quante settimane di fioritura servono indoor?
La durata della fioritura indoor cambia in base alla varietà che coltivi e a quando vuoi raccogliere. In generale, però, la fioritura al chiuso dura tra le 6 e le 10 settimane.
Ricorda che qui non c’è tutto quello che c’è da sapere su un indoor. Questi sono alcuni degli aspetti più importanti da considerare quando parti, ma dovrai pensare anche alle dimensioni dello spazio, alla misura dei vasi, al substrato, al sistema di irrigazione, ai fertilizzanti e a tutto il resto che ti aiuta a tirare su piante da paura.
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