
Piantare cannabis in estate: fino a quando si può e come scegliere la data
Semina tardiva, vasi che scottano e piante giganti: come l’estate cambia la coltivazione in giardino e come usare la data di semina per controllare l’altezza.
D’estate la cannabis si può ancora piantare all’aperto, in molte zone fino ad agosto, ma più vai avanti più le ore di luce calano e la pianta resta piccola; il nemico vero è il caldo, che va gestito con ombra nelle ore centrali e vasi chiari. Seminare presto o tardi è anche il modo più semplice per decidere quanto diventerà alta. Coltivare marijuana all’aperto, se hai lo spazio giusto, dà soddisfazione e spesso cime di qualità migliore.
Prima di buttarti, però, valuta un po’ di cose, a partire dal rischio legale e da quanto il posto sia adatto alla cannabis. Qui vediamo pro e contro di coltivare erba in giardino o in terrazzo d’estate, con qualche consiglio pratico per farlo bene. Occhio alle date: la fonte è argentina, quindi emisfero sud; qui le trovi convertite per l’Italia.
Coltivare cannabis: cosa si può piantare d’estate?
Fino a quando si può piantare cannabis d’estate dipende dalla zona e dal clima, ma in molti casi si arriva anche ad agosto (febbraio, nell’emisfero sud). Tieni però presente che, man mano che l’estate avanza, le ore di luce per le piante diminuiscono, e questo incide su crescita e dimensioni.

Che tu coltivi fotoperiodiche o autofiorenti, d’estate servono precauzioni precise. Uno dei problemi più grossi che ti troverai davanti è il caldo estremo.
Come proteggere le piante dal caldo estivo?
Per difendere le piantine dal caldo eccessivo bisogna ripararle dal sole, soprattutto nelle ore più forti, di solito tra le 11 e le 16. Stare troppo al sole in quella fascia può disidratarle in fretta e, nei casi peggiori, ucciderle.
Puoi usare teli ombreggianti o altre coperture per smorzare i raggi del sole e dare alle piante un ambiente più adatto per crescere.
E il terriccio?
Anche il substrato va protetto dalle alte temperature. Vasi di colore chiaro e un isolamento dal pavimento aiutano a evitare che passi troppo calore. Un vaso nero al sole diretto, per esempio, può portare il terriccio a temperature che stressano le piante, superando tranquillamente i 40 °C.
Staccare i vasi dal pavimento con polistirolo o legno e raggrupparli per farsi ombra a vicenda sono pratiche consigliate per tenere l’ambiente più fresco e adatto alla coltivazione.
Anche pacciamatura e coperture aiutano ad abbassare la temperatura nei vasi e a tenere il terriccio umido più a lungo. Alcune colture di copertura, come il trifoglio, portano perfino nutrienti in più: non solo proteggono il substrato, ma aiutano anche la pianta a crescere sana.
Il periodo migliore per piantare marijuana all’aperto
Nell’emisfero sud, dove si trova l’Argentina, la stagione della coltivazione all’aperto di solito parte a settembre e va avanti fino al raccolto, che secondo la fonte può arrivare tra maggio, giugno e perfino luglio per alcune varietà a fioritura tardiva. Da noi, nell’emisfero nord, la stagione comincia a marzo.
Se scegli una coltivazione del tutto naturale, senza toccare il fotoperiodo (cioè senza allungare o accorciare le giornate con luce artificiale o coperture), puoi decidere quando piantare nel corso della stagione per controllare l’altezza delle piante.
In piena terra o in vaso: cosa cambia d’estate?
Per esempio, se coltivi in piena terra e pianti a inizio stagione (marzo da noi, settembre in Argentina), considera che le piante possono diventare enormi già prima della fioritura, fino a due metri o più con certe varietà.
Piante così grosse hanno bisogno di un buon sistema di tutori e, a volte, di reti per reggere il peso delle cime. E in più una pianta grande dà molto più nell’occhio di una piccola e compatta.

In vaso i problemi sono simili: dovrai fare rinvasi o aggiungere fertilizzante per stare dietro alle esigenze di piante così grandi.
Per tenere a bada le dimensioni puoi usare tecniche come cimature, legature e potatura delle radici. Ma pianificare bene e seminare al momento giusto resta il metodo più semplice ed efficace.
Coltivare all’aperto: serve aggiungere luce?
A volte può servire giocare con la luce per anticipare la fioritura delle piante (coprendole per allungare la notte) o per ritardarla (aggiungendo luce artificiale). Per ritardarla basta poco: lampade a basso consumo o lampade ad alta potenza che allungano il fotoperiodo, così le piante arrivano alla dimensione giusta prima di fiorire.
Anticipare la fioritura, invece, richiede soluzioni più impegnative, come teli oscuranti o addirittura spostare le piante in un ambiente buio per far partire la fioritura.
Qualunque tecnica usi, è fondamentale mantenere un fotoperiodo costante, per non stressare le piante inutilmente e garantire uno sviluppo sano per tutto il ciclo di crescita e fioritura.
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