Tricomi della cannabis: cosa sono, i tre tipi e a cosa servono
COLTIVAZIONE

Tricomi della cannabis: cosa sono, i tre tipi e a cosa servono

Bulbosi, sessili e peduncolati: le ghiandole di resina dove nascono THC, CBD e terpeni, e come leggerle per raccogliere.

DI Redazione CosechaLibre6 MIN DI LETTURA

I tricomi sono le minuscole ghiandole di resina che ricoprono cime e foglie della cannabis: è lì che la pianta produce e accumula cannabinoidi e terpeni, cioè effetto, odore e sapore. Ce ne sono di tre tipi, e il loro colore, da trasparente a lattiginoso, ti dice quando raccogliere. Senza dubbio sono la parte più bella e appiccicosa della pianta. I tricomi sono le ghiandole di resina che contengono THC, CBD e gli altri cannabinoidi attivi usati in terapia.

Quando si estraggono i tricomi dalla pianta si conservano anche i terpeni. I terpeni sono gli oli che danno a ogni cannabis il suo sapore e il suo odore inconfondibili.

Ai terpeni vengono attribuiti anche diversi possibili benefici per la salute, e sono loro a tirare fuori tutto il carattere aromatico della cannabis.

Che tipi di tricomi esistono:

Il THC e gli altri cannabinoidi si trovano solo dentro le teste di tre tipi di tricomi:

  • Bulbosi
  • Capitati sessili
  • Capitati peduncolati

I tricomi bulbosi compaiono su tutta la superficie della pianta, ma sono così piccoli (10-15 micrometri) che non si vedono senza un microscopio. Per darti un’idea, un capello umano è largo 40-50 micrometri.

I tricomi capitati sessili sono il gruppo successivo per dimensioni. Sono un po’ più grandi dei bulbosi e molto più numerosi. Con i capitati sessili comincia a vedersi la classica forma a testa e gambo.

I tricomi capitati peduncolati sono i più comuni del gruppo. Vanno dai 50 ai 100 micrometri, quindi si vedono a occhio nudo. Sono formati da una cellula basale (il gambo) con sopra una testa ghiandolare cerosa.

Un tempo gli scienziati pensavano che i cannabinoidi principali come il THC si formassero nei calici, cioè nel tessuto verde della pianta da cui crescono le ghiandole dei tricomi a forma di fungo.

Oggi gli scienziati hanno visto che sono i tricomi stessi a produrre cannabinoidi e terpeni. Sì, i tricomi crescono dal calice, ma sono loro, alla fine, a produrre i cannabinoidi.

Nell’anatomia della cima che di solito fumiamo ci sono anche i pistilli. Questi ciuffetti di peli doppi che spuntano dal calice catturano il polline delle piante maschio per permettere la riproduzione. «Tricoma» viene dal greco e vuol dire più o meno «crescita di peli». 

I tricomi fanno da scudo contro funghi e insetti golosi di marijuana che altrimenti distruggerebbero raccolti interi. Sono anche la «crema solare» delle piante di marijuana: le proteggono dai raggi ultravioletti, dal vento forte e dall’aria secca.

Mentre la pianta cresce, cannabinoidi e terpeni si accumulano sotto la cuticola esterna del tricoma. La testa della ghiandola diventa sempre più grossa e tonda man mano che le vescicole secretrici producono olio e lo spingono verso la cuticola. Alla fine la testa matura e si stacca, quando la fioritura è agli sgoccioli.

Se vuoi raccogliere la pianta per avere tutto l’effetto del THC o del CBD, NON vuoi che i tricomi cadano. Se succede, vuol dire che hai lasciato andare la pianta troppo a lungo. Gran parte dei cannabinoidi se n’è andata, e l’effetto, psicoattivo o terapeutico, ne risente. Per questo è fondamentale stare attenti ai segnali che la cannabis sta per essere matura.

All’inizio del ciclo le teste dei tricomi sono di solito trasparenti. Prima del raccolto, quando i cannabinoidi sono al massimo, la testa della ghiandola diventa torbida, lattiginosa.

Te ne accorgi così: i cannabinoidi stanno arrivando a piena maturazione quando le teste dei tricomi diventano opache.

Curare bene le piante e raccogliere al momento giusto è quello che ti permette di sfruttare al massimo i tricomi, e con loro terpeni e cannabinoidi.

Cosa producono i tricomi?

I tricomi della marijuana producono diversi composti chimici, e i più famosi sono i cannabinoidi, come il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Sono loro i principali responsabili degli effetti psicoattivi e terapeutici della marijuana.

Oltre ai cannabinoidi, i tricomi producono anche terpeni e flavonoidi, composti aromatici che danno a ogni varietà il suo sapore e il suo profumo. Anche a questi composti vengono attribuiti possibili effetti terapeutici, e si pensa che interagiscano con i cannabinoidi in un effetto sinergico chiamato «effetto entourage».

In generale, i tricomi contano parecchio per la qualità e la potenza della pianta, e il loro contenuto di cannabinoidi e terpeni cambia in base alla varietà, alle condizioni di coltivazione e ad altri fattori.

Qual è la funzione dei tricomi, e a cosa servono?

I tricomi sono strutture specializzate della cannabis che hanno un ruolo chiave nella produzione di cannabinoidi e terpeni. Sono piccole protuberanze che stanno su foglie e cime, e si possono osservare con una lente d’ingrandimento.

Il loro compito è produrre e immagazzinare composti chimici, come cannabinoidi e terpeni, che proteggono la pianta da parassiti e malattie. I tricomi maturi sono quelli che contano per il raccolto, perché è lì che cannabinoidi e terpeni sono al massimo.

La resina della cannabis sta soprattutto nei tricomi, e il loro aspetto e colore cambiano man mano che maturano. Per esempio, i tricomi ambrati dicono che la pianta è pronta per il raccolto, perché vuol dire che i cannabinoidi hanno cominciato a degradarsi. Per questo è importante controllare i tricomi con una lente e decidere il momento migliore per tagliare.

Come aumentare i tricomi?

Diversi fattori possono influire sulla quantità e sulla qualità dei tricomi. Sono piccole protuberanze piene di cannabinoidi e terpeni, e quanti ce ne sono può cambiare sapore, aroma e potenza dell’erba. Ecco qualche consiglio per averne di più:

  1. Genetica: scegliere varietà che fanno tricomi grandi e abbondanti è un modo per averne di più sulla pianta.
  2. Luce: assicurati che le piante ricevano la quantità di luce giusta, perché troppa o troppo poca può pesare sulla produzione di tricomi.
  3. Temperatura e umidità: anche un ambiente adatto aiuta ad aumentare la produzione di tricomi. Temperatura e umidità giuste la favoriscono.
  4. Nutrienti: dare alle piante i nutrienti di cui hanno bisogno è importante anche per i tricomi.
  5. Momento del raccolto: aspettare che i tricomi arrivino al punto giusto di maturazione prima di tagliare garantisce più tricomi e di qualità migliore sulle cime.

Ricapitolando: per avere più tricomi devi scegliere le varietà giuste, dare luce, temperatura, umidità e nutrienti ottimali e aspettare il momento giusto per il raccolto. Anche un microscopio per seguire crescita e maturazione dei tricomi sulle cime può tornare utile.

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