Quando tagliare la cannabis indoor: raccolto e potatura al momento giusto
COLTIVAZIONE

Quando tagliare la cannabis indoor: raccolto e potatura al momento giusto

Tagliare troppo presto o troppo tardi ti costa resa e qualità: come capire quando raccogliere e quando potare le tue piante indoor.

DI Redazione CosechaLibre5 MIN DI LETTURA

Il momento giusto per tagliare la pianta di cannabis indoor lo decidono tre segnali: i tricomi, il colore delle foglie e lo stato generale della pianta. La potatura invece è un’altra storia e va fatta in vegetativa, almeno 15 giorni prima di passare in fioritura. Azzeccare i tempi del raccolto conta tantissimo, perché da lì dipendono non solo quanto porti a casa, ma anche sapore, potenza e profilo di cannabinoidi delle cime.

Eppure tanti grower, soprattutto chi coltiva indoor, restano col dubbio su quale sia il momento perfetto per tagliare.

Ci sono diversi fattori in gioco: il ciclo di vita della pianta, la varietà e le condizioni di coltivazione. In genere il raccolto si decide osservando i tricomi, il colore delle foglie e come sta la pianta nel complesso. Imparare a leggere questi segnali è fondamentale perché le tue cime arrivino al massimo prima di finire sotto le forbici.

Quando si pota la cannabis?

La potatura è una tecnica base per far crescere la pianta sana e tirare fuori più fiori. Va fatta durante la fase vegetativa, prima che la pianta sia matura e pronta a fiorire. Ecco cosa tenere d’occhio per capire quando e come potare.

I momenti chiave per potare

  1. Altezza e sviluppo: conviene potare quando la pianta arriva più o meno a 30 cm di altezza e ha già diversi palchi di foglie. A quella misura si riprende bene dal taglio e riparte più forte.
  2. Niente potature a fine corsa: non potare piante già mature e vicine alla fioritura, perché rischi di ritardarne l’inizio. In quel momento la potatura è solo uno stress inutile e ti penalizza la produzione di fiori.
  3. In fioritura, mano leggera: se proprio devi potare in fioritura, fallo poco e con attenzione. L’obiettivo è fare il minimo danno, perché ogni stress in più si paga sulla resa.
  4. Via le parti danneggiate o malate: foglie o rami rovinati si possono togliere in qualsiasi momento, sia in vegetativa sia in fioritura. È fondamentale per tenere sana la pianta ed evitare che le malattie si diffondano.

Come potare la foglia di cannabis senza fare danni

Per una potatura fatta bene ti servono forbici affilate e pulite, meglio se sterilizzate per non portare patogeni sulla pianta. Devono essere in buono stato, così fai tagli netti e veloci: la pianta guarisce prima e il danno è minimo.

Tecniche di taglio: le talee

  1. Taglio per le talee: per fare una talea taglia appena sopra un nodo della pianta madre e lascia almeno un nodo in più da interrare nel substrato di radicazione. È da quel nodo interrato che spuntano le radici e la talea può continuare a crescere.
    • Taglio in diagonale: fai un taglio a 45 gradi sulla parte della talea che va interrata, così assorbe meglio acqua e nutrienti.
    • Radicazione: metti la talea direttamente in un cubo di lana di roccia, in un jiffy o in un propagatore aeroponico. Se la curi bene, le radici dovrebbero spuntare nel giro di pochi giorni.

La potatura non serve solo a dare forma alle piante: le fa crescere più forti e sane, e questo vuol dire raccolti migliori. Pianifica bene quando potare, così ne tiri fuori il massimo e tieni le piante in gran forma.

Cosa sapere prima di potare la cannabis

La potatura è una tecnica chiave nella coltivazione di cannabis e può cambiare parecchio resa e salute delle piante. Ma va fatta bene e sapendo cosa stai facendo. Ecco le cose più importanti da considerare prima di mettere mano alle forbici.

1. Non togliere le foglie sane

Le foglie sono vitali: fanno la fotosintesi, cioè il processo con cui la pianta si produce il cibo. In tanti pensano che togliere le foglie grandi faccia arrivare più luce alle cime, ma è un errore che si paga. Le foglie sane non solo danno energia alle cime: fanno anche da magazzino di nutrienti quando scarseggiano.

Togliere foglie sane vuol dire tagliare i rifornimenti di energia che servono alla pianta per crescere al meglio, e il risultato sono cime più piccole e meno numerose. In generale non conviene togliere né foglie grandi né piccole: ognuna ha il suo lavoro da fare.

L’unica eccezione sono le foglie completamente andate, che ormai non fanno più fotosintesi. Ma anche togliere le foglie gialle non è una grande idea: spesso la pianta sta solo consumando le loro riserve di energia, ed è un processo naturale.

Ricordati che tutte le foglie contano, ma quelle in alto contano di più: sono quelle che prendono più luce e dove si concentra la produzione.

2. Pota preferibilmente durante la crescita, prima delle cime

Il momento migliore per potare è la fase vegetativa. Se coltivi indoor, pota almeno 15 giorni prima di passare in fioritura. Outdoor, l’ideale è farlo entro fine giugno, inizio luglio.

Con le sativa tardive una potatura troppo presto rende meno, perché queste piante si allungano parecchio quando passano in fioritura. In questi casi si può fare una potatura leggera fino alla seconda o terza settimana di fioritura. Ma come regola generale è sempre meglio potare in vegetativa, per sfruttarne al massimo i vantaggi.

Quindi, cosa tenere a mente quando tagli la cannabis?

Tenere conto di queste cose prima di potare può fare la differenza tra un raccolto qualsiasi e uno da paura. Se non togli le foglie sane e poti al momento giusto, le piante crescono più sane e robuste, e il raccolto viene abbondante e di qualità.