Quanto dura l’effetto della marijuana? Da cosa dipende, fattore per fattore
Percentuale di THC, quanta ne prendi, come la prendi, tolleranza e metabolismo: i fattori che decidono se la botta ti passa in un’ora o ti accompagna fino a sera.
Quanto dura l’effetto della marijuana dipende soprattutto da come la prendi: fumata o vaporizzata tocca il picco in circa 10 minuti e dura 1-3 ore, con strascichi fino a 6-8 ore dall’ultimo tiro, mentre mangiata ci mette da 30 minuti a 2 ore a salire e dura molto di più. Poi contano la percentuale di THC, quanta ne prendi, la tolleranza e il tuo corpo, che la usi per terapia o per svago. E varietà diverse danno effetti diversi, dai più intensi ai più lunghi.
Ecco, uno per uno, i fattori principali che decidono quanto ti dura.
Quali fattori influiscono sulla durata dell’effetto della marijuana?
Cambia tantissimo. Per esempio, a volte una canna ti dà una botta immediata che ti attraversa tutto il corpo e poi svanisce. Altre volte un giro di bong ti lascia un effetto che resta più a lungo e va avanti per ore.

Detto questo, l’effetto dipende da queste cose:
a. Percentuale di THC
È il numero che ti dice quanto è potente la roba che hai preso. Una varietà nella media ha un contenuto di THC tra il 15 e il 20%. Ma oggi trovi genetiche di tutti i tipi che arrivano tranquillamente al 25-30%.
Più il THC che inali o mangi è concentrato, più l’effetto è forte e, probabilmente, più dura.
b. Quanta erba prendi
L’effetto dipende dalla quantità, che incide anche sulla durata. Per tanti versi la quantità conta più della potenza della singola cima.
Un giro di bong con erba potente al 25% di THC ti terrà fatto per un bel po’. Ma fumare un blunt dopo l’altro di un’erba di media potenza ti farà salire più in alto e ti ci terrà più a lungo.
A ogni tiro il THC passa nel sangue attraverso gli alveoli dei polmoni. Poco dopo supera la barriera ematoencefalica e comincia ad attaccarsi ai recettori CB1 del cervello.
Quindi, più THC inali, più recettori attivi. Nelle sessioni che vanno avanti per ore tieni i recettori CB1 sempre accesi e allunghi l’effetto psicoattivo.
c. Come la prendi
Per il THC ci sono tre vie principali. Ognuna arriva nell’organismo in modo un po’ diverso, e quindi cambiano sia quando sale l’effetto sia quanto dura.
Fumata o vaporizzata:
Canne, blunt e vaporizzatori mandano una dose rapida di THC dritta nel sangue. Con questo metodo l’effetto arriva al picco in 10 minuti e dura tra 1 e 3 ore, a seconda delle altre variabili.
E anche quando il picco è passato, gli strascichi possono durare fino a 6-8 ore dall’ultimo tiro.
Edibili:
Fanno tutto un altro giro nel corpo, perché il THC deve passare dall’apparato digerente e dal fegato prima di arrivare al cervello e attivare i recettori CB1. Di solito passano 30-60 minuti (a volte anche 2 ore) prima che senti qualcosa, quindi non ripetere la dose troppo presto.
Quando l’effetto comincia, preparati a una botta potente, quasi psichedelica, per un paio d’ore. Poi c’è la discesa, che dura almeno altre quattro ore.
Sublinguale:
la via sublinguale consiste nel mettere sotto la lingua un olio infuso di cannabinoidi e tenerlo lì. Così il THC viene assorbito dai capillari sotto la lingua e arriva in fretta nel sangue.
Concentrati:
Parliamo per esempio di hashish e dab, che si inalano con dab rig, vaporizzatori o bong e di solito danno un effetto più lungo delle cime normali. L’effetto di solito arriva al picco in 10 minuti, e resti sotto per le 2-3 ore successive o anche di più.

d. Tolleranza
Quando parliamo degli effetti della marijuana a lungo termine, ricordiamo sempre che col tempo il corpo si abitua alla quantità che consumi. Se un novellino e un veterano fanno un giro di bong, sentiranno effetti molto diversi.
Chi è alle prime armi sarà molto più fatto e per più tempo del veterano.
Succede soprattutto perché il secondo, quello più esperto, ha sviluppato tolleranza al THC.
In pratica, dopo un’esposizione lunga al THC il cervello riduce il numero di recettori CB1. Siccome il THC fa effetto legandosi lì, meno recettori CB1 ci sono a disposizione, più THC serve per raggiungerli.
e. Metabolismo
Il «metabolismo» sono i processi chimici con cui il corpo consuma energia e brucia calorie, e ognuno ha il suo.
In tanti si chiedono come far scendere in fretta la botta di una canna, e una risposta c’è: il metabolismo veloce. Chi ha un metabolismo veloce può smaltire il THC molto prima di chi ce l’ha più lento.
f. Età
Se fumi spesso, la tolleranza può crescere con l’età. Però ci sono pochissime prove che l’età cambi davvero la durata dell’effetto.
g. Altezza e peso
Contano poco sull’effetto psicoattivo. Però una persona in sovrappeso, probabilmente per via di un metabolismo lento, potrebbe sentire effetti più lunghi con gli edibili.
Le prime volte che fumi, qualunque sia il tuo fisico, è normale sentire una botta forte. In tanti non sanno quanto dura un collasso da erba, per questo è importante partire con dosi piccole.
D’altra parte, cambiare il modo in cui prendi la marijuana può cambiare la durata dell’effetto. Ovviamente tieni conto anche delle altre variabili, come la tua tolleranza e il tuo metabolismo.
Goditi l’effetto finché ti fa stare bene. Se sei alle prime armi, l’ideale è stare con amici stretti, così ti senti a tuo agio e qualcuno ti tiene d’occhio. Un ultimo consiglio: prova le varietà, le potenze e i metodi che vuoi, con calma, finché non trovi il tuo punto giusto.
Quali sono gli effetti della marijuana sul corpo?
Gli effetti della marijuana si devono soprattutto al THC, il cannabinoide più abbondante nella maggior parte delle varietà. Altri come CBD, CBG o CBN sono poco o per niente psicoattivi. Il primo effetto sul corpo di solito è che la soglia di percezione degli stimoli si abbassa: tatto, gusto, suoni. Fissarsi con il cibo o con la musica è classico quando sei fatto. E chi fuma è d’accordo su un punto: l’immaginazione parte a ruota libera.
Altri effetti sono iperattività o impazienza, ridarella e parlantina. Ma anche sonnolenza, la tendenza a sentire il tempo più lungo di quello che è, e meno lucidità, meno coordinazione e perfino difficoltà a parlare. Tutti più intensi in chi è alle prime armi che in chi fuma spesso, per via della tolleranza.
IL CLUB
Entra nella community
Grower con nome e cognome, lotti tracciabili, una community vera. Niente fuffa, niente promesse a vuoto.
Entra nel clubCONTINUA A LEGGERE
CONSUMOCondimento alla cannabis per insalate: la vinaigrette di Natale
Olio d’oliva alla cannabis, aceto balsamico, senape e zucchero di canna: un condimento che sta bene su qualsiasi insalata delle feste.
CONSUMOIl cane ha mangiato marijuana: sintomi, cosa fare e cosa fa il veterinario
Un brownie lasciato sul tavolo o una stanza piena di fumo bastano: ecco perché il THC colpisce i cani molto più forte che le persone e come muoverti se il tuo è intossicato.