Pianta ermafrodita: come riconoscerla e cosa farci
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Pianta ermafrodita: come riconoscerla e cosa farci

Perché alcune femmine tirano fuori sacche di polline, come beccarle in tempo e come sfruttarle senza mandare all’aria tutto il raccolto.

DI Redazione CosechaLibre4 MIN DI LETTURA

Come sa ogni grower, la cannabis è una specie «dioica»: alcune piante sono solo femmine e altre solo maschi. Però, visto che a madre natura piace infrangere le sue stesse regole, alcune piante di cannabis hanno sia organi sessuali maschili che femminili. Queste si chiamano ermafrodite. Una pianta ermafrodita si può sfruttare: fumarla (con meno botta e tanti semi), usarla per concentrati o per fare semi, a patto di toglierla in tempo prima che impollini le altre. Ma cosa vuol dire, esattamente, che una pianta di cannabis è ermafrodita?

Non succede spesso, ma a qualsiasi grower prima o poi capita di trovarsi fiori ermafroditi nel grow, quindi è importante sapere come gestire queste piante.

Di solito è abbastanza facile capire il sesso di una pianta di cannabis: le femmine sono piene di peletti chiamati «pistilli», mentre i maschi hanno gli stami, piccole sacche dove tengono il polline.

Come beccare in tempo l’ermafroditismo?

Se vuoi controllare il grow per evitare le ermafrodite o scoprirle in tempo, la cosa migliore è guardare il rametto più piccolo, quello a forma di V che parte dal fusto. È lì che spuntano i primi fiori o le prime sacche di polline. I primi segnali di una pianta ermafrodita sono fiori maschili e femminili che si sviluppano insieme.

Le ermafrodite sono piante femmine che hanno anche uno o più stami. A volte gli stami si formano dentro il fiore femminile, al posto del pistillo, ma più spesso compaiono accanto alle infiorescenze femminili, occupando alcuni nodi della pianta (i punti dove i rami incontrano il fusto principale).

Cos’è una pianta di cannabis ermafrodita e perché viene fuori?

I motivi per cui una pianta di cannabis può essere o diventare ermafrodita sono fondamentalmente due. Il primo è la genetica, il secondo l’ambiente. Se una pianta viene messa in condizioni dove le manca roba essenziale come l’acqua e la luce, lo stress che subisce può scatenare questa reazione.

L’ermafroditismo da cause ambientali è in pratica la capacità naturale della pianta di chiudere e accorciare il suo ciclo quando non ha quello che le serve per fiorire. Tra le cause di stress più grosse per una pianta di cannabis ci sono le interruzioni del buio-luce in fioritura, temperature sopra i 27 °C, aspettare troppo per raccogliere, danni o ferite alla struttura della pianta, poca acqua, troppo fertilizzante, parassiti, insetti predatori, funghi o malattie, troppo freddo e l’uso di pesticidi o fungicidi.

Come sfruttare una pianta ermafrodita?

Tanti grower si chiedono a cosa possono servire le piante ermafrodite: gli usi non sono tantissimi, ma alcuni sono parecchio utili.

Una pianta ermafrodita si può fumare:

Una pianta ermafrodita non sarà potente come una femmina al 100%, e visto che è piena di semi la fumata e il sapore ne risentono, però si può fumare. Se vuoi provare a salvare una pianta diventata ermafrodita, puoi usare una pinzetta o le dita per togliere le sacche di polline appena le vedi. C’è anche chi arriva a eliminare del tutto qualsiasi fiore che abbia caratteristiche maschili.

La pianta di cannabis ermafrodita serve per fare concentrati:

Un modo per sfruttare questo tipo di pianta è usarla per fare concentrati di THC o di CBD, come il fumo, il kief e via dicendo. Il THC di una pianta ermafrodita di solito è basso, ma una volta raccolto e concentrato può diventare un estratto che fa il suo lavoro.

Le piante ermafrodite servono per fare semi femminizzati:

Per farlo bisogna mettere una pianta ermafrodita in mezzo a un grow di sole femmine, usando ormoni e altri prodotti chimici. Il risultato saranno semi in gran parte femminili o femminizzati, con una percentuale più alta di femmine pure.

Cosa fare se trovi piante di cannabis ermafrodite?

È importante beccare i segni di ermafroditismo il prima possibile, perché all’inizio magari trovi solo uno o due fiori maschili sulla pianta. Se succede, puoi spruzzare la pianta con un po’ d’acqua da una certa distanza.

Così, quando passi al passo successivo, il polline non vola via: tagli con molta attenzione i fiori maschili e li metti in un sacchetto. Insomma, li porti lontano dal grow.

È fondamentale che il polline non salti sulle altre piante, perché potrebbe impollinarle e fargli fare semi invece di resina.

Una volta tagliati i fiori maschili possono succedere due cose. La prima: l’operazione è riuscita e hai una femmina pulita che ti darà un bel raccolto.

Se invece non ha funzionato, potresti scoprire che la pianta è diventata ermafrodita del tutto; e se te ne accorgi a fioritura avanzata, non ti resta che coprirla con un telo di plastica e toglierla dal grow, per evitare che il polline impollini le altre femmine.

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